MADDALONI(Ce) – (di Nunzio De Pinto)  “La Cementir non demorde da un progetto di scavo apocalittico che prevede la “continuazione” delle operazioni di estrazione sulla collina di San Michele”. È quanto denunzia Pasquale Costagliola (nella foto a dx), presidente dell’Associazione ambientalista “Terra Nostra”, da tempo impegnato sul versante ambientale e della legalità – “Continuazione giustamente virgolettata nel discorso, perché secondo norma bisogna proseguire estrazioni già iniziate e per la bisogna la società di Caltagirone propone un artifizio di continuità rappresentato nella realtà effettuale da un tunnel che legherebbe i due versanti dell’altura. Così” – ha tenuto a precisare Costagliola – “si aprirebbe da via S. Michele una galleria sottostante il santuario. Un buco in una zona oltremodo cava che ha presentato e presenta problemi di natura idrogeologica. Sembra assurdo ma la multinazionale del cemento non vuole staccarsi dalle alture dei Tifatini e prova in tutti i modi a dribblare gli ostacoli numerosi che si propongono all’ autorizzazione. Una catena di conferenze di sevizi a cavallo di due anni” – ha aggiunto – “si è svolta senza soluzione di continuità con grande mobilitazione di tecnici ed avvocati di parte. Un protervo impegno di consunzione del territorio addobbato con i ghingheri dell’occupazione. Il tunnel agognato sfocerebbe nella Valle di Maddaloni a completare lo scempio di alcuni decenni. I Comitati delle Due Sicilie e Terra Nostra” – ha concluso l’esponente ambientalista – “dopo l’escursione di un mese fa si stanno mobilitando per una nuova presenza sul monte San Michele per avvertire i fedeli del pericolo che corre il luogo sacro”. (articolo a cura del giornalista NUNZIO DE PINTO)

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