Biografie


SAGOME MEDITERRANEE” con opere di Maria Pia Daidone mostra a cura di Maurizio Vitiello

Sarà inaugurata Sabato 6 Settembre 2008, alle ore 19, al “Laboratorio Arte e Territorio” (Via Giardini, 1 86092 Cantalupo nel Sannio(IS); cell. 339/695.03.02), curata dal critico d’arte partenopeo Maurizio Vitiello, la mostra intitolata “SAGOME MEDITERRANEE”, con opere degli ultimi dieci anni di attività dell’artista iperspazialista Maria Pia Daidone. Le opere di Maria Pia Daidone dettagliano incidenze icastiche del mondo antico collegate a particolari specificità antropologiche contemporanee in una teoria di qualità di accenti in cui emergono sintetiche redazioni figurali, fortemente eloquenti.  Sino a Sabato 10 Gennaio 2009; solo per appuntamento, il venerdì, sabato, domenica e lunedì, ore 19-21 (possono variare, verificare sempre via telefono); disponibili cd e catalogo. Continua a leggere

Annibale Mastroianni, Cineclub Vitttoria Casagiove

Caserta-(di Aldo Altieri) Con il sig. Mastroianni se ne va un pezzo importante del cinema e della storia del cinema a Caserta e in Terra di Lavoro. Noi del Cineclub , i soci e i frequentatori del Cinema Vittoria di Casagiove l’abbiamo conosciuto  e apprezzato come un grande lavoratore nel mondo del cinema , appassionato e instancabile. Per il cinema ha speso tutta la sua vita, a cominciare dall’adolescenza fino agli ultimi momenti di vita. E pensiamo che sia finito contento, perché è caduto sulla breccia, lavorando per il cinema, come sempre nella vita gli è piaciuto fare, al di sopra di tutto.  Ha fatto tutta la gavetta nella trafila del proiezionista e dell’ esercente di cinema , cominciando da ragazzo nelle sale di cinema , come aiutante proiezionista fino ad arrivare ad esercente . Ci raccontava con un’ombra di nostalgia di quando giovane si inerpicava col furgoncino in modo avventuroso sui paesini e sulle contrade più sperdute e inaccessibili della provincia casertana per proiettare la sera il film in piazza . Continua a leggere

Omaggio al Magistrato antimafia “ROCCO CHINNICI” a 25 anni dalla morte

Senza una nuova COSCIENZA noi da soli non ce la faremo mai a sconfiggere la MAFIA..

Palermo- Rocco Chinnici (nella foto) nato a Misilmeri (Palermo) il 19 gennaio 1925, Chinnici ha frequentato il  Liceo Classico «Umberto» a Palermo, conseguendo la maturità nel 1943. Si è  iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, dove ha conseguito la  laurea il 10 luglio 1947. É entrato in Magistratura nel 1952 con destinazione al Tribunale di Trapani.  Poi è stato pretore a Partanna per dodici anni, dal 1954. Nel maggio del  1966 è stato trasferito a Palermo, presso l’Ufficio Istruzione del  Tribunale, come Giudice Istruttore. Nel novembre 1979, già magistrato di  Cassazione, è stato promosso Consigliere Istruttore presso il Tribunale di  Palermo. «Un mio orgoglio particolare - ha rivelato Chinnici - è una dichiarazione  degli americani secondo cui l’Ufficio Istruzione di Palermo è un centro  pilota della lotta antimafia, un esempio per le altre Magistrature d’Italia.  I Magistrati dell’Ufficio Istruzione sono un gruppo compatto, attivo e  battagliero». Il primo grande processo alla mafia, il cosiddetto maxi processo di Palermo Continua a leggere

artista Mario Ronca

TEANO (Ce)- (di Nunzio De Pinto) Non sempre si è profeta nella propria terra, ma nel caso del professore Mario RONCA ciò non corrisponde al vero. Infatti, Ronca, titolare della cattedra di disegno artistico presso l’istituto “Garibaldi” di Teano, é un noto artista molto apprezzato in città ma da tempo è un affermato pittore con opere presenti in tante gallerie d’arte d’Europa e degli Stati Uniti. Dal 3 al 10 agosto prossimo esporrà la sua “personale” presso il complesso monumentale dell’Annunziata di Teano con una mostra che, con i suoi paesaggi neo-impressionisti, da oltre quarant’anni è presente sulla scena artistica nazionale. Il Vernissage è fissato il 3 agosto alle ore 19.00. Sarà presente l’ingegnere Raffaele PICIERNO, sindaco della città sidicina, il dottor Piergiorgio BAROLDI, presidente di “Art&fortE Continua a leggere

Maggiore Antonio Grilletto E.I.

CASERTA - (di Nunzio De Pinto)Con sentito orgoglio e soddisfazione è stata accolta in città la notizia della promozione del Capitano Antonio GRILLETTO (nella foto), in servizio presso la Pubblica Informazione del Comando Militare Esercito “Campania”, promosso al grado superiore di Maggiore. Ufficiale di evidenti e comprovate capacità organizzatrici e professionali, da molti anni al servizio dei giornalisti della Campania che hanno trovato in lui più che l’Ufficiale (comunque sempre attento alle direttive superiori) il collega giornalista. Il quarantaduenne ufficiale nato a Piazzolla di Nola (NA) il 13.06.1967, laureato in Giurisprudenza presso la Federico II di Napoli e con alcuni master di secondo livello, è autore di diverse pubblicazioni: La distribuzione centralizzata dei Gas Medicali negli Ospedali Militari nell’ottica della trasformazione a Policlinici; Il riflesso dell’obiezione di coscienza nel servizio militare con commento al disposto normativo; La tutela ambientale nelle infrastrutture militari; Continua a leggere

Oggi si celebrano le apparizioni della Vergine Maria a Fatima, in Portogallo nel 1917. A tre pastorelli, Lucia di Gesù, Francesco e Giacinta, apparve per sei volte la Madonna che lasciò loro un messaggio per tutta l’umanità. Il vescovo di Leiria, nella sua lettera pastorale a chiusura del cinquantenario, ha affermato che messaggio di Fatima “racchiude un contenuto dottrinale tanto vasto da poter certamente affermare che non gli sfugge alcuno dei temi fondamentali della nostra fede cristiana…”. Martirologio Romano: Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo, la cui contemplazione nella località di Aljustrel come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all’intima conversione dei cuori. Dopo tre apparizioni di rilievo della Vergine Maria, verificatesi durante il XIX secolo, a La Salette nel 1846, a Lourdes nel 1858, a Castelpetroso nel 1888, la Madonna apparve nel 1917, la prima nel XX secolo, a Fatima in Portogallo. In tutte queste apparizioni, come pure nel 1432 a Caravaggio e nel 1531 a Guadalupe in Messico, la Vergine si rivolse a ragazzi o giovani di umili condizioni sociali, per lo più dediti alla pastorizia; indicando così la sua predilezione per le anime semplici e innocenti, a cui affidare i suoi messaggi all’umanità peccatrice, invocandone il pentimento, esortandola alla preghiera, chiedendone la consacrazione al suo Cuore e la riparazione alle offese fatte al divin Figlio.

I luoghi - I veggenti
Fatima era allora un villaggio della zona centrale del Portogallo (Distretto di Santarém) sugli altipiani calcarei dell’Estremadura a 20 km a SE di Leìria, (il nome Fatima, prima degli avvenimenti delle apparizioni, era conosciuto esclusivamente come quello della figlia di Maometto, morta nel 633) Continua a leggere

Alife(Ce)- Venerdi 8 Febbraio Grande Evento Musicale al “Tabù Music Pub Pizzeria” di Gianni Carlone, sito in via provinciale per Piedimonte. Il Grande Blues con la band casertana:  ”BLUEMAFFIA”. Special Guest: “Rocco Di Maiolo” ed il suo Sax. Per info: 3890823089- 3294726939.(Cliccare su locandina per ingrandire immagine)

Di seguito riportiamo alcune notizie tratte dalla biografia dell’Artista napoletano ”Rocco di Maiolo”.  Rocco Di Maiolo nasce a Pomigliano D’Arco (Na), il 3 Dicembre del 1979. All’età di otto anni, quando in televisione riscuoteva molto successo il programma di Renzo Arbore “Indietro Tutta”, conquistato dal suono del clarinetto, decide di imparare a suonarlo; ma appena un anno dopo ad attrarlo è il suono vibrante e potente del saxofono Continua a leggere

Omaggio da parte dei gestori del coordinamento redazionale  del  nostro portale provinciale: “Alto Casertano-Matesino & d“ al Leader della Nonviolenza e difensore dei diritti civili del popolo indiano,  il Premio Nobel per la Pace:  “Mohandas Karamc hand Gandhi

 «Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo» (dagli scritti di Gandhi)

Clicca su questa scritta per continuare a leggere tutta la storia di questo grande profeta di Pace del nostro tempo

Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d

Caserta- Lunedì 5 novembre, alle ore 17.30, presso la Reggia di Caserta - Salone di Rappresentanza dell’Associazione Turistica Pro Loco - si inaugura la mostra dell’artista napoletano Salvatore Nuzzo intitolata “Pulcinella, una maschera per l’Europa”, curata e presentata da Carlo Roberto Sciascia; dopo la chiusura dell’esposizione alla Reggia di Caserta le opere saranno esposte dal 28 novembre nel Museo di Pulcinella Palazzo Ducale di Acerra. All’inaugurazione dell’esposizione, che gode del patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Caserta, dei Comuni di Caserta e di Acerra, del Museo di Pulcinella della Pro Loco di Caserta e dell’Associazione Ars Supra Partes, sarà presente anche l’artista Continua a leggere

gianluigiantillo.jpgCONSORZIO INTERCOMUNALE CE/1 GESTIONE INTEGRATA DEL CICLO DEI RIFIUTI - IL PRESIDENTE GIANLUIGI SANTILLO INVIA UN MESSAGGIO DI SOSTEGNO AL PRESIDENTE PROVINCIALE ONORARIO DELLA MARGHERITA DANTE CAPPELLO

Anche il presidente del Consorzio rifiuti Ce/1 e leader dell’Udeur nell’Alto Casertano Gianluigi Santillo(nella foto) esprime la propria solidarietà e formula gli auguri di pronta guarigione all’On. Dante Cappello, colpito da un malore nella mattinata di lunedì scorso e tuttora ricoverato presso il reparto di Terapia Intensiva del Centro Neurone di Pozzilli. “Voglio esprimere la vicinanza mia personale e dell’intero partito dell’Udeur dell’Alto Casertano all’amico Dante Cappello, politico di lungo corso e leader indiscusso della Margherita in un territorio che lo vede, da decenni, protagonista della scena politica locale e provinciale.” Dall’Isola d’Elba dove è in vacanza con la sua famiglia, il presidente del Consorzio Ce/1 formula “l’augurio a lui e alla sua famiglia è di una pronta guarigione che gli permetta di tornare quanto prima ad occuparsi nuovamente della politica matesina che, mai come in un questo momento molto delicato per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio, ha bisogno dell’esperienza e del carisma, oltre che della forza politica, di una figura come quella di Dante Cappello che, nonostante la dialettica interna alla coalizione e le possibili diversità di vedute tra gli alleati, è da tutti riconosciuto, unitamente alla Margherita che guida sin dalla sua nascita con continui successi elettorali, come una delle componenti indispensabili dello scacchiere politico del Matese con la quale confrontarsi quotidianamente per il bene delle nostre zone. La speranza-conclude il leader dell’Udeur-è che già dalle prossime riunioni che avranno luogo dagli inizi di settembre, l’amico Dante Cappello possa tornare a sedere intorno al tavolo interpartitico dell’Unione, nel frattempo gli auguriamo una rapida ripresa e gli confermiamo la nostra stima e amicizia personale, prima ancora che politica.”

Comunicato inviato dal Portavoce ENZO PERRETTA (Pubblicato da “Red. prov. A.C.M-& dintorni”. Per la diffusione e la pubblicazione degli articoli presenti sul nostro portale, si prega di citare sempre le fonti( compresa quella del portale). Grazie)

Nella Solenne festa del patrono Sisto I papa e Martire é stata presente nella città di Alife i giorni 10 ed 11 Agosto 2007 anche una delegazione della confraternita di San Sisto da Alatri ed il Sindaco con il gonfalone della città di Alatri (Frosinone)portato dagli agenti dell’ordine.

papa_sisto_i.jpg (Foto Particolare. Sisto I Papa e Martire -Roma) Nel secolo XII Rainulfo III della famiglia normanna Quarrel-Drengot, figliastro del Conte Roberto e di Caiatelgrima, nel 1119 era conte di Alife, Caiazzo, Airola, Aversa, Avellino, Morcone, Sant’Agata dei Goti, Telese, Signore di Siponto, Monte S. Angelo e numerose altre terre in Campania e Abruzzo, poi duca delle Puglie. Aveva in moglie la principessa Matilde di Hauteville, sorella di Ruggiero, conte di Sicilia, da cui ebbe un figlio di nome Roberto. Un’antica Narrazione historica, riferisce che nell’anno 1132 il conte Rainulfo di Alife, spinto dalle conseguenze provocate dalla peste che si abbatteva sulle sue terre, si recò a Roma per chiedere al Papa Anacleto II° le reliquie di un Santo, nella speranza di placare la drammatica situazione. Rainulfo ottiene dall’ antipapa Anaclerio le reliquie di San Sisto, grazie anche al segno di una trave caduta sull’altare contenente il suo corpo, nell’antica Basilica di S. Pietro. Sulla strada verso Alife, i cittadini di Alatri, antichissima città del Lazio meridionale, ottengono parte delle Reliquie del Santo e lo eleggono come loro Patrono. Secondo quanto tramanda la storica tradizione, si narra che il provvido arrivo delle reliquie di S. Sisto nelle mura della città di Alife, avvenuto nell’inverno del 1131( o 32), miracolosamente pone immediatamente fine all’orribile piaga della peste che in quel tempo infieriva vittime e lutti nella città. Rainulfo dapprima depone le reliquie di S. Sisto nella Cappella extra maenia (fuori le mura), poi solennemente le colloca nella cripta della Cattedrale da lui fatta edificare. Le reliquie di S. Sisto restano, per pericolo di oltraggio, per ben sei secolo nella cripta della cattedrale fino all’8 aprile 1716, quando mons. Angelo Maria Porfirio( Vescovo di Alife dal 5 Marzo 1703 al 23 luglio 1730), scende nella notte nella cripta della cattedrale, e, dopo aver fatto scavare a lungo, le ritrova sotto l’altare principale. Da allora il culto di S. Sisto si è conservato immutabile nel tempo sino ai giorni nostri. Ne sono evidente testimonianza: i testi storici ed agiografici, le pitture, le sculture, le composizioni musicali in suo onore e la tradizionale liturgia, che , per quanto riguarda il programma nella diocesi e parrocchia di Alife si rinnova annualmente in Cattedrale, con il solenne novenario, dall’1 al 9 agosto, e la triplice Processione, ( la prima: ) della sera del 10 presso la Cappella fuori le mura, dove viene condotto il maestoso busto Argenteo del Santo Patrono, per ivi sostare in veglia tutta la notte, accompagnata dalle preghiere e canti dei fedeli fino alle prime ore dell’alba. La mattina dell’ 11 poi (la seconda: ) la statua viene riportata in solenne processione verso la Cattedrale eper finire( la terza: ) quella del pomeriggio dell’11, rievocativa dei fatti quì narrati, per le strade cittadine, in segno di riconoscenza, di devozione e di protezione.

s-sisto-i-quadro-alife.jpg(Foto particolare: Dipinto di San Sisto I Papa e Martire deposto nella cattedrale di Alife) L’11 Agosto 1716 le reliquie di S. Sisto sono solennemente portate in processione per le vie di Alife. Da allora Egli è segno di Speranza per il nostro popolo, che a lui si rivolge sin da tempo immemorabile con canto in dialetto: ” Jé Santo Sisto nostro, protettori jé bello/ca rient’à sta città jé cii sei cjioello./ Appriesso a Dio Tu sei il nostro gran signore/ Jé Santo Sisto nostro protettore” e in lingua” Siamo tua gente, o Sisto, Guardaci con occhio benevolo, sii luce, vita e salvezza del nostro popolo“.”Ti preghiamo, nostro gran Santo, di accrescere la tua potentissima intercessione, affinché difesi dal tuo Patrocinio, possiamo vivere in questa valle di lacrime una vita tranquilla, senza che mali corporali e spirituali vengano a turbare i nostri giorni sereni, così sia. S. Sisto, concedi Pace alla nostra diocesi e al mondo intero. Amen!”

busto-argenteo-s-sisto-i-papa.jpg(Particolare foto: Busto Argenteo del Santo Patrono Sisto I Papa e Martire che si venera nella città di Alife) La Solennità annuale di San Sisto si festeggia ad Alife(Caserta) il giorno 11 Agosto. San Sisto é anche Patrono della città di Alatri(Frosinome). La Solennità annuale ad Alatri ricorre il giorno 6 aprile. Le città di Alatri e Alife, inoltre, sono unite nella fede al Santo attraverso un gemellaggio( il 20° gemellaggio é ricorso nell’anno 2005).

Segue Storia di San Sisto - Era figlio della famiglia Pastori, romano della regione di via Lata. Il suo nome, Xystus, probabilmente di origine greca, è stato in seguito erroneamente confuso con Sistus (che ne ha proseguito la numerazione) in riferimento al fatto che fu il sesto successore di Pietro. Secondo il Catalogo Liberiano dei papi, svolse il suo pontificato sotto l’imperatore Adriano, «a consulatu Nigri et Aproniani usque Vero III et Ambibulo», «dal consolato di Nigro e Aproniano a quello di Vero III e Ambibulo», ovvero dal 117 al 126. Lo storico Eusebio di Cesarea invece, in due scritti diversi riporta due periodi diversi: nel Chronicon dice che fu papa dal 114 al 124, mentre nell’Historia ecclesiatica afferma che regnò dal 114 al 128. In ogni caso, tutti gli studiosi concordano sul fatto che regnò circa 10 anni. Secondo il Liber Pontificalis, durante il suo pontificato diede 3 disposizioni: nessuno, ad eccezione dei ministri del culto, durante la consacrazione può toccare il calice e la patena; I vescovi che si sono recati presso la Santa Sede, al loro ritorno nella diocesi devono presentarsi con una lettera apostolica che conferma la loro piena comunione con il soglio di Pietro; dopo il Prefazio della Messa il sacerdote deve recitare il Sanctus con l’assemblea. Al periodo del suo papato, forse, risalgono le prime divergenze tra la Chiesa di Roma e le chiese d’Oriente, in quanto mentre queste già celebravano la festa della Pasqua, tale festa non era ancora stata stabilita in occidente. Gli furono attribuite due lettere, sulla dottrina della Trinità e sul primato del vescovo di Roma, che si sono però rivelate apocrife. Secondo una leggenda fu lui ad inviare il primo missionario ad evangelizzare la Gallia, il vescovo Pellegrino. Alla sua morte, fu inumato nel sepolcreto della basilica Vaticana. Il Catalogo Feliciano dei Papi ed i vari martirologi lo indicano come martire, ma poiché non ci sono dettagli sul tipo di martirio che patì, né prove, è stato recentemente depennato dal Calendario Universale della Chiesa. Prete romano, fu eletto con i voti di tutto il clero. Fu lui a disporre che i calici e gli arredi sacri dell’altare potessero essere toccati solo dai sacerdoti.

Etimologia: Sisto = variante di Sesto

E’ presente nel Martirologio Romano. A Roma, san Sisto I, papa, che, al tempo dell’imperatore Adriano, resse la Chiesa di Roma, sesto dopo il beato Pietro.

“Verso la fine del suo regno anche l’imperatore Traiano ritenne di dover mitigare la propria politica persecutoria nei confronti dei cristiani, anche perchè l’ “infamia” di essere cristiano serviva più spesso a risolvere faide politiche e famigliari che non a dirimere questioni religiose.
Questo clima di pseudo tolleranza, che non cambiò comunque i metodi e le persecuzioni, proseguì anche sotto l’imperatore Adriano il quale scrisse al proconsole d’Asia: “Se uno fa le sue accuse e dimostra che i cristiani operano contro le leggi, allora la colpa deve essere punita secondo la sua gravità. Ma se qualcuno si avvale di questo pretesto per calunniare allora ? quest’ultimo che deve essere punito”. In questa realtà nacque Sisto I, figlio di pastori romani, si presume sia assurto al soglio intorno al 115. A Sisto primo si deve l’introduzione di molte norme di culto, tra le quali il divieto ai laici di toccare il il sacro calice e la patena (n.d.a : piattino di metallo dorato, argentato o di metallo nobile usato per la deposizione dell’Ostia consacrata) lasciando agli uomini di culto il privilegio di questi atti.
A Sisto I venne fatta risalire anche l’introduzione del triplice cantico “Sanctus” durante la celebrazione della messa (nda: tratto dal tardo latino mittere, mandare, inviare … e soprattutto dalla formula finale del rito cristiano fondamentale della celebrazione eucaristica: ite missa est “andate, sei inviato!”). La tradizione lo considera sepolto accanto al corpo di Pietro, come per altro tutti i predecessori ma, l’unica cattedrale dove ancora viene celebrato come santo è quella di Alatri e di Alife ( cittadine la prima in provincia di Frosinone e la seconda in quella di Caserta)”.

( Articolo pubblicato da: Redazione “Alto Casertano- Matesino & dintorni”. Per la pubblicazione su altri siti e giornali, citare questa fonte. Grazie)

Note: 1)Leggi quì ( clicca sulle rispettive scritte di seguito): il programma completo della Solenne Festa S. Sisto I Papa e Martire ad Alife.

2)In questi giorni é possibile visitare il Museo Archeologico Nazionale e l’ Anfiteatro Romano ad Alife( leggi articolo)

3) Leggi anche particolare: “Preghiera d’implorazione a San Sisto

nigro-eugenio-para-deceduto-nellincendio.jpg“Fulgido esempio di coraggio e disprezzo del pericolo, nel solco della tradizione di El Alamein”

SAN NICOLA LA STRADA (Ce)- È stato rinvenuto dal Corpo Forestale dello Stato l’innesco che martedì scorso nei boschi di Lappano (Cs) ha alimentato il fuoco che ha ucciso il ventenne paracadutista della “Folgore” Eugenio Nigro ( nella foto) , travolto dalle fiamme mentre assieme al padre allo zio e ad un cugino stava cercando di sedare il rogo che minacciava da vicino anche alcuni alloggi popolari del piccolo centro della Presila cosentina. Sul caso indaga il sostituto procuratore Giuseppe Visconti, mentre le indagini sono affidata al Corpo forestale dello Stato. “Era intervenuto, coraggiosamente e senza risparmiarsi, per spegnere l’incendio che minacciava il terreno agricolo ed alcuni alloggi popolari senza curarsi del pericolo imminente, come è nella migliore tradizione della Folgore e dell’Esercito, poi si è sentito male probabilmente a causa delle esalazioni di fumo ed è stato avvolto dalle fiamme che lo hanno carbonizzato. Per questo chiedo allo Stato Italiano che il giovane Eugenio Nigro non venga dimenticato e gli venga concessa la massima onorificenza alla memoria: la “Medaglia d’Oro al Valor Civile“. E’ quanto chiede al Presidente della Repubblica, Giovanni Santangelo, presidente della locale sezione di Alleanza Nazionale. “Eugenio Nigro” - ha aggiunto l’esponente politico - “aveva vent’anni, dallo scorso mese di ottobre era entrato nella Folgore come VFP1 (volontario a ferma prefissata di un anno) ed a marzo 2