
“REFERENDUM, ANDIAMO A VOTARE”, NOI CATTOLICI NON POSSIAMO SOTTRARCI ALL’IMPEGNO SOCIALE: QUATTRO SI PER DIRE NO AI POTERI FORTI
Venafro(Is)- (Di Marco Fusco ) L’acqua è fonte di vita. E’ punto di incontro e confine tra diverse popolazioni, segno del dialogo che valorizza la differenza e cancella l’indifferenza.
Oggi, però, è ambita come occasione di profitto; l’acqua, orizzonte di una terra promessa ad un popolo la cui vocazione è la libertà, oggi è chiusa nelle mani di pochi, costretta a diventare negazione della libertà. Afferma Vandana Shiva in “Le guerre dell’acqua”: “L’acqua è un bene comune in quanto rappresenta la base ecologica di tutta la vita e perché la sua sostenibilità ed equa distribuzione dipendono dalla cooperazione tra i membri della comunità”. Questo aiuto reciproco non può che affermarsi se non tramite una democrazia ecologica, che rigettando “le soluzioni di mercato che distruggono la terra e aumentano le diseguaglianze”, realizzi invece politiche che comprendono “il diritto ad un’attività industriale pulita, alla sicurezza contro l’esposizione a sostanze tossiche, alla prevenzione, all’ informazione, alla partecipazione, alla protezione e ai vincoli, agli indennizzi e agli interventi di pulizia”. E’ necessaria, quindi, la rinascita di una nuova democrazia; una democrazia che assicuri ad ogni cittadino e a tutti il diritto ad avere l’acqua, ad avere l’acqua pulita. Tutto ciò lo affermavamo noi docenti cattolici , già nell’ottobre del 2008 al Convegno Nazionale “Acqua fondamento di vita” , e oggi lo ribadiamo a fronte di chi vorrebbe negare il messaggio di gratuità insito nella natura stessa dell’acqua. I quesiti referendari sull’acqua su cui occorrerà pronunciarsi sono due: il primo Sì impedirà che l’acqua sia affidata ai privati; il secondo Sì cancellerà la norma che “consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio”. Insomma andiamo a votare, il 12 e 13 giugno, ai referendum. Non ci lasciamo sfuggire questo scampolo di democrazia. Si tratta di un voto di grande importanza per il nostro futuro. Un “Sí” contro le centrali nucleari, che mettono a rischio il futuro nostro e dei nostri figli. Due “Sí” contro la privatizzazione dell’acqua: provvedimento che ci ruba il piú importante dei beni comuni per cederlo a pochi furbi. Un “Sí” alla soppressione di un decreto che discrimina i cittadini, un decreto in base al quale la legge non è piú uguale per tutti. Si sta parlando poco dei referendum? È proprio questo che deve insospettire: non vogliono che andiamo a votare e, se anche non ci fossero altri motivi, basterebbe questo per spingerci ad andarci. Il referendum costituisce uno di quei pochi momenti di democrazia diretta, di vera democrazia, quando siamo noi, i cittadini comuni, a decidere, senza intermediari, senza delegare politici, i quali spesso fanno strame del nostro voto. Sì, non facciamoci sfuggire l’occasione: il 12 e 13 giugno andiamo tutti a votare e votiamo quattro “Sí”. (A cura del prof. Marco Fusco)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”