Maddaloni(Ce)- Nel mese di settembre, ricorre un appuntamento importante: la festa dei tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, voluta da papa Clemente X nel 1670 e da allora celebrata il 29 settembre.
Una volta la festa dei tre arcangeli cadeva in tre giorni diversi, rispettivamente san Michele il 29 settembre, san Gabriele il 25 marzo e san Raffaele il 24 ottobre. Dell’esistenza di questi angeli parla esplicitamente la Sacra Scrittura che da loro un nome e ne determina la funzione: san Michele è patrono della Chiesa universale; san Gabriele è l’angelo dell’Incarnazione e forse dell’agonia nel giardino degli ulivi; san Raffaele è la guida dei viandanti.
Domenica pomeriggio 23 settembre sul Santuario di san Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte di Maddaloni si è tenuto il 1° Incontro di tutti coloro che portano il nome di Angeli.
Tantissimi fedeli provenienti da ogni parte della provincia di Caserta e Napoli sono saliti sul Monte il 23 settembre, domenica antecedente la festa di san Michele Arcangelo per onorare i nostri santi Angeli patroni e riscoprire la loro amicizia e il loro aiuto. All’agape fraterna purtroppo non hanno partecipato i maddalonesi: sparuta e decisamente minoritaria la loro presenza. Hanno fatto mancare l’abbraccio e l’accoglienza a quanti non hanno resistito all’appello da ogni angolo della nostra regione.
E’ stato un incontro familiare, di conoscenza e di comunione tra coloro che portano lo stesso nome e soprattutto di comunione tra tutti, perché Dio vuole che un angelo si affianchi al nuovo nato, per non lasciarlo mai più. Così, ci saranno bambini speciali come ora ci sono uomini speciali che aiuteranno la fede in Dio a vincere sull’ateismo e sulla paura di erode.
Singolare è stata la partecipazione della famiglia Ravanni di Maddaloni che con i suoi tre angioletti Michele, Raffaele e Gabriele già dal primo pomeriggio hanno partecipato alla manifestazione fortemente voluta dal Padre Vescovo Farina.
Alle 17,30 sono stati accolti tutti gli Angeli, alle 18,00 ci sono state le confessioni e alle 19,00 la santa messa.
Al termine della messa il Rettore del Santuario, Don Angelo delli Paoli, con il direttore Giovanni di Nuzzo hanno consegnato un attestato di partecipazione e una medaglietta che dovranno portare sempre con loro.
Questo primo incontro è stato una grande festa per il Santuario e non solo per la massiccia partecipazione dei fedeli giunti da tutta la regione. E’ evidente che il santuario di San Michele è diventato uno straordinario attrattore che chiama a raccolta un numero crescente di pellegrini e del turismo religioso. Ma è di più: è luogo di preghiera, di incontro e di ascolto soprattutto per quanti si trovano in situazioni esistenziali complesse, dominati da vissuti lontani dai percorsi di fede e che percepiscono una debole appartenenza alla comunità ecclesiale. Come Simeone incontrò Gesù nel tempio (cf. Lc 2,25-35), così pure il pellegrino deve avere l’opportunità di scoprire il Signore nel santuario.
Per questi buoni motivi, nel santuario vanno esercitate le buone pratiche improntate al rispetto verso un luogo sacro.
A tal fine, ai visitatori vengono chiesti rispetto e decoro. Inoltre, al contempo viene curata con grande scrupolosità l’accoglienza del pellegrino, dando il giusto risalto, tra l’altro, alla dignità e bellezza dei luoghi, immagine della “tenda di Dio con gli uomini” (Ap 21,3); ai momenti e agli spazi di preghiera, tanto personali che comunitari; massima attenzione alle pratiche di pietà. Parimenti non si insisterà mai abbastanza sul fatto che i santuari devono essere fari di carità, incessantemente dedicati ai più sfavoriti mediante opere concrete di solidarietà e misericordia e una costante disponibilità all’ascolto. Essi devono inoltre facilitare ai fedeli l’accesso al sacramento della Riconciliazione e consentire loro di partecipare degnamente alla celebrazione eucaristica, che deve essere sempre il centro e il culmine di tutta la loro azione pastorale. Così si manifestata chiaramente che l’Eucarestia è, senza dubbio alcuno l’alimento del pellegrino, il “Sacramento del Dio che non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione” (Omelia nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, 22 maggio 2008).
Il Rettore del santuario don Angelo Delli Paoli
(Segnalazione a cura di Carlo Scalera)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

 

 

 

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