La fascia attivata con i terremoti di oggi estende la zona attiva fino alla provincia di Reggio Emilia, con una estensione totale di quasi 50 chilometri.

Il terremoto che stamattina ha colpito alle 9 l’Emilia Romagna, con magnitudo 5.8 ed epicentro, a una profondità di 10,2 km, tra i comuni di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio e san
Prospero, tutti nel modenese e le numerose repliche poi registrate sembrerebbe appartenere “alla stessa faglia o a una faglia parallela orientata nello stesso modo di quella attivata il 20 maggio” scorso. E’ quanto si legge in un aggiornamento dei ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

La distribuzione delle repliche, spiegano, evidenzia che la fascia attivata con i terremoti di oggi estende la zona attiva fino alla provincia di Reggio Emilia, con una estensione totale di quasi 50 chilometri. Al momento, sono state localizzate tre scosse di magnitudo superiore a 5 e sette di magnitudo superiore a 4. Il tipo di meccanismo focale “indica un movimento compressivo su faglie orientate circa est-ovest e compressione nord-sud, in analogia con quanto osservato durante i terremoti del 20 maggio e nei giorni successivi. Sembra trattarsi pertanto della stessa faglia – aggiungono – o di una faglia parallela orientata nello stesso modo di quella attivata il 20 maggio”.

“Quest’ ultima forte scossa non e’ legata direttamente a quella avvertita nei giorni scorsi in Emilia, ma nasce indubbiamente dalla stessa realta’ dinamica della zona: sono conseguenze dello stato di tensione e di sforzo in cui si trova questa regione, determinata dalla dinamica dell’interno della Terra e della
crosta terrestre che e’ in continua evoluzione e crea situazioni del genere”. E’ quanto spiega il sismologo Enzo Boschi, raggiunto dall’Adnkronos a Bologna, dove ha avvertito chiaramente la scossa che questa mattina ha avuto nuovamente come epicentro la provincia di Modena.

“In genere, dopo una forte scossa, si registrano solo scosse di assestamento – premette Boschi – Ma in Italia e’ gia’ successo che due scosse forti, piu’ o meno della stessa entita’, si siano registrate a distanza di pochi giorni, basti ricordare il terremoto in Umbria. E in Friuli si registrarono a distanza di pochi mesi. Quindi non si puo’ escludere neanche questa volta, in Emilia. Il sistema libera energia:
puo’ farlo in un solo colpo, in piu’ di uno oppure in piccole fasi successive”.

Quanto al terremoto avvertito stamane un po’ in tutto il Centro-Nord, per Boschi “e’ normale che le scosse si avvertano anche in un raggio molto esteso, da Milano a Bolzano o a Firenze: questo non deve meravigliare. Ancora non siamo in grado di quantificare le scosse che si succederanno in quella zona. Penso che continueremo ancora, almeno per settimane, a osservare scosse successive, come spesso succede in questi casi. Quello che e’ di particolare interesse – sottolinea il sismologo – e’ che anche la scossa di oggi, di magnitudo
5.8, non abbia superato quota 6, a conferma di quanto abbiamo sempre pensato con un certo margine di confidenza e che cioe’ in queste zone si possono generare terremoti al massimo di magnitudo 6 ma non oltre”.(Rai News 24)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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