DECLASSIFICATI E DI LIBERA VENDITA…MAH

Italia- (Di Giovanni Lafirenze) Da ciò che ho inteso, i fuochi d’artificio vengono divisi in più fasce e “classificati” in base a potenza e pericolosità: categoria IV i fuochi che danno vita all’arte pirotecnica e la categoria V (gruppo C) che raggruppa ogni gioco pirico, vale a dire: “manufatti pirotecnici da divertimento ad effetto luminoso e/o da scoppio”. In realtà questi oggetti pirotecnici rientrano tra le materie esplodenti, perciò sono soggette a tutte le norme concernenti le materie esplodenti, pertanto la categoria V/C è strettamente controllata nella produzione, deposito, trasporto e vendita finale. I motivi per cui queste norme, D.M., circolari, non tutelano, regolano, seguono l’uso di tali petardi, ancora lo devo capire. A partire dall’otto marzo 2008 per distinguere un prodotto declassificato (libera vendita) sull’involucro di tutti i giochi pirotecnici è applicata una etichetta idonea a confermare che non si tratta di materiale esplodente (appunto di libera vendita), naturalmente tranquillizzati da tutto ciò a questo punto sarebbe interessante ed opportuno capire se all’interno di questi petardi ci sia aria, acqua o cosa.

Una semi-risposta al banale quesito è datata 5 dicembre 2008:

l’acquisto dei prodotti declassificati (non esplosivi e di libero commercio) è precluso ai minori di 14 anni (un normativa europea prevede il limite a 12 anni).

Ancora una volta mi chiedo: se non sono pericolosi, se non è materiale esplodente perchè vietarli ai ragazzini…?

La mia fonte (Codice Delle Armi e degli Esplosivi 2010 CELT), definisce davvero caotica, la normativa sui giochi pirici e pone la propria attenzione a proposito dei deficitari parametri tecnici atti a definire tecnicamente e classificare un petardo. L’intricata materia è resa più confusa dai bollettini di fine anno, mani spappolate, lesioni visive, ustioni di vario grado, neonati e anziani travolti da inquinamento acustico da panico, animali domestici in preda a spavento, e tanto, ma tanto altro (non serve essere un medium).

Cassonetti devastati, auto e motorini in fiamme, abitazioni fumanti, aiuole, parchi e giardini rovinati.

In pratica un “divertente commercio”, in grado di bruciare in poche ore anche parte di una città. (Intervento a cura di Giovanni Lafirenze)

Note: Giovanni Lafirenze é Esperto assistente tecnico Bcm Italia, Caldas, Colombia. Per maggiori info: http://www.biografiadiunabomba.it
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”