Una piattaforma condivisa con gli Uffici di Piano: i prossimi appuntamenti il 15 Settembre a Caserta e il 6 Ottobre a Teano
Caserta- Stilare un bilancio della programmazione sociale in provincia di Caserta: un compito non facile che diventa quasi obbligato a più di dieci anni dall’emanazione della “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” (328/00), e a quattro dalla pubblicazione della Legge Regionale sulla Dignità Sociale. Un interessante tentativo in tal senso è quello promosso dal Centro Servizi al Volontariato “Asso.Vo.Ce” di Caserta, con la ricerca – azione “La realizzazione del sistema integrato dei servizi socio-sanitari in provincia di Caserta” , patrocinata dalla Facoltà di Sociologia dell’Università di Napoli “Federico II”. Le prime fasi della ricerca, coordinata dalla professoressa Dora Gambardella, docente presso la facoltà di Sociologia, sono state dedicate all’analisi delle scelte di programmazione, degli strumenti regolativi di cui si sono dotati gli ambiti territoriali, dell’architettura del sistema di servizi in termini di sistema organizzativo e rapporti tra gli attori locali, ivi compreso il Terzo Settore e diversi territori.
Ai fini di rendere “viva” una ricerca che già in fase di gestazione si proponeva come agente di cambiamento sociale, si terranno nelle prossime settimane dei focus group con i referenti locali degli Uffici di Piano, ai fini di promuovere una riflessione sullo stato dell’arte dei servizi sociali locali e a formulare una serie di possibili soluzioni alle problematiche emergenti: il calendario degli incontri – che coinvolgeranno una robusta delegazione degli ambiti territoriali locali – è in continuo aggiornamento: i primi appuntamenti in programma saranno a Caserta (15 Settembre alle ore 16,00 presso la sede del CSV Asso.Vo.Ce) e a Teano (6 Ottobre alle ore 16,00).
L’importanza di una condivisione dei primi risultati raccolti è avvertita dalla stessa professoressa Gambardella, che dichiara: “Una ricerca come quella che abbiamo avviato può tradursi in una vera occasione di apprendimento e di riflessione sui possibili aggiustamenti o miglioramenti delle prassi adottate localmente solo con la partecipazione dei coordinatori degli Uffici di Piano e dei loro staff., che possono integrare i dati raccolti con processi ed eventi che possono sfuggire all’occhio del ricercatore più attento. Inoltre” conclude “per quanto questa ricerca possa individuare buone prassi da trasferire o segnalare criticità su cui intervenire, soltanto i responsabili degli Uffici possono far sì che le buone prassi diventino veramente un modello da imitare e le criticità un limite da superare. Spero vivamente, quindi, che la sollecitazione a partecipare a questa nuova fase della nostra ricerca trovi i coordinatori degli UdP sensibili e disponibili ad un percorso riflessivo teso a migliorare per quanto possibile il welfare locale, rispondendo al meglio ai bisogni della comunità che in quel territorio risiede”.
“I risultati attesi della ricerca” conclude il presidente del CSV Asso.Vo.Ce Castaldi “sono indubbiamente ambiziosi, ma sono alla portata dei volontari delle Associazioni della nostra provincia, tenuto conto della qualità professionale del gruppo di lavoro (docenti, ricercatori, staff e direttivo di Asso.Vo.Ce.) della ricerca che guiderà questo percorso”.
Per info:
http://www.csvassovoce.it/site/detailednews.asp?NewsID=429
Dott.ssa Diana Errico
Referente Area Promozione e Comunicazione
CSV Asso.Vo.Ce
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”