Apprendo con profondo dispiacere la scomparsa del Procuratore VIGNA, ex capo della Direzione Antimafia. Lo ricordo perché è stato l’unico capo della DIA a venire direttamente e di persona a Caserta durante la direzione della Prefettura del prefetto dott.Sottile. Fece convocare tutti i parlamentari, consiglieri regionali e provinciali,sindaci,partiti e noi delle organizzazioni sindacali e professionali. Lo fece per le sue profonde convinzioni sulla grave situazione della delinquenza organizzata nella nostra provincia e per il profondo e strategico legame con il mondo degli affari sottoponendoci a tutti noi l’inscindibile legame della lotta contro la camorra e l’impegno per l’affermazione della legalità piena. Disse con parole semplici a tutti noi, in particolare rivolgendosi ai legislatori: volete battere mafia e camorra? Il loro interesse sta semplicemente in un punto, il danaro; datemi la possibilità,come ho già proposto al governo, di scavalcare il segreto bancario, con il potere di sequestrare ingenti somme depositate e non mi sanno dimostrare come e con quale attività hanno potuto farlo, e li sconfiggeremo in poco tempo.
Ho rincontrato il Procuratore Vigna insieme al suo aggiunto Di Pietro Lucio durante un convegno studi presso il Vesuvio, organizzato dalla CIA allora diretta dal presidente Pacetti, regolarmente poi fatto fuori dalle solite faide di potere PD. In quella occasione mi esternò la sua convinzione e accordo con quanto abbiamo sempre sostenuto, ossia di evitare il solito errore e la solita commistione, molto spesso di comodo per altri interessi nazionali concorrenti,di generalizzare l’associazione del mondo dell’allevamento bufalino e agricolo di certe aree alla camorra. Sapeva benissimo i fatti come stavano; conosceva i tanti incendi dolosi provocati agli allevamenti, i furti per estorsione dei mezzi agricoli, e mi chiese di preparare una relazione di studio. Qualche mese dopo il suo aggiunto Di Pietro,convocò le organizzazioni agricole in Prefettura invitandoci a dire i fatti reali della situazione, prendendo spunto dall’indagine sull’Eurolat(società della Parmalat) che portò all’arresto del suo amministratore delegato che per una mazzetta di 10 lire litro alla camorra,imponeva ai rivenditori l’acquisto del prodotto Parmalat.
Ricordo questa riunione anche per un fatto particolare. Già era in vigore il divieto di fumo nei luoghi pubblici, ma in Prefettura, alla presidenza della sala riunioni, il procuratore Di Pietro fumava Marlboro e allora io aggiunsi, se fuma lui da procuratore aggiunto, per di più della DIA, allora fumo anche io.
Spero tanto che le convinzioni del Procuratore Vigna siano riprese e riportate al centro della riflessione.
29 SETTEMBRE 2012
PER IL SIAAB E COORD.REG. ALTRAGRICOLTURA
LINO MARTONE
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”