Nella Solenne festa del patrono Sisto I papa e Martire é stata presente nella città di Alife i giorni 10 ed 11 Agosto 2007 anche una delegazione della confraternita di San Sisto da Alatri ed il Sindaco con il gonfalone della città di Alatri (Frosinone)portato dagli agenti dell’ordine.
(Foto Particolare. Sisto I Papa e Martire -Roma) Nel secolo XII Rainulfo III della famiglia normanna Quarrel-Drengot, figliastro del Conte Roberto e di Caiatelgrima, nel 1119 era conte di Alife, Caiazzo, Airola, Aversa, Avellino, Morcone, Sant’Agata dei Goti, Telese, Signore di Siponto, Monte S. Angelo e numerose altre terre in Campania e Abruzzo, poi duca delle Puglie. Aveva in moglie la principessa Matilde di Hauteville, sorella di Ruggiero, conte di Sicilia, da cui ebbe un figlio di nome Roberto. Un’antica Narrazione historica, riferisce che nell’anno 1132 il conte Rainulfo di Alife, spinto dalle conseguenze provocate dalla peste che si abbatteva sulle sue terre, si recò a Roma per chiedere al Papa Anacleto II° le reliquie di un Santo, nella speranza di placare la drammatica situazione. Rainulfo ottiene dall’ antipapa Anaclerio le reliquie di San Sisto, grazie anche al segno di una trave caduta sull’altare contenente il suo corpo, nell’antica Basilica di S. Pietro. Sulla strada verso Alife, i cittadini di Alatri, antichissima città del Lazio meridionale, ottengono parte delle Reliquie del Santo e lo eleggono come loro Patrono. Secondo quanto tramanda la storica tradizione, si narra che il provvido arrivo delle reliquie di S. Sisto nelle mura della città di Alife, avvenuto nell’inverno del 1131( o 32), miracolosamente pone immediatamente fine all’orribile piaga della peste che in quel tempo infieriva vittime e lutti nella città. Rainulfo dapprima depone le reliquie di S. Sisto nella Cappella extra maenia (fuori le mura), poi solennemente le colloca nella cripta della Cattedrale da lui fatta edificare. Le reliquie di S. Sisto restano, per pericolo di oltraggio, per ben sei secolo nella cripta della cattedrale fino all’8 aprile 1716, quando mons. Angelo Maria Porfirio( Vescovo di Alife dal 5 Marzo 1703 al 23 luglio 1730), scende nella notte nella cripta della cattedrale, e, dopo aver fatto scavare a lungo, le ritrova sotto l’altare principale. Da allora il culto di S. Sisto si è conservato immutabile nel tempo sino ai giorni nostri. Ne sono evidente testimonianza: i testi storici ed agiografici, le pitture, le sculture, le composizioni musicali in suo onore e la tradizionale liturgia, che , per quanto riguarda il programma nella diocesi e parrocchia di Alife si rinnova annualmente in Cattedrale, con il solenne novenario, dall’1 al 9 agosto, e la triplice Processione, ( la prima: ) della sera del 10 presso la Cappella fuori le mura, dove viene condotto il maestoso busto Argenteo del Santo Patrono, per ivi sostare in veglia tutta la notte, accompagnata dalle preghiere e canti dei fedeli fino alle prime ore dell’alba. La mattina dell’ 11 poi (la seconda: ) la statua viene riportata in solenne processione verso la Cattedrale eper finire( la terza: ) quella del pomeriggio dell’11, rievocativa dei fatti quì narrati, per le strade cittadine, in segno di riconoscenza, di devozione e di protezione.
(Foto particolare: Dipinto di San Sisto I Papa e Martire deposto nella cattedrale di Alife) L’11 Agosto 1716 le reliquie di S. Sisto sono solennemente portate in processione per le vie di Alife. Da allora Egli è segno di Speranza per il nostro popolo, che a lui si rivolge sin da tempo immemorabile con canto in dialetto: ” Jé Santo Sisto nostro, protettori jé bello/ca rient’à sta città jé cii sei cjioello./ Appriesso a Dio Tu sei il nostro gran signore/ Jé Santo Sisto nostro protettore” e in lingua” Siamo tua gente, o Sisto, Guardaci con occhio benevolo, sii luce, vita e salvezza del nostro popolo“.”Ti preghiamo, nostro gran Santo, di accrescere la tua potentissima intercessione, affinché difesi dal tuo Patrocinio, possiamo vivere in questa valle di lacrime una vita tranquilla, senza che mali corporali e spirituali vengano a turbare i nostri giorni sereni, così sia. S. Sisto, concedi Pace alla nostra diocesi e al mondo intero. Amen!”
(Particolare foto: Busto Argenteo del Santo Patrono Sisto I Papa e Martire che si venera nella città di Alife) La Solennità annuale di San Sisto si festeggia ad Alife(Caserta) il giorno 11 Agosto. San Sisto é anche Patrono della città di Alatri(Frosinome). La Solennità annuale ad Alatri ricorre il giorno 6 aprile. Le città di Alatri e Alife, inoltre, sono unite nella fede al Santo attraverso un gemellaggio( il 20° gemellaggio é ricorso nell’anno 2005).
Segue Storia di San Sisto - Era figlio della famiglia Pastori, romano della regione di via Lata. Il suo nome, Xystus, probabilmente di origine greca, è stato in seguito erroneamente confuso con Sistus (che ne ha proseguito la numerazione) in riferimento al fatto che fu il sesto successore di Pietro. Secondo il Catalogo Liberiano dei papi, svolse il suo pontificato sotto l’imperatore Adriano, «a consulatu Nigri et Aproniani usque Vero III et Ambibulo», «dal consolato di Nigro e Aproniano a quello di Vero III e Ambibulo», ovvero dal 117 al 126. Lo storico Eusebio di Cesarea invece, in due scritti diversi riporta due periodi diversi: nel Chronicon dice che fu papa dal 114 al 124, mentre nell’Historia ecclesiatica afferma che regnò dal 114 al 128. In ogni caso, tutti gli studiosi concordano sul fatto che regnò circa 10 anni. Secondo il Liber Pontificalis, durante il suo pontificato diede 3 disposizioni: nessuno, ad eccezione dei ministri del culto, durante la consacrazione può toccare il calice e la patena; I vescovi che si sono recati presso la Santa Sede, al loro ritorno nella diocesi devono presentarsi con una lettera apostolica che conferma la loro piena comunione con il soglio di Pietro; dopo il Prefazio della Messa il sacerdote deve recitare il Sanctus con l’assemblea. Al periodo del suo papato, forse, risalgono le prime divergenze tra la Chiesa di Roma e le chiese d’Oriente, in quanto mentre queste già celebravano la festa della Pasqua, tale festa non era ancora stata stabilita in occidente. Gli furono attribuite due lettere, sulla dottrina della Trinità e sul primato del vescovo di Roma, che si sono però rivelate apocrife. Secondo una leggenda fu lui ad inviare il primo missionario ad evangelizzare la Gallia, il vescovo Pellegrino. Alla sua morte, fu inumato nel sepolcreto della basilica Vaticana. Il Catalogo Feliciano dei Papi ed i vari martirologi lo indicano come martire, ma poiché non ci sono dettagli sul tipo di martirio che patì, né prove, è stato recentemente depennato dal Calendario Universale della Chiesa. Prete romano, fu eletto con i voti di tutto il clero. Fu lui a disporre che i calici e gli arredi sacri dell’altare potessero essere toccati solo dai sacerdoti.
Etimologia: Sisto = variante di Sesto
E’ presente nel Martirologio Romano. A Roma, san Sisto I, papa, che, al tempo dell’imperatore Adriano, resse la Chiesa di Roma, sesto dopo il beato Pietro.
“Verso la fine del suo regno anche l’imperatore Traiano ritenne di dover mitigare la propria politica persecutoria nei confronti dei cristiani, anche perchè l’ “infamia” di essere cristiano serviva più spesso a risolvere faide politiche e famigliari che non a dirimere questioni religiose.
Questo clima di pseudo tolleranza, che non cambiò comunque i metodi e le persecuzioni, proseguì anche sotto l’imperatore Adriano il quale scrisse al proconsole d’Asia: “Se uno fa le sue accuse e dimostra che i cristiani operano contro le leggi, allora la colpa deve essere punita secondo la sua gravità. Ma se qualcuno si avvale di questo pretesto per calunniare allora ? quest’ultimo che deve essere punito”. In questa realtà nacque Sisto I, figlio di pastori romani, si presume sia assurto al soglio intorno al 115. A Sisto primo si deve l’introduzione di molte norme di culto, tra le quali il divieto ai laici di toccare il il sacro calice e la patena (n.d.a : piattino di metallo dorato, argentato o di metallo nobile usato per la deposizione dell’Ostia consacrata) lasciando agli uomini di culto il privilegio di questi atti.
A Sisto I venne fatta risalire anche l’introduzione del triplice cantico “Sanctus” durante la celebrazione della messa (nda: tratto dal tardo latino mittere, mandare, inviare … e soprattutto dalla formula finale del rito cristiano fondamentale della celebrazione eucaristica: ite missa est “andate, sei inviato!”). La tradizione lo considera sepolto accanto al corpo di Pietro, come per altro tutti i predecessori ma, l’unica cattedrale dove ancora viene celebrato come santo è quella di Alatri e di Alife ( cittadine la prima in provincia di Frosinone e la seconda in quella di Caserta)”.
( Articolo pubblicato da: Redazione “Alto Casertano- Matesino & dintorni”. Per la pubblicazione su altri siti e giornali, citare questa fonte. Grazie)
Note: 1)Leggi quì ( clicca sulle rispettive scritte di seguito): il programma completo della Solenne Festa S. Sisto I Papa e Martire ad Alife.
2)In questi giorni é possibile visitare il Museo Archeologico Nazionale e l’ Anfiteatro Romano ad Alife( leggi articolo)
3) Leggi anche particolare: “Preghiera d’implorazione a San Sisto“