ELEZIONI A S.MARIA C.V. LETTERA AD UN ELETTORE NON ANCORA STANCO.
S. Maria Capua Vetere(Ce)- (Di Gerardo D’Amore) Caro elettore,peccato che le condizioni climatiche non consentano ancora di recarsi al mare nei giorni della competizione elettorale (maggio). Si potrebbe, però, ovviare prenotando una bella passeggiata in campagna per godersi il sole primaverile lontano dai “venditori di almanacchi” di sempre che sciamano per le vie di S.Maria C.V. ove ogni famiglia avrà il suo bravo candidato. In ogni caso la governabilità, bene supremo dei cittadini, (tradotta in soldoni permanenza di un ceto sugli scranni istituzionali) sarà garantita a prescindere da te. E’ compito del potere scegliere le modalità entro cui costringere i nostri comportamenti . Per parte mia, ti confido di aver smesso e da tempo di vivere la fuga dai seggi come un sacrificio. Oggi mi appare, piuttosto un atto di libertà, di sovrano “arbitrio”, tanto più forte quanto più si cerca di ricattarmi palesandomi il disastro che potrebbe scaturire dal mio gesto . Ho vinto, ormai, la paura (passione triste) di liberarmi di un “ingombro” insopportabile (il voto), fatto passare per un diritto/dovere nascondendo ciò che realmente è: un ostacolo a qualsiasi ripresa di dialogo tra di noi senza preconcetti, non più offuscato dall’ombra lunga delle varie “sagrestie” politiche, dalle doppie verità ( dei vorrei, ma non posso). D’altronde la scena politica è ormai totalmente occupata dal ridicolo e dall’insignificante, dalle stesse persone che si perpetuano ( che noia!). Solo la prospettiva di un’alternativa ci ha fatto sopportare tutto questo. Quando, però, ci scontriamo, sul campo, con i fallimenti continui delle speranze di rinnovamento , ci accorgiamo che ogni possibilità di alternativa è “falsa” , è virtuale, è solo un’illusione e si riduce alla presenza di due grandi aggregazioni di pari consistenza quantitativa. Da un lato il conservatorismo compassionevole del centrodestra, dall’altro il politicamente corretto del c.d. centrosinistra investito del compito di fare meglio, in modo più soft, legale e asettico, quello che la destra va profetizzando ormai da anni in tema di smantellamento dei diritti, abuso del territorio, inquinamento ambientale. Non si sono forse passati il testimone nella nostra città? Un poco governi tu, un poco io “ e l’omo campa”. La politica è rimasta indifferente alle questioni del vivere poste da noi gente comune, la sua unica preoccupazione, che unisce la destra, il centro e la sinistra è quella di autoriprodursi. Tu, caro elettore, ti sei mai sentito rappresentato da essa? Non l’hai , forse, avvertita in questi anni come parte di un muro invalicabile che si erge sempre di fronte agli amministrati anche quando il potere viene gestito in loro nome? Non ti sembra giunto il momento di cominciare a considerare la vita, la nostra vita , come il vero contenuto politico delle nostre insofferenze, della nostra ribellione capovolgendola contro un sistema di potere che la controlla e facendola diventare molto più del diritto, la posta in gioco di ogni lotta politica? “L’ affermazione del diritto al corpo, alla salute, alla felicità, alla soddisfazione dei bisogni, il diritto di ritrovare quel che si è e tutto quel che si può essere, al di là di tutte le oppressioni o “alienazioni”, questo diritto , così incomprensibile per il sistema giuridico classico, è la replica politica a tutte le nuove procedure di potere…”. (Michel Foucault).
Se anche per te valgono le considerazioni sopra esposte, allora, tornando, la sera, dalla tua passeggiata in campagna, dopo aver disertato i seggi elettorali, non potrai non provare quel senso di liberazione che appartiene a chi è convinto che “solo la forza di una rottura, può metterci in condizioni di individuare nuovi varchi” per rivendicare la vita intesa come bisogni fondamentali, essenza concreta dell’uomo, realizzazione delle sue virtualità. Perché ciò sia possibile è necessario rimuovere da noi l’attesa messianica per l’avvento del principe vendicatore e/o dell’imperatore dei poveri e relazionarci direttamente, senza intermediazioni, e, soprattutto, liberando il desiderio di indignarci ancora una volta, di dire a voce alta i nostri “no” senza dover passare per le “forche caudine” delle sempiterne elezioni. (a cura del dott. Gerardo D’Amore 08/01/2011)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”