Le notizie quì pubblicate sono curate per conto della prof. Mena Moretta di Caserta, referente provinciale Comitato “Acqua bene comune ” www.acquabenecomune.org
Per tutti gli aggiornamenti e le ultime info in tema andare della rubrica “CATEGORIE”( a dx della home page del ns. portale) e cliccare sulla voce (oppure clicca direttamente di seguito sulla scritta): “Acqua Bene Comune“
Presa di posizione PRC PdCI SD Verdi SDI
Un impegno ed un’azione unitaria per il diritto all’acqua, bene comune prezioso e vitale.
I responsabili ambiente di SD, PRC, VERDI PDCI SDI esprimono grande soddisfazione per il successo avuto dalla raccolta di firme (quasi mezzo milione rispetto alle 50.000 sufficienti!) sulla proposta di legge di iniziativa popolare perché l’acqua sia considerata davvero pubblica, un bene comune.
Questo fatto dice di una sintonia tra i contenuti e il sentire dei cittadini. L’acqua è metafora di tutti i beni comuni; la sua privatizzazione viene giustamente percepita come una ingiustizia e una privazione di un diritto considerato universale.
PRC, SD, Verdi, PDCI e SDI unitariamente si impegnano perché a partire dai contenuti della proposta di legge presentata dal movimento per l’acqua pubblica si sviluppi in Parlamento una iniziativa legislativa forte per arrivare in tempi brevi ad una normativa che risponda ai precisi indirizzi contenuti nel programma dell’Unione.
Due primi passi importanti sono già stati compiuti dal Parlamento con l’approvazione della moratoria delle gare di affidamento dell’acqua in attesa di una nuova normativa sulla gestione pubblica, e con l’approvazione delle risoluzioni sulla strategia internazionale dell’acqua come bene comune.
Ora la discussione va incardinata affinché l’approvazione della normativa abbia tempi ravvicinati e certi, recuperando anche l’attuazione incompiuta di larga parte delle leggi esistenti, ad esempio la definizione del bilancio idrico a livello di bacino idrografico (nella legge del 1989) e il censimento di tutti i pozzi (nella legge del 1994, 8 volte rinviato).
La questione dell’acqua sollecita anche altre importanti iniziative nazionali, europee e mondiali:
vanno promosse e sostenute le iniziative sul piano dei principi generali come la campagna per far dichiarare dall’ONU l’acqua bene comune e diritto umano, individuando uno strumento di targets contro la sete e partecipando attivamente alle azioni promosse dal Contratto Mondiale per l’acqua.
Inoltre sollecitano di ridiscutere , come sta già avvenendo in Inghilterra e negli Stati Uniti, eventualità e modalità della commercializzazione dell’acqua in bottiglia che sta soppiantando senza alcuna giustificazione di natura sanitaria e di proprietà organolettiche, la generalmente ottima acqua del rubinetto. Il settore delle acque minerali sfrutta enormi volumi d’acqua pagando spesso irrisorie concessioni, produce a valle del consumo grandi quantità di rifiuti (le bottiglie in plastica) e determina un notevole incremento del trasporto quasi interamente su gomma, portando in giro, imbottigliato, un bene che sgorga dai rubinetti di tutte le case. Un “non senso” di notevole impatto ambientale ed uno spreco assai ben veicolato dalla pubblicità al punto tale da indurre l’opinione pubblica a considerare non buona l’acqua del rubinetto di casa propria.
PRC, SD, VERDI, PDCI, E SDI si impegnano costruire una campagna di informazione e a produrre proposte normative e legislative, a partire dalla legge finanziaria, che rilancino il consumo dell’acqua potabile dei rubinetti come forma di buona pratica ambientale, di riduzione del trasporto, dell’inquinamento e dello spreco energetico.
Mirko Lombardi PRC; Valerio Calzolaio S; Grazia Francescato VERDI; Claudio Saroufim PDCI; Raffaele Di Gioia SDI
Roma, 18 luglio 2007
Articolo della prima grande vittoria degli amici di Siracusa
Acqua, bloccata la privatizzazione a Siracusa
di Sara Dellabella
foto Sabrina Leva
09/07/2007
versione stampabile
La corsa alla privatizzazione dell’acqua inizia nel 1994, con la legge
Galli, che aveva come obiettivo la riorganizzazione del sistema idrico
nazionale. Superando una gestione frammentaria, vennero individuate delle
Ato, ovvero degli “ambiti territoriali ottimali” di dimensione almeno
regionale. Negli anni ‘70 la “grande sete” di Palermo fu sedata acquistando
l’acqua dai privati, finché nel 2001 l’ex commissario regionale per le acque
Roberto Jucci fece notare come nell’isola l’acqua fosse sufficiente
all’approvvigionamento, senza dover ricorrere a forniture private. La
proposta del commissario prevedeva l’istituzione di un’unica Authority di
vigilanza, che si risolse nella rimozione dall’incarico per Jucci e
l’affidamento del commissariato a Totò Cuffaro. Il rischio che in Sicilia le
gare siano oggetto di infiltrazioni mafiose è talmente alto che il
procuratore nazionale antimafia Piero Grasso rileva che con la complicità
delle amministrazioni circa il 96% delle gare finiscono in mano alla mafia.
L’esempio eclatante è quello delle 50 dighe che sono sorte grazie a
finanziamenti pubblici dagli anni ‘40 ad oggi, di queste, 44 non sono state
ancora collaudate o sono inutilizzabili. E cosi nella lotta per l’acqua
pubblica i movimenti hanno trovato l’appoggio del centro Peppino Impastato e
di Rita Borsellino che è scesa in piazza a rivendicare il diritto ad un bene
comune.
I movimenti di Siracusa sotto l’imminente rischio della privatizzazione
hanno presidiato dal 19 giugno la sede della provincia, dopo diverse sedute
per l’affidamento dell’appalto andate deserte per la mancanza del numero
legale per la votazione, la seduta era stata rinviata al 30 giugno scorso.
In sostanza molti sindaci inizialmente favorevoli alla privatizzazione si
sono visti costretti a fare retromarcia, di fronte alla crescente
mobilitazione popolare che solo a Siracusa ha contato 6000 firme. E poi
perché tanta fretta ad approvare la gestione privata del servizio idrico
quando la Camera dei Deputati ha già votato una moratoria per bloccare gli
affidamenti in corso in vista di una normativa che regolamenti la gestione
dell’acqua. Attualmente il servizio idrico Siracusano è in mano alla Sogeas
Spa che con capitali pubblici del comune pari al 60% e privati della Crea
Sigesa Spa di Milano dal 1991 ha l’incarico di dirigere l’acquedotto,
l’impianto fognario e la depurazione delle acque reflue. Una società a
partecipazione mista che ha intrapreso fin da subito una politica
imprenditoriale di gestione del servizio, tanto che in caso di morosità
taglia l’erogazione minima garantita di 40 litri giornalieri pro capite. Una
gestione che in Sicilia, calcola la dispersione del 60% di acqua dovuta a
difetti di rete. Intanto i movimenti siracusani, lo scorso 30 giungo hanno
raccolto il primo risultato, la riunione dei soci del consorzio Ato 8,
riunitosi sotto la presidenza del Presidente della Provincia Bruno Marziano,
non è stata in grado di deliberare la concessione del servizio alla Sogeas-
Saccecav perché solo 10 dei 22 enti erano favorevoli all’affidamento,
mancando la maggioranza ed essendo questa la seconda votazione con esito
negativo la questione passa in mano alla regione Sicilia, che incaricherà un
commissario ad acta. Una piccola vittoria che lascia sperare che nel
frattempo il Parlamento italiano porti a conclusione l’iter della moratoria,
manca solo l’approvazione del Senato per mettere la parola fine alla
mercificazione dell’acqua. Padre Zanotelli che da anni si batte per il
diritto all’acqua, consiglia a tutti di proteggerla come un bene, e non come
una merce. L’acqua da proteggere e conservare.( lunedì 9 luglio 2007 )
Art. 2
CAMERA: BERTINOTTI RICEVE ‘FORUM PER ACQUA’,
OK A LEGGE INIZIATIVA POPOLARE RACCOLTE OLTRE 400MILA FIRME PER RIPUBBLICIZZARE SERVIZIO IDRICO
Roma, 10 lug. (Adnkronos) -
”Credo che le istituzioni, la Camera dei deputati e il Parlamento
debbano guardare con interesse a questa esperienza e considerare la
proposta legislativa con la massima attenzione”.
Fausto Bertinotti incontra una delegazione del ‘Forum italiano dei
movimenti per l’acqua’ che gli consegna le firme di 406.626 cittadini
che hanno sottoscritto una legge nazionale di iniziativa popolare per
la ”ripubblicizzazione” del servizio idrico.
Il presidente della Camera sottolinea l’importanza dell’argomento e
saluta con favore l’iniziativa: ”Ormai il tema dell’acqua e’
diventato un tema di senso comune. Si tratta di un patrimonio di
tutte le persone e le comunita’ del mondo e costituisce terreno di
iniziativa anche direttamente politica con una proposta legislativa
che nasce da questa esperienza”. ”Nel consegnare le firme al
presidente della Camera - si legge in una nota diffusa dal ‘Forum’ -
chiediamo un forte impegno affinche’ la nostra proposta di legge
venga immediatamente calendarizzata alla commissione ambiente di
Montecitorio e inizi senza indugi il proprio iter legislativo. Nel
sottolineare la straordinaria esperienza della campagna di raccolta
firme, che in sei mesi ha attraversato e prodotto iniziative in ogni
angolo del paese, affermiamo con determinazione la volonta’ di
proseguire la mobilitazione per ottenere la ripublicizzazione
dell’acque”.
In particolare, sottolinea il movimento, ”ribadiamo la richiesta,
che, cosi’ come ha gia’ fatto la Camea, anche il Senato approvi il
provvedimento di moratoria su tutte le privatizzazioni in atto e
future”.
HYPERLINK - Lista per la costituzione del Forum Italiano sull’ACQUA( 10 luglio 07)
Art. 3
Dall’ intervista di IVO MONTEFORTE (aqp) a Rai utile
L´Acquedotto pugliese chiude i rubinetti ai morosi (quelli ricchi)
“Ad agosto chiuderò l’acqua ai residence dei ricchi che non pagano». Lo ha detto oggi a RaiUtile, Ivo Monteforte, amministratore unico dell’Acquedotto Pugliese (Aqp), al centro delle polemiche per la crisi idrica esplosa in Puglia nelle settimane scorse e ormai quasi del tutto rientrata. Una dichiarazione destinata a sollevare discussione anche perché Monteforte ha poi aggiunto particolari sicuramente significativi: «C’è l’abitudine consolidata, e diffusa soprattutto tra i ricchi, a non pagare l’Acquedotto Pugliese. Per questo adesso darò inizio ad una politica di chiusura sistematica dell’acqua. Ci sono Comuni – ha proseguito l’amministratore unico di Aqp - che come consuetudine non pagano. Taranto, ad esempio, è un caso cronico e ci deve 12 milioni di euro di arretrati”.Come si vede il problema non è solo acqua pubblica-acqua privata. In questo caso – che non è isolato – c’è un problema anche di rispetto della legge. E la contraddizione stavolta è (sarebbe) che a non pagare non sono persone che non ce la fanno ad arrivare in fondo al mese, ma i ricchi. Quelli in questo caso dei residence, e quindi proprietari di seconde case, che sembrerebbero semplicemente non voler rispettare le regole del vivere civile. Sicuramente in Puglia non ci sarà soltanto un problema di benestanti morosi, non mancheranno per esempio contenziosi aperti da anni con alcuni comuni e neppure morosi per necessità. Ma nei confronti di questi ultimi è più difficile (o quanto meno impopolare) intervenire, anche se la logica del chi inquina paga (in questo caso del chi consuma paga) viaggerebbe anche in deroga alla sostenibilità sociale. E non pagare l’acqua significa anche far gravare spese maggiori (perché alla fine è questo che succede) a chi invece la bolletta, seppur faticosamente, la paga sempre. ( giovedì 26 luglio 2007)
Art4
New York - «L’acqua? Bevete quella del rubinetto»
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Il Corriere della Sera
Avviatata una campagna contro la minerale. «Così si riducono i rifiuti»
«L’acqua? Bevete quella del rubinetto»
Dopo la California, ecco la crociata di New York. In tutta Italia è guerra alle bottigliette |
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MILANO — Dicono che il sindaco Michael Bloomberg, tra una stretta di mano e l’altra, non perda occasione per dire che a New York non si beve acqua migliore di quella che esce dal rubinetto. Provare per credere, lancia ora la sfida la sua amministrazione: «Dimenticatevi la minerale e bevete l’acqua che “sgorga” direttamente in casa vostra». E via, con la moral suasion: è sicura, gradevole, pulita, costa meno di quella imbottigliata, è più pratica. E soprattutto: permette di risparmiare e ridurre la produzione di montagne di vetro e di plastica. Difficile immaginare il sindaco Bloomberg alle prese con filtri di carbonio attivo, con ingombranti casse di minerale da stivare nel baule della sua familiare (e/o da legare al portapacchi della bicicletta), o ancora con sacchi da Babbo Natale ricolmi di bottiglie da gettare nei bidoni della differenziata. Ma il suo «prova l’acqua del rubinetto» è diventato una campagna pubblicitaria in piena regola per convertire i newyorkesi al bere in modo responsabile. Da tempo sui tavoli dei ristoranti della salutista California le brocche di acqua nostrana hanno preso il posto delle bottigliette di minerale. E anche nella Grande Mela i primi a rispondere alla svolta ecologista sono stati alcuni ristoratori che hanno deciso di servire solo acqua del rubinetto. Sarà forse per l’ondata di grande caldo, ma la campagna divide la città. E così c’è chi si converte magari al lume di candela, e chi invece cambia locale. A puntare il dito contro gli svantaggi del mineral water style sono gli ambientalisti statunitensi e non: quattro bottiglie di acqua minerale su cinque finiscono sottoterra; il processo di produzione contribuisce al surriscaldamento globale. Per non parlare della distribuzione: anche quella inquina. Finché l’invito a bere acqua del rubinetto era solo una faccenda ecologista era una cosa, ma adesso che l’appello arriva dal governo della città delle città insorgono le aziende dell’acqua minerale: «Non è corretto puntare il dito contro un’industria che si sta impegnando a promuovere il riciclo dei rifiuti e l’introduzione di involucri biodegradabili ». Le caraffe di vetro sui tavoli dei ristoranti però si moltiplicano, e la campagna pubblicitaria va avanti. «Ma arriva tardi». A rivendicare se non il primato assoluto dell’iniziativa almeno il fatto di essere arrivati prima di Bloomberg, sono le città italiane. Roma, Firenze, Milano. C’è chi ha dotato la propria acqua del marchio doc e chi ha deciso di dare l’esempio sostituendo i distributori di minerale con bidoni di nostrana. Di campagne pubblicitarie per promuovere l’acqua di rubinetto a Roma ce n’è stata più di una. L’ultima la scorsa primavera quando la «capitolina » è stata dotata di una sorta di carta di identità. Allora il sindaco Veltroni aveva sottolineato come la certificazione fosse il risultato degli oltre 250 mila campioni l’anno analizzati (il doppio di quelli previsti per legge). Ora Roberto Zocchi, presidente della Laboratori, la società che per conto della Acea si occupa dei controlli, spiega: «L’acqua di Roma arriva dalle sorgenti appenniniche. Il nostro compito è quello di mantenere la sua qualità fino al rubinetto ». Guai a fare paragoni qualitativi con le minerali, ma quanto alla bontà della «capitolina » non ci sono dubbi: «E’ buona, controllata e un metro cubo costa come una bottiglietta di minerale (senza contare il costo del trasporto, dell’accumulo e dello smaltimento)». Ormai da tre anni nelle scuole di Firenze le brocche di vetro hanno preso il posto delle bottiglie di minerale. «Stessa cosa in Consiglio comunale e negli uffici pubblici dove i distributori di bottigliette griffate sono stati sostituiti da bidoni di acqua di Firenze», afferma l’assessore al Ciclo integrato dell’acqua e dei rifiuti Paolo Coggiola. «Da qualche anno abbiamo scelto la filtrazione a carbone attivo, e adesso sono molti i cittadini che dicono di preferire l’acqua del rubinetto. Più buona e senza bottiglie da smaltire». Anche nelle mense scolastiche di Milano si beve solo acqua del rubinetto (in passato, qualcuno aveva proposto anche di imbottigliarla). Ma sui tavoli del Consiglio comunale ci sono ancora bottiglie di minerale. Alcune settimane fa, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, il consigliere Basilio Rizzo (Lista Fo) e i «suoi» sono entrati in aula con un bicchiere di acqua del rubinetto in mano. «Non ha niente a che invidiare a quella minerale: deve entrare a pieno titolo in questa aula e in tutti gli uffici comunali». Ieri l’ultimo atto: una raccolta di firme, in tutto più di 400 mila, è stata portata a Roma per chiedere una legge che tuteli il patrimonio pubblico dell’acqua.
Alessandra Mangiarotti ( Il Corriere) 11 luglio 2007
Articolo 5
Riepilogo firme Caserta e provincia campagna nazionale per una legge popolare:”Acqua bene comune, ci metto la firma”
Il Coordinamento provinciale Campagna Acqua Pubblica di Caserta comunica che ha raccolto:
986 firme (comitato Sessa Aurunca)
479 ” (ArciSpaccioculturale-Succivo)
880 ” (comitato matesino)
1200 ” (coordinamento agro-aversano)
1938 ” (Caserta)
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tot. 5483
Non sono incluse le firme raccolte da partiti e sindacato.
Il risultato raggiunto verrà trasmesso alla Provincia in mancanza di un organismo direttivo dell’Ato5 “Terra di Lavoro” costituito da sette mesi.( lunedì 9 luglio 2007)
comunicato da: “Mena Moretta”
Articolo 6
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
Campagna nazionale acqua pubblica ci metto la firma!
Via di Sant’Ambrogio 4, 00186 Roma
tel. 06 - 68136225 email segreteria@acquabenecomune.org
NOTA STAMPA
406.626 cittadine e cittadini hanno sottoscritto la Legge nazionale di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Un risultato straordinario per il Forum dei Movimenti per l’Acqua, a cui hanno aderito oltre 80 reti nazionali e più di 1.000 realtà territoriali, trovando, nel corso della campagna, l’ulteriore appoggio da parte di diverse centinaia di enti locali.
Nel consegnare le firme al Presidente della Camera, chiediamo un forte impegno affinché la nostra proposta di legge venga immediatamente calendarizzata alla Commissione Ambiente della Camera e inizi senza indugi il proprio iter legislativo.
Nel sottolineare la straordinaria esperienza della campagna di raccolta firme, che in sei mesi ha attraversato e prodotto iniziative in ogni angolo del Paese, affermiamo con determinazione la volontà di proseguire la mobilitazione per ottenere la ripubblicizzazione dell’acqua.
In particolare, ribadiamo la richiesta che, così come ha già fatto la Camera dei Deputati, anche il Senato approvi il provvedimento di moratoria su tutte le privatizzazioni in atto e future.
A tutte le realtà locali regionali e nazionali che hanno lavorato alla Campagna chiediamo di iniziare da subito la costruzione di un grande appuntamento, con manifestazione nazionale, da tenersi nel prossimo autunno a Roma, della cui organizzazione discuteremo nella assemblea nazionale convocata per il prossimo 8 settembre.
Ufficio stampa:
Sara Giorlando 3289192148, saragiorlando@gmail.com
Sara Symeonides 3280306257, sara.symeonides@gmail.com
Articolo 7
Acqua ATO3 Toscana-Publiacqua: Salva la goccia e loro ti asciugano il portafoglio - I Sindaci di Centro Sinistra sono con te
Dappertutto la stessa storiella: ATO3 Valdarno->ACEA, come ATO4 Latina->Acqualatina.
Ecco al storiella della necessità dei privati per fare le infrestrutture:
il pubblico non è capace, il privato si, allora passiamo al privato e via il pubblico incapace.
Ma il privato deve investire e per rifare e fare impianti ci vogliono soldi.
Chi mette i soldi? E’ ovvio il cittadino (pubblico). Chi fa il piano? E’ ovvio il privato, perchè il pubblico le cose complesse no le sa fare!
Ma per fare le cose fatte bene occorrono i soldi, tanti soldi, ma non li possiamo chiedere a tutti, ci sono le fasce deboli!
Allora dobbiamo pensare ai poveri e ci vestiamo da Robin Hood e con la scusa che siamo bravi ridistribuiamo la ricchezza, quella in più che abbiamo preso sulle spalle di tutti!
Ma i soldi ancora non bastano, mica si possono spremere i cittadini fino all’osso! Sarebbe uno scandalo!
Quindi abbiamo bisogno dei finanziamenti pubblici aggiunti se proprio vogliamo fare tutto in modo OTTIMALE! Ma da dove vengono fuori sti finanziamenti pubblici? Sempre dai cittadini ovviamente, ma non se ne accorge perchè non li vede in bolletta.
E se qualcoisa andasse male? Se i soldi ahimè non bastano? Allora ricalibriamo il piano e riorniamo all’inizio della storiella ed il gioco è fatto!
Domanda ma i pubblici amministratori hanno ceduto ai privati una gestione tanto importante perchè effettivamente non erano capaci o perchè dopo aver sperperato pubblico denaro e non avevano il coraggio di aumentare direttamente la bolletta ai cittadini senza soffrirne di ripercussioni elettorali?
Hanno preferito trincerarsi dietro a società di comodo per salassare i cittadini e scaricare tale responsabilità ai privati riservandosi però una sorta di finanziamento illecito ai partiti che rappresentano nei vari CDA delle società?
Si fa a cazzotti con la logica vedere gente che si candida ad amministrare “la res publica” e poi si abdica al privato e si omette di dimostrare le proprie capacità e responsabilità amministrative per “necessità di partito (destra e sinistra indifferentemente).
Il comitato di Aprilia accoglie a bracce aperte la vostra proposta di replicare la nostra esperienza.
ps: Acqualatina e l’ATO4 (sostenuto per la maggiore dal centro destra) qui da noi quando devono giustichicare delle “malefatte” fanno sempre riferimento al caso del vostro ATO3 come precursore.
Sarà un caso, visto che aprendo le “scatole cinesi” dentro ci sono sempre le stesse multinazionali?
Oggetto: Acqua ATO3 Toscana-Publiacqua - Ancora una nuova stangata in bolletta
Tu Salvi la goccia e io ti asciugo il portafoglio - I Sindaci di Centro Sinistra sono con te
Ma a chi aspettiamo ?
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Hai salvato la goccia e loro ti asciughiamo il portafoglio.
I cittadini in oltre 400.000 firmano x l’Acqua Pubblica e loro su volontà di Acea, come Sindaci, senza udire i propri Consigli Comunali, ti aumentano ancora una volta le bollette dell’Acqua
Ma a chi aspettiamo a fare come ad Aprilia (LT), dove il 60% della Popolazione, ha smesso di pagare le bollette al Gestore Privato AcquaLatina e versare al Comune l’equivalente delle bollette ad importi con tariffe analoghe a quando la gestione era pubblica e le multinazionali erono fuori dai piedi ?
E come Movimento prima di andare al mare, fare una cordiale visita alla sede dell’ATO per augurargli buone ferie, sarebbe cosa che potrebbero gradire ?
Per informazione di dettaglio di seguito troverete:
- Comunicati emessi in data odierna da diversi Gruppi Consiliari in Palazzo Vecchio
- Lista dei membri del C.d.A dell’ATO3 che ci hanno fatto il nuovo regalo x chi volesse scrivergli per riconoscenza
-Comunicato dell’ATO3 sulle decisioni assunte in data odierna 11/07/07 (Tariffe - Investimenti)
Aspetto notizie e se necessario e condiviso siamo pronti.
Abbracci fraterni a tutte e tutti
Luciano D’Antonio del Coord. Acqua Pubblica Firenze
Comunicati Stampa su Publiacqua e Tariffe (Verdi-PRC-FI-AN)
http://ufficiostampaonline.comune.fi.it/cgi-bin/uscomu.cgi?tipo=5&id=30637&test=
http://ufficiostampaonline.comune.fi.it/cgi-bin/uscomu.cgi?tipo=5&id=30639&test=
http://ufficiostampaonline.comune.fi.it/cgi-bin/uscomu.cgi?tipo=5&id=30647&test=
http://ufficiostampaonline.comune.fi.it/cgi-bin/uscomu.cgi?tipo=5&id=30643&test=
http://ufficiostampaonline.comune.fi.it/cgi-bin/uscomu.cgi?tipo=5&id=30640&test=
Questa la composizione del Cda dell’ATO3 Acqua Toscana: Tea Albini, Giacomo Billi, Alessandro Coppini, Mario Dini, Gian Piero Luchi, Alessandro Martini, Carlo Moscardini, Alessandro Pelosini, Armando Risaliti e Carlo Simoni. —————————————————-
Approvate all’unanimità le modifiche al Piano di Ambito di ATO 3 Medio Valdarno: entrano nell’ATO i sette comuni dell’area del Chianti. Nel 2007 saranno realizzati investimenti pari a circa 57 milioni di Euro, per un totale di 283 milioni nel quinquennio
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Firenze, 11 luglio 2007 – L’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale 3 Medio Valdarno ha approvato all’unanimità questa mattina le modifiche al Piano di Ambito. Entrano a far parte di ATO 3 i comuni dell’area del Chianti (Bagno a Ripoli, Barberino Val d’Elsa, Greve in Chianti, Impruneta, San Casciano V. Pesa, Tavarnelle V. Pesa). “La modifica è stata necessaria per adeguare il piano a due importanti novità – sottolinea il presidente di ATO 3 Giovanni Del Vecchio. – La prima è appunto l’ingresso dei comuni del Chianti: in questo modo sarà possibile assicurare una soluzione alle problematiche di approvvigionamento e di servizio nell’area. La seconda motivazione è legata alla decisione di mantenere un elevato livello di investimenti nel territorio dell’ATO 3, confermando il trend che ci vede essere i primi in Italia: nel 2007 sono stati previsti circa 57 milioni di Euro, di cui 15 con contributi a fondo perduto, che salgono a 283 milioni di Euro nel quinquennio 2007-2011 e che ci consentono di far proseguire il vasto programma di sostituzione, rinnovamento e estensione delle infrastrutture e assicurare quindi adeguati livelli di servizio a tutti gli utenti, su fognatura, depurazione e erogazione dell’acqua”. |
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L’ingresso del Chianti e il forte segnale sugli investimenti portano con sé un incremento annuo della tariffa attuale del 9,5 per cento, compreso il tasso di inflazione del 2 per cento, sia sulla parte variabile che sulla quota fissa. Gli incrementi oscillano nelle diverse fasce tra l’8,14 della tariffa agevolata e il 9,54 per cento della tariffa base. La modifica al Piano tiene conto anche delle variazioni intervenute nei volumi complessivi erogati e delle modificazioni nelle fasce di consumo. Con l’approvazione del Piano si modifica anche l’articolazione tariffaria che si adegua a quanto stabilito dalle altre ATO della Regione Toscana: la tariffa agevolata verrà applicata per un consumo annuo fino a 80 metri cubi (con un aumento di 8,25 euro annui). In concreto per un utente che consuma 150 metri cubi di acqua all’anno l’aumento sarà pari a 32,45 Euro. Continua a essere evidente la differenza con altre realtà toscane: per 150 metri cubi annui nell’ATO 3 si spendono 230 euro mentre negli altri ambiti si va da un minimo di 240 a un massimo di 245 euro. “Le modifiche al Piano, la realizzazione dei progetti di investimento, sono importanti ma assolutamente ancora insufficienti rispetto ai fabbisogni dell’area – conclude Del Vecchio, – e per questo sarebbe opportuno che la Regione Toscana valutasse l’utilizzo di altre risorse pubbliche per avviare un programma sistematico e diffuso di infrastrutturazione. È certo che da parte di ATO 3 c’è la consapevolezza che sia necessario procedere negli investimenti salvaguardando il rapporto tra tariffe e redditi più bassi: abbiamo predisposto un nuovo strumento per attenuare l’impatto del costo dei servizi, per tutelare le famiglie con i redditi più bassi e con un alto numero di componenti. Nelle prossime settimane avvieremo la consultazione con i Comuni per modificare i criteri di accesso alle agevolazioni, le forme, le modalità di richiesta e di erogazione, la comunicazione e il finanziamento”. A grandi linee la proposta di ATO 3 è di affiancare due criteri per l’individuazione delle famiglie da agevolare: l’ISEE e il numero dei componenti di ciascuna utenza. La soglia ISEE è incrementata a 9.300 euro (attualmente è pari a 6713,94 Euro) e aumenta del 25 per cento per le famiglie con almeno 6 componenti, in modo da dare ampia tutela alle famiglie numerose caratterizzate da basso reddito. L’agevolazione consisterà nell’abbattimento dell’importo della bolletta fino all’azzeramento. Il sostegno dovrebbe essere proporzionale al numero dei componenti di ciascuna utenza e pari al valore (calcolato con le tariffe in vigore) di 20 mc a persona. Tale valore è stato determinato tenendo presente le attuali forme di agevolazione che prevedevano il raddoppio della fascia agevolata e di quella base ma che erano di difficile calcolo nel caso ad esempio delle utenze in condominio. La modalità di accesso alle agevolazioni dovrà essere comunicata in bolletta e il finanziamento dovrà avvenire attraverso la tariffa, mediante la costituzione di un fondo. Nel corso dell’Assemblea sono stati approvati anche il bilancio consuntivo 2006 di ATO 3 e il Piano per l’emergenza idrica, inoltre da oggi Luigi Morelli entra a far parte del Consiglio di Amministrazione di ATO 3 al posto di Giacomo Billi, dimissionario. Articolo 8Comunicato stampa - 10/07 - CONSEGNA FIRME “Acqua Pubblica, ci metto la firma!” |
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FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA *
Campagna nazionale “Acqua pubblica, ci metto la firma!”
Via di Sant’Ambrogio 4, 00186 Roma
Martedì 10 luglio alle ore 11.00 il Presidente della Camera Fausto
Bertinotti riceverà una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per
l’Acqua per la consegna delle oltre 300.000 firme raccolte negli ultimi sei
mesi.
A seguire, alle ore 12.00, si terrà una conferenza stampa in piazza
Montecitorio.
In tale sede verranno discussi i risultati della campagna per la
ripubblicizzazione del servizio idrico e tracciato il quadro delle
iniziative future.
Saranno presenti, fra gli altri:
Paolo Beni, Marco Bersani, Renato Di Nicola, Tommaso Fattori, Vincenzo
Miliucci, Emilio Molinari, Corrado Oddi, Carlo Podda.
La raccolta firme si conclude, ma la campagna andrà avanti sino
all’approvazione della nostra proposta di legge per l’acqua pubblica, quale
riconoscimento della volontà espressa attraverso la propria firma da
centinaia di migliaia di cittadini.
Articolo 8
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