Maddaloni(Ce)- Domenica 21 Novembre 2010 ore 11,00 (Edizione 2008) (Edizione 2009) Chiesa del S. Carmelo via Ponte Carolino nei pressi della Torre dell’ Orologio di Maddaloni, Messa-Concerto organizzata dall’Associazione culturale e musicale Giuseppe Verdi in collaborazione con l’Orchestra della Provincia di Caserta “LUCE”, il soprano Minni Diodati, il Tenore Luigi Ricciardi e col Patrocinio del Comune di Maddaloni. www.giuseppeverdimaddaloni.it * info@giuseppeverdimaddaloni.it
L’ associazione Culturale Musicale “G. Verdi” di Maddaloni nasce ufficialmente nel luglio 2002 con lo scopo di promuovere la valorizzazione e lo sviluppo della sensibilità culturale ed artistica in
genere. Per questo nei suoi primari compiti rientra l’organizzazione di manifestazioni culturali in genere, rassegne, concerti, feste e spettacoli. Essa non ha scopo di lucro ed è composta da validi e conosciuti professionisti della provincia di Caserta, con una consistente prevalenza di musicisti maddalonesi. Presidente dell’ associazione è il prof. Luigi Ceci, nato a Maddaloni, si è diplomato in flauto nel 1979 presso il Conservatorio di musica “S. Pietro a Majella” di Napoli. Ha partecipato a diverse opere liriche presso il Teatro “S. Carlo” di Napoli in qualità di flautista di scena. Arrangiatore, compositore e direttore d’ orchestra di complessi di musica classica e leggera ha nel suo curriculum diverse apparizioni pubbliche. Collabora con diverse formazioni cameristiche della provincia in qualità di arrangiatore.
L’Orchestra della Provincia di Caserta “LUCE” è un’ orchestra, formata e diretta dal M° L. Ceci. Essa é composta da giovani strumentisti di scuola napoletana, svolge attività concertistica dal 1990. Partendo da una formazione cameristica, quale “Formazione Cameristica Partenopea”, si é in seguito affermata ottenendo consensi di pubblico e di critica. Il programma dell’ orchestra “Luce” spazia dalla musica sacra a quella sinfonica, da quella operistica al classico napoletano, oltre a un vasto repertorio di colonne sonore tratte da celebri film; il tutto sempre con gli arrangiamenti originali del M°.Luigi Ceci.
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Riportiamo alcuni tratti della VITA DI S. CECILIA
La diffusa devozione popolare verso la vergine e martire romana ha fatto sì che il nuovo calendario liturgico ne conservasse la memoria, pur mancando le testimonianze storiche anteriori al secolo VI, questa devozione e lo stesso patrocinio di S. Cecilia sulla musica sono dovuti alla sua Passio, che è posteriore al 486. In essa la fondatrice del “titolo” della basilica di S. Cecilia in Trastevere viene identificata con una santa omonima sepolta nelle catacombe di S. Callisto e che avrebbe subìto il martirio durante l’impero del moderato Alessandro Severo, verso il 230. II culto di S. Cecilia, – si legge nella Liturgia delle Ore – in onore della quale nel V secolo venne costruita a Roma una basilica, si diffuse ovunque a motivo della sua Passio. In essa Cecilia è apparsa come il modello più perfetto di donna cristiana, che per amore del Cristo ha professato la verginità e ha subìto il martirio. Cecilia, nobile e ricca, si recava quotidianamente ad assistere alla Messa celebrata da papa Urbano nelle catacombe lungo l’ Appia, attesa da una moltitudine di poveri, che ne conoscevano la generosità. Cecilia, data in sposa a Valeriano, nel giorno delle nozze, “mentre gli organi suonavano, ella cantava nel suo cuore soltanto per il Signore” (da questo brano della Passio ha avuto origine il patrocinio di Cecilia sulla musica sacra); poi, giunta la notte, la giovane disse a Valeriano: “Nessuna mano profana può toccarmi, perché un angelo mi protegge. Se tu mi rispetterai, egli ti amerà, come ama me”. Al contrariato sposo non restò che accogliere il consiglio di Cecilia, farsi istruire e battezzare da papa Urbano e poi condividere lo stesso ideale di purezza della sposa, ricevendo in ricompensa la stessa sorte gloriosa: la palma del martirio, al quale per grazia divina venne associato il fratello di Valeriano, Tiburzio. Anche se la relazione sembra frutto di pia fantasia, i martiri Valeriano e Tiburzio, sepolti nelle catacombe di Pretestato, sono storicamente accertati. Dopo il processo, riferito con dovizia di particolari dall’autore della Passio, Cecilia, condannata alla decapitazione, ebbe tre ponderosi fendenti dal carnefice, senza che la sua testa cadesse recisa: aveva domandato la grazia di rivedere papa Urbano prima di morire. In attesa di questa visita ella continuò per tre giorni a professare la fede. Non potendo proferire parole, espresse con le dita il suo credo in Dio uno e trino. E in questo atteggiamento l’ha scolpita il Maderno nella celebre statua (foto).
Comunicato Stampa dell’Associazione Giuseppe Verdi Maddaloni
Messa-Concerto per S. Cecilia. Il presidente: Luigi Ceci (Inviato dal prof. Giuseppe Diodati)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”