Dragoni(Ce)- (Di Daniele Cinotti) Si è svolta martedì mattina 19 Ottobre 2010, presso il cimitero di Dragoni, la commemorazione dell’ agente di polizia CARLO BUONANTUONO, caduto in servizio a Milano il 19/10/1981, insieme all’agente VINCENZO TUMINELLO (originario di Palermo), per mano dei terroristi appartenenti ai NAR. Gli agenti BUONANTUONO e TUMINELLO, svolgevano, per conto della Digos, indagini per le attività terroristiche dell’eversione di estrema destra c.d. “nera”, responsabile di stragi (tra le quali quella della stazione ferroviaria di Bologna) e diversi omicidi di giudici e membri delle forze dell’ordine. Dopo aver intercettato un’ auto sospetta in Via Vallazze a Milano, gli agenti, dopo aver intimato l’alt, vennero assaliti da tre terroristi i quali, con un’ impressionante potenza di fuoco (che ha da sempre contraddistinto i rappresentanti dei NAR), non lasciarono scampo ai due poliziotti che vennero uccisi all’ istante. Un terzo poliziotto riuscì miracolosamente a scampare al proditorio attentato grazie all’arrivo dei rinforzi (diligentemente chiamati dai due agenti) che costrinse alla fuga i terroristi. Buonantuono e Tuminello sono stati insigniti della medaglia d’oro al valore civile e rappresentano, insieme a moltissime altre persone, il contributo di sangue che il nostro paese ha pagato per il mantenimento dell’ ordine democratico. In Via Vallazze a Milano c’è ancor oggi una targa che ricorda quel tragico evento (sempre addobbata con fiori, messi dagli abitanti del luogo). Ogni anno il Capo della Polizia, tramite i rappresentanti della Questura di Caserta, invia una corona di fiori alle famiglie degli agenti a memoria del loro sacrificio. Le istituzioni (dov’era il Comune di Dragoni, il cui massimo rappresentante è per giunta un carabiniere? ndr), prima fra tutte la scuola, dovrebbero ricordare più spesso il triste periodo dei c.d. “anni di piombo”, e coinvolgere le nuove generazioni in un’ analisi critica di quel momento di forti ed apparentemente insanabili contrasti sociali. Dovrebbe emergere più spesso l’ unità con cui il popolo italiano ha saputo affrontare e superare quegli anni, superando le differenze ideologiche per convergere verso un sistema di dialettica politica accesa ma al tempo stesso imperniata sui valori base della società: il rispetto dell’ idea altrui, l’educazione civile, la conoscenza dei princìpi fondanti della democrazia (sanciti dalla Costituzione Italiana). Lo sforzo enorme che fecero politici, giornalisti e istituzioni di non cadere nella trappola del terrorismo e delle organizzazioni parallele (vedi P2) e di costruire con convinzione un’Italia diversa, non deve cadere nel dimenticatoio. Il coraggio e l’ onestà di grandi uomini politici come Sandro Pertini che, ai funerali di Guido Rossa, sindacalista e militante comunista, ucciso dalle BR, che si esplicitò in queste parole: “Nessuna lotta, nessuna ragione politica può andare oltre la dignità dell’ uomo……io le brigate rosse le ho conosciute, hanno combattuto con me contro i nazi-fascisti, non contro i democratici….VERGOGNA!!” Oggi purtroppo la politica si è ridotta ad urlacchiare effimere ragioni nella melma del chiacchiericcio, del gossip, dello scandalo e degli interessi personali dei propri rappresentanti. I caduti per la democrazia sono ricordati (…una piccola parte) con una smielata ipocrisia, quasi per dovere di cronaca. Corriamo un grave rischio: perdere la nostra identità, la nostra unità, diventare una nazione senz’a nima, un corpo senza midollo, attaccata ai finti valori che comunica la televisione. Stiamo diventando deboli e fragili come vasi di cristallo e lo schiamazzo politico attuale, non rende giustizia alcuna né al paese né ai tanti morti che oggi a stento ricordiamo. (Articolo a cura del Dott. Daniele Cinotti)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”