San Potito Sannitico(Ce)- Consiglio Comunale infuocato. Occorse più di quattro ore di discussione.

Mettendo da parte le dissertazione sui “numeri “, ecco i passaggi salienti portati all’attenzione della maggioranza dal Gruppo “Tradizione & Innovazione”:

“Tutti i cittadini di San Potito Sannitico sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Noi del Gruppo Tradizione&Innovazione, votiamo contro l’approvazione del Conto consuntivo 2011; del Conto del Patrimonio 2011 e del Conto Economico. In primo luogo, per l’ulteriore macroscopica violazione dello Statuto Comunale che all’art. 79, n. 2, prescrive che “Il rendiconto è deliberato dal Consiglio Comunale entro il 30 giugno dell’anno successivo”.Oggi è il 1° agosto.

In secondo luogo, ma non meno importante, ricordiamo quanto osservato in sede di discussione sul bilancio di previsione per l’anno 2011, anche quello approvato in chiara violazione di norme cogenti, come l’art. 174 T.U. EE.LL., senza la concessione di congruo termine ai consiglieri per l’esame degli atti relativi al bilancio e senza dare adeguata pubblicità dell’avvenuta redazione di tale atto. La violazione delle norme e dei principi contabili sono confermate oggi in sede di approvazione del Conto consuntivo, del conto del patrimonio e del conto economico.

Anche in questo caso non abbiamo avuto copia di alcunché. C’è stata solo la messa a disposizione degli atti nei cinque giorni antecedenti questo Consiglio. Contestiamo questo modo di operare, lo riteniamo grandemente lesivo dei nostri diritti di consiglieri e soprattutto grandemente offensivo nei confronti dei cittadini di San Potito.

Nel corso dell’anno abbiamo assistito ad una gestione della cosa pubblica non ispirata ai principi della trasparenza e dell’ecomicità.

I cittadini non sono considerati tutti allo stesso modo.

Il disagio sociale non è stato affrontato con una politica seria e soprattutto rispettosa di tutti i cittadini, ma con un’azione improntata al “dare a chi è amico” ed a negare a chi amico non è considerato.

Sono state distribuite somme senza alcuna deliberazione di indirizzo, come il caso dell’acquisto di poche agende per € 750,00 e corresponsione di un importo di € 1.000,00 ad un cittadino senza alcun incarico formale.

Sono state distribuite somme a cittadini senza alcun criterio, ogni singola decisione è stata assunta nella discrezionalità più assoluta sulla scorta di una conoscenza diretta delle asserite situazioni di disagio.

Di certo i contributi, distribuiti “alla carlona” come si dice da noi, sono stati negati ad altri cittadini che pur vivono condizioni di disagio, almeno per come le conosciamo noi.

Ma al di là delle nostre conoscenze personali, di certo i soldi della collettività sono stati distribuiti senza una minima regolamentazione e soprattutto senza dare ampia pubblicità alla possibilità di accedere a sostegni comunali.

L’assenza di criteri chiari e noti vale anche per i contributi riconosciuti alle associazioni.

In nessuna occasione le associazioni sono state poste innanzi ad un pubblico bando con indicazione degli indirizzi politici proposti dall’amministrazione comunale in materia di disagio sociale, di cura dello spirito ed in materia di turismo.

Anche in questo caso abbiamo avuto l’impressione che il criterio fosse di natura discrezionale.

Nonostante le ingenti somme riconosciute, per un piccolo comune come il nostro, abbiamo vissuto il Natale passato all’insegna del grigiore e della tristezza.

L’Amministrazione ha privilegiato una cooperativa, definita sociale, ma tale forse non è, con incarichi continui e soprattutto, come negli altri casi, in violazione dei più elementari principi della trasparenza.Cooperativa che svolge lavori, anche con pericolo per i singoli lavoratori, nella più assoluta violazione delle minime garanzie per la sicurezza.Ad ogni modo, anche l’esempio della cooperativa costituita, evidenzia che per l’esecutivo i ragazzi di San Potito non sono tutti uguali.

In considerazione di questa situazione, potremmo scherzare e prendendo spunto da altri, potremmo sollecitare una integrazione al nostro bistrattato statuto ed inserire una norma del tipo: “Tutti i cittadini di San Potito Sannitico sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

A ciò sono da aggiungere le spese per il funzionamento dell’ufficio tecnico, dove l’affidamento degli incarichi e di appalti per importi cosiddetti “sottosoglia” sono conferiti in modo discrezionale ed in chiara violazione dei principi elementari della trasparenza, imparzialità e parità di trattamento, con danno della cassa comunale.

Da ultimo siamo rimasti estremamente meravigliati per l’incarico conferito ad un geologo per la redazione di una relazione per l’impianto fognario. Lavoro che al 17 febbraio 2012 risulta già realizzato all’85%, come attestato dal responsabile dell’Ufficio tecnico.

Infatti per questo lavoro sono state disposte determine di liquidazione per importi rilevanti, circa duemilioni di euro, peraltro, senza il parere contabile e, a quanto è dato sapere, in assenza di fondi.

Questa spendita briosa e superficiale del denaro dei cittadini di San Potito, noi non la condividiamo, anzi la condanniamo fermamente.

Denunziamo la mancata messa a disposizione dei consiglieri degli atti del bilancio;il mancato rispetto del termine di legge, venti giorni, per la visione del bilancio e omessa pubblicazione degli atti inerenti il bilancio sull’Albo pretorio on line. L’illegittima convocazione del Consiglio comunale per violazione delle norme statutarie.

Non abbiamo avuto la possibilità di visionare né di estrarre copia degli atti del bilancio di previsione deliberato dalla Giunta comunale, né degli atti allegati.Dal funzionario responsabile dell’Ufficio abbiamo avuto una bozza che non ci ha potuto assicurare che rispecchiasse il bilancio depositato con i relativi allegati.

Qualunque sia la ragione, riteniamo quanto l’accaduto molto grave e riteniamo responsabili i membri dell’esecutivo unitamente alla presidenza di questa assemblea.

E’ un atteggiamento pretestuoso, posto in essere per stancare i consiglieri del Gruppo Tradizione&Innovazione, con lo scopo di impedire la funzione di controllo e di iniziativa dei singoli consiglieri.

A San Potito assistiamo che a singoli cittadini sia precluso l’accesso agli atti inerenti il bilancio e ai consiglieri, addirittura, sia vietato di estrarre copia degli atti.I comportamenti narrati sono chiaramente una lesione dei nostri diritti.

La profonda convinzione che la politica deve fare di tutto per risolvere i problemi all’interno delle sedi istituzionali ed i rapporti di conoscenza, ad oggi, ha evitato il ricorso all’Autorità giudiziaria.

Per il futuro molto probabilmente, ciò non costituirà un impedimento.

La nostra insistenza su questi punti, non è un puntiglio, ma frutto della ferma convinzione che il Comune deve essere una casa di vetro. A nostro avviso, il mancato rispetto della norma statutaria inficia i deliberati del Consiglio con la sanzione della nullità.

Da parte nostra continueremo a difendere questi principi in ogni sede almeno fino a quando resteranno in vigore.

.In considerazione dei fatti esposti, della chiara violazione dei principi di veridicità e congruità (il nostro è sicuramente un bilancio incongruo e non veritiero), noi votiamo contro l’approvazione del bilancio ed invitiamo i consiglieri del gruppo di maggioranza a fare lo stesso.

Il Gruppo Tradizione & Innovazione.(Ufficio stampa Gianluca Pascarella)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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