DIFESA DELLA RAZZA? I migranti dislocati a S.Maria Capua Vetere(Ce)

APPELLO AI CITTADINI:
La cittadinanza (l’appartenenza) va difesa dall’ invasione dello straniero, trattando il migrante che bussa alle porte come l’essere non appartenente alla cerchia dell’identità e, quindi, altro dall’umanità , dalla civiltà . Un animale pericoloso che potrebbe minacciare la comunità dal punto di vista della sicurezza.
Ma siamo proprio sicuri che la città da difendere sia “terra nostra”?
O non è diventata piuttosto terra di camorra che ormai dilaga asservendo, con la violenza, il popolo?
Qualche sapiente politico ci richiamerà ora all’ordine. Non bisogna scantonare. Oggi la discussione verte sulla presenza dello straniero sulle rive del Piave. Bisogna metterlo in condizioni di non nuocere accertandosi che non esca mai dai lager ove dovrà essere custodito con severità. Deve capire che non diventerà mai cittadino , urge che sia sempre un clandestino dell’umanità. Qualcun altro con realismo dirà che sì, va bene l’accoglienza , ma è importante che si faccia in territori più ricchi , il nostro, purtroppo, è afflitto da una disoccupazione dilagante.
E quando mai si è visto il potere costituito angustiarsi per il grave fenomeno che affligge da anni il nostro Sud? In che occasione si è preoccupato di soccorrere i residenti che hanno perso il lavoro e non hanno di che mangiare?
A Villa Literno esiste una rotonda chiamata “Piazza degli schiavi” ove per quattro soldi al giorno i caporali assoldano i migranti per i lavori delle campagne. Ecco, a questo devono servire.
I datori di lavoro, che lo ritengono necessario possono utilizzarli pagandoli in nero per essere competitivi rispetto ai prezzi delle merci praticati dalla Cina salvo ,poi, scandalizzarsi quando la domenica li vedono a zonzo nelle piazze della città. Semplicemente perché ravvisano, nello straniero, il pericolo della rivendicazione di diritti legati alla vita e, tra questi, quello di poter ricevere una retribuzione adeguata. Bisogna che rimangano, quindi, “schiavi” perché solo così fanno comodo. E’ la dura legge delle identità alla quale pochi, a dire il vero, abbiamo visto ribellarsi.
La politica dell’identità , prontamente recepisce ogni allarme sociale senza tentare nemmeno responsabilmente di tranquillizzare chi parla solo con la pancia . Si mette subito all’opera creando l’emergenza da affrontare efficacemente e paragonandola semmai a quella della spazzatura .
Uomini e monnezza sullo stesso piano
Non si riesce più ad immaginare negli occhi dei migranti , lo stesso sgomento espresso dagli occhi del vicino di casa. Adesso è necessario tutelare i nostri sonni tranquilli.
Anche la Chiesa locale sembra voler osservare un silenzio assordante. Forse è’ troppo occupata a difendere la vita prima che nasca per poter prendere in considerazione quella schiavizzata. A soccorrere gli stranieri sembra essere rimasto solo chi li ritiene validi (pensate un poco) ad effettuare lavori ormai abbandonati dagli italiani , una razza, cioè, di serie “B”.
“Getto intorno sguardi che non mi sembrano miei, tanto sono diverso. Non è l’aspetto di gente viva con me, questo, nei suoi visi c’è un tempo morto che torna inaspettato. . . Il corpo trascino tra petti che coccarde colmano di vile orgoglio” P.P. Pasolini –le ceneri di Gramsci.
Vogliamo spogliarci di questa cittadinanza inumana, vogliamo essere anche noi nomadi, migranti volontari, qualcosa che esiste solo in quanto revocabile, esposto al continuo fallimento senza le certezze della razza, percorrere sentieri sconosciuti, non lasciarci collocare in un luogo definito, ma vivere in uno spazio fluttuante all’interno della “terra di nessuno”.

RIFONDAZIONE COMUNISTA di S.Maria C.V.
CSOA SPARTACO
FIRME DI ADESIONE:
Gerardo D’Amore

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”