LO STRISCIONE TRA LE MANI

Roma- (di Giovanni Lafirenze) Il cielo è limpido, il sole non riscalda, i ragazzi manifestano le proprie idee urlando nuovi slogan. Vedo studenti appartenenti a più scuole dare vita ad un ordinato corteo. Si baciano, abbracciano e nel contempo contestano il Ministro dell’ Istruzione. I tanti giovani presenti chiedono chiarezza a proposito di cultura, non desiderano altro che delineare una linea demarcativa tra speranza e futuro, comprendere quali sbocchi lavorativi presenta il loro percorso scolastico. Colgo la voce di una dimostrante al telefonino: “Si sono qui con tutti”, il tono è quasi gioioso, perciò comprendo un’altra ragione dei ragazzi, la voglia di poter affermare: “io c’ero, quindi ho espresso il mio pensiero”. Tutto giusto. Il corteo lentamente penetra le vie più importanti della città, destando curiosità, simpatia e solidarietà tra commercianti, pedoni e non solo ( a parte il traffico automobilistico in tilt). Mentre i giovani si fermano presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere, ormai stanco (fisicamente), noto una straordinaria verità: l’armonia del corteo studentesco è gestito in stretta collaborazione con i funzionari delle Forze di Polizia, i quali controllano che tutto sia in ordine, per evitare inopportuni incidenti a danno dei ragazzi stessi. Tutto ciò è una breve cronaca del corteo studentesco della città di Bari. Ma al contrario della mia esperienza diretta, qualche ora dopo il mio rientro a casa, cominciano a giungere notizie di numerosi scontri tra Polizia e studenti. Non ci credo, non è possibile…! Ahimè mamma Rai racconta altre realtà:
Studenti, che attaccano poliziotti, un finanziere travolto da più manifestanti, auto bruciate e tanto, ma tanto altro. Penso: “ una manifestazione voluta da studenti e rivolta al loro futuro, come può concludersi con quelle violente immagini”. Qualcuno parla di vetrine spaccate, lanci di bombe carta, bancomat incendiati, una sede della Protezione Civile presa d’assedio.
Ancora oggi mi chiedo: se gli studenti che ho visto manifestare a Bari, (ma sicuramente non solo a Bari), urlavano con innocui striscioni fra le mani, come mai i loro colleghi romani devastavano e picchiavano…? Naturalmente sorge il “ragionevole dubbio”, che quelle scellerate figure non appartengono al mondo studentesco, non appartengono al mondo dei lavoratori, non appartengono al mondo della ragione, ma al mondo della violenza fine a se stessa. (Articolo a cura di Giovanni Lafirenze )

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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