Scienza Geologia Astronomia


image002 Non si può avere sicurezza dell’area urbana se non si conosce l’assetto geologico tridimensionale del sottosuolo.

Questa mattina durante la conferenza stampa ho sottolineato che l’assetto del (more…)

Il bolide avvistato MARTEDI 19 Febbraio  sera nei cieli del sud Italia alle 19:18 è stato prontamente ripreso da Letojanni, un comune siciliano di circa 2.800 abitanti della provincia di Messina. Lo scatto, pubblicato sulla pagina Facebook di Meteo Real Time e gentilmente concesso a MeteoWeb, mostra la colorazione verdastra descritta dai numerosi osservatori, ed una magnitudine apparente degna di nota.

(di Renato SANSONE- METEO WEB) MARTEDI 19 Febbraio 2013 alle 19:18, una luminosa palla di fuoco è stata avvistata nei cieli del Sud Italia. Le prime segnalazioni provenienti dallo Stretto di Messina segnalano un bolide sul mar Ionio, con direttrice da nord verso sud, di colorazione verdastra e di magnitudine molto brillante. Siamo in attesa di ulteriori (more…)

Vedi il VIDEO (cliccare quì sopra)  realizzato dalla redazione di TikoTV Web Sociale
18/02/2013

Ancora paura sugli Appennini. Durante questo fine settimana infatti due (more…)

A rischio quasi due milioni di persone, considerate “carne da macello” da chi detiene il potere.

(TRATTO DA FONTE: WWW.ICONICON.IT)

Ma  lo Stato italiano informa la popolazione? Sono stati registrati terremoti superficiali con ipocentro localizzato lungo il condotto, oltre che in emissioni fumaroliche lungo i fianchi del cono e del cratere. (more…)

Come seguire l’asteroide che sfiorerà la Terra

Atteso per oggi l’appuntamento con l’asteroide 2012 DA14, il sasso da 130mila tonnellate che passerà all’interno dell’anello dei satelliti geostazionari. Ecco come seguirlo online e offline (more…)

Tra i contusi 82 bambini: 2 gravi. Vetri in frantumi a causa dell’onda d’urto provocata da violente esplosioni a bassa quota nell’atmosfera negli Urali. Nessun legame con l’asteroide 2012 DA14. Corpo celeste esplode anche a Cuba

16:22 – TERRORE in RUSSIA. Una pioggia di meteoriti ha provocato violente esplosioni a bassa quota nell’atmosfera negli Urali e nelle regioni centrali della Russia, causando il ferimento di un migliaio di persone, per la maggior parte colpite dalle schegge dei vetri frantumati dall’onda d’urto. Tra i contusi ci sono anche 82 bambini: due gravi. Colpite sei città nella regione di Cheliabynsk. La Protezione Civile ha inviato sul posto 20mila uomini.

A Cuba esploso corpo celeste - Intanto, un corpo celeste è esploso a Rodas, comune della provincia di Cienfuegos, nella regione centrale di Cuba. Lo riporta una tv locale, citando alcuni testimoni. Nel loro racconto i residenti hanno parlato di una luce molto intensa che è arrivata ad avere dimensioni importanti, paragonabili a quelle di un autobus, prima di esplodere in cielo. E’ accaduto intorno alle otto di sera, ora locale, le due del mattino di ieri in Italia. (more…)

L’asteroide 2012 DA14, scoperto lo scorso 23 Febbraio 2012 dall’Osservatorio di Maiorca ad una distanza di 2,5 milioni di chilometri, transiterà nei pressi della Terra il prossimo 15 Febbraio 2013 alle 20:26, ad un distanza astronomica molto ravvicinata. La roccia spaziale, classificata come asteroide (more…)

OLYMPUS DIGITAL CAMERANei Campi Flegrei in Italia, nei pressi di Napoli, un gigantesco vulcano starebbe dando segni di vita. Non è solo l’aumento della temperatura della terra nella regione a (more…)

Ancora tesi e preoccupati per le sorti del mondo a causa della temibile profezia Maya? Deponete la paura, o almeno rimandatela al momento giusto. La fine del mondo potrebbe ritardare di qualche mese, rispetto alle catastrofiche previsioni che (more…)

Continua il fenomeno dell’Acqua Alta nel Porto di Ischia creando danni e pericoli (a cura del geologo prof. Franco ORTOLANI)
Il transito della perturbazione Cleopatra ha causato un sensibile abbassamento della pressione atmosferica in corrispondenza del massimo effetto dell’ attrazione lunare (more…)

La Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi: cosa deve fare, le responsabilità. (more…)

Italia- (a cura del geologo prof. Franco ORTOLANI) La voce dei padroni: il petrolio deve uscire dal sottosuolo italiano, a tutti i costi! In Italia il petrolio deve uscire dal sottosuolo, a tutti i costi! Chi non è d’accordo è un eversivo, un infiltrato e se ne può pure andare. In sintesi è quanto traspare da alcune note pubblicate su “LA REPUBBLICA” del 14 agosto 2012 in relazione alle linee di intervento circa i giacimenti di idrocarburi presenti nel sottosuolo italiano. E’ la voce dei (more…)

Sondaggio di Bagnoli: per evitare confusione basta agire sempre trasparentemente per la sicurezza dei  cittadini rispettando le regole.

La Repubblica ha pubblicato un’intervista fatta da Carlo Franco ad un noto vulcanologo napoletanto circa la perforazione in atto a Bagnoli. (more…)

Una scia luminosa ha illuminato il cielo di mezza Sicilia, la notte del 13 Luglio 2012 intorno all’ 1.30, provocando stupore e meraviglia tra chi ha assistito al fenomeno. Anche nei nostri archivi molti lettori hanno scritto esternando il loro stupore per quella (more…)

Italia- il giorno 13 Luglio 2012, Onde anomale sul Tirreno, Tsunami o venti irregolari – Nel corso della giornata del 13 Luglio scorso, verso le ore 9, 30 di mattina, il mar Tirreno si è ritirato. Dalla Sicilia fino alla Liguria. Venti metri (more…)

RICEVIAMO E PER DOVERE DI INFORMAZIONE PUBBLICHIANO: “POSSIBILE ERUZIONE DEI CAMPI FLEGREI A CAUSA DELLE TRIVELLAZIONI GEOTERMICHE”

I Campi Flegrei (campi ardenti) sono in realtà un’enorme caldera di 12×15 km, nata a seguito di catastrofiche eruzioni che ebbero luogo 36.000 e 14.000 anni fa. (more…)

A partire dalle ore 03:07 è in atto una sequenza sismica nel siracusano con epicentri fra Noto, Palazzolo Acreide e Canicattini Bagni. Sono 25 le scosse di terremoto registrate (more…)

Sono 11 le scosse di terremoto registrate oggi dall’ INGV terremoti nella provincia di Siracusa (Sicilia), mentre una è stata avvertita a Messina. Solo due terremoti, però, hanno superato la magnitudo 3 (rispettivamente 3.7 e 3.2). Nessun danno. Dopo l’Emilia Romagna anche in Sicilia, in questi giorni ma soprattutto in queste ultime ore, sono state registrate diverse scosse di terremoto. In particolare, oggi l’INGV terremoti ha segnalato (more…)

Le indagini multidisciplinari eseguite nelle aree epicentrali di recenti sismi hanno consentito di individuare le evidenze di effetti locali definibili eccezionali; sembra che non si trovi traccia (more…)

Sisma in Emilia: parmigiano in superficie e…gruviera nel sottosuolo?

I disastrosi sismi iniziati il 20 maggio 2012 in Emilia al confine con Lombardia e Veneto sono stati caratterizzati da non elevata magnitudo e da catastrofici effetti locali che hanno duramente colpito numerosi monumenti, abitazioni e impianti produttivi causando circa 30 vittime, centinaia di feriti e migliaia di senzatetto. La superficie del suolo era occupata da centinaia di impianti produttivi di grande importanza tecnologica e socio-economica: una produzione simbolo di eccellenza della pianura è senz’altro quella del parmigiano, rinomato in tutto il mondo. Purtroppo i problemi sono stati creati  dalle sabbie presenti nelle prime decine di metri del sottosuolo. Stabili e ricche d’acqua superficiale in condizioni normali: diventate “sabbie mobili” sotto le sollecitazioni sismiche. E più in profondità, come stanno le cose?

Era noto che nel sottosuolo, ad alcune migliaia di metri di profondità, vi fossero faglie attive in grado di generare terremoti. Prevalentemente dopo la seconda guerra mondiale le ricerche di idrocarburi avevano messo in evidenza che al di sotto della piatta pianura vi erano delle grandi strutture compressive che interessavano la copertura sedimentaria per diverse migliaia di metri: il così detto “arco di Ferrara”. Nella parte sommitale di tali strutture, che costituiscono il fronte sepolto attivo dell’avampaese deformato, soggetto a continua compressione in seguito al relativo avvicinamento delle masse continentali dell’Africa ed Europa sono stati rinvenuti vari giacimenti di idrocarburi per cui prevalentemente dalla seconda metà del secolo scorso il sottosuolo è stato interessato da numerose e diversificate attività che solitamente caratterizzano l’estrazione minerale. La profondità raggiunta dai pozzi e dalle connesse attività, in base ai dati reperibili in rete, si aggira sui tremila-cinquemila metri.

Le perforazioni profonde hanno messo in luce che nel sottosuolo dell’arco ferrarese si trova una anomalia termica positiva, cioè i fluidi che saturano le rocce sono più caldi di quanto dovrebbero essere normalmente. Si tratta di una notevole risorsa naturale che è utilizzata dalla città di Ferrara che dispone di un diffuso e funzionale impianto di teleriscaldamento: da un pozzo viene estratta acqua calda che circolando in apposite tubazioni fornisce calore agli edifici urbani per poi essere reiniettata nel sottosuolo mediante un altro pozzo profondo. La Regione Emilia, in base alle notizie disponibili, ha previsto una ulteriore valorizzazione della risorsa. Si trovano dati relativi a vari pozzi, più profondi di quelli petroliferi, che sfiorano i 7000 metri, anche nella zona epicentrale dei sismi di maggio 2012.

Tabella 1 – Principali caratteristiche delle aree potenzialmente idonee ai fini del confinamento geologico della CO2 in Italia

In rete si può consultare qualche documento relativo al CCS (Carbon Capture & Storage) che costituisce una delle tecnologie individuate come prioritarie dallo Strategic Energy Technology (SET) Plan della Commissione europea, al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 del Programma EU 2020. Anche l’Italia partecipa da protagonista agli sforzi internazionali in atto per far sì che la CCS diventi una realtà che sia economicamente percorribile, preservando l’ambiente e la salute. Oltre alle varie attività di ricerca svolte dagli Enti di ricerca e dalle Università, l’iniziativa più significativa e  di tipo più sperimentale – dimostrativo è stata intrapresa da ENEL ed ENI. L’ENI si appresta ad usare il sito di stoccaggio di Cortemaggiore, che ha ricevuto il 14 aprile 2011 il via libera dalla Commissione VIA e VAS del Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei beni culturali. Il Decreto VIA per l’impianto dell’ENI di stoccaggio di CO2 a Cortemaggiore è disponibile al pubblico sul sito del Ministero. Entra così nella sua fase operativa il progetto che prevede, nel sito localizzato a cavallo dei comuni di Cortemaggiore e Besenzone in provincia di Piacenza, l’iniezione di 24.000 tonnellate di CO2 nell’arco di 3 anni a 1500 metri di profondità; qui la CO2 sarà permanentemente sequestrata, e l’ENI provvederà al monitoraggio ed alla verifica della stabilità e della sicurezza dello stoccaggio. La prima applicazione su scala industriale di CCS sarà realizzata da Enel nella nuova centrale a carbone di Porto Tolle, (Rovigo). Il nuovo progetto, uno dei sei grandi progetti dimostrativi europei, tratterà 810 mila metri cubi l’ora di fumi (il 40% di quelli di uno dei tre gruppi da 660 MW con cui sarà equipaggiata la centrale) separando fino a un milione di tonnellate l’anno di CO2, che saranno trasportate mediante gasdotto e confinate in un acquifero salino profondo sotto il fondo del mare Adriatico. Lo INGV con il Dipartimento di Scienze geologiche dell’Università di Roma Tre e il CESI Ricerca (ora RSE) ha sviluppato con un nuovo approccio metodologico un database georeferenziato (GIS) dedicato alla qualificazione per qualità e profondità delle coperture rocciose (caprock) degli acquiferi salini per lo stoccaggio geologico della CO2 in Italia. La qualità e la distribuzione dei caprock in falda profonda sono stati definite analizzando i 1291 report di perforazioni al di sotto degli di 800 metri, tra i 7575 perforati negli ultimi 50 anni in Italia, secondo i dati dall’Ufficio Nazionale Italiano Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia (UNMIG). Le aree di potenziale stoccaggio della CO2 sono caratterizzate da caprock omogenei e da una falda acquifera sottostante. Un requisito ritenuto indispensabile per l’utilizzo di serbatoi profondi naturali è rappresentato dalla sismicità locale che deve essere bassa o assente.

Fig. 2 – Ubicazione delle aree potenzialmente idonee ai fini del confinamento geologico della CO2 in Italia.

Allora? Le attività umane legali sulla superficie del suolo sono controllate! E quelle nel sottosuolo? Per le attività umane sulla superficie del suolo in aree sismiche, e che sono caratterizzate da faglie sismogenetiche nel sottosuolo ad alcuni chilometri di profondità, vi sono delle leggi che devono essere rispettate. Sorprende che vi sia un libertà d’azione nel sottosuolo addirittura sulle faglie sismogenetiche.

Negli ultimi 50 anni ben 7575 pozzi profondi sono stati perforati in Italia, molte decine sulle faglie sismogenetiche come nell’area epicentrale emiliana.

Numerosi pozzi profondi alcune migliaia di metri sono stati perforati e altri se ne faranno nell’Alta val D’Agri, in Basilicata al confine con la Campania, nell’area epicentrale del disastroso sisma del 1857 di “potenza” significativamente superiore all’evento del 20 maggio 2012 in Emilia.

Lo scorso anno l’ENI ha richiesto e ottenuto dalla Regione Basilicata, con deliberazione della Giunta Regionale n. 1005 del 12/7/2011, l’autorizzazione alla reiniezione di liquidi provenienti dalla lavorazione del Centro Olii Val D’agri nel pozzo “Monte Alpi 9 che si trova a circa 800 metri dalla faglia ritenuta attiva di Grumento Nova. Nello scorso mese di Aprile, il Consiglio Comunale di Grumento Nova (PZ), avvalendosi del principio di salvaguardia del territorio, ha approvato all’unanimità una deliberazione con la quale si esprime parere contrario alla richiesta dell’Eni in quanto oltre a determinare un rischio di inquinamento delle falde
sotterranee le attività dell’ENI in profondità possono interagire con le attività sismiche naturali del territorio.

Il timore della piccola comunità di Grumento Nova richiama l’attenzione dei cittadini italiani: timore esagerato? Timore fondato? Facciamo chiarezza, approfondendo in maniera trasparente la conoscenza delle diversificate attività già eseguite negli ultimi 60 anni, attualmente in atto e previste nel prossimo futuro nel sottosuolo caratterizzato da faglie sismogenetiche.

Facendo riferimento alla figura 2 si vede che le aree denominate Emilia 1 e mare sembra che comprendano parte dell’arco ferrarese e le aree marine sismicamente attive.

Per quanto riguarda i pozzi profondi realizzati in passato per vari scopi nell’area epicentrale di fine maggio 2012 in Emilia si fa presente che numerose perforazioni si sono spinte a profondità alle quali si sono verificati vari epicentri. Una perforazione di per se non desta preoccupazioni: eventuali problemi possono essere connessi alle eventuali attività che solitamente caratterizzano le attività estrattive sulle faglie sismogenetiche.

In base ai dati sismologici resi noti dall’INGV si evince che le faglie sismogenetiche dell’area epicentrale degli eventi di fine maggio 2012 si rinvengono prevalentemente a profondità comprese tra 8 e 3 chilometri di profondità: l’ipocentro dell’evento del 20 maggio è stato ubicato a circa 6 km di profondità.

Il fronte dell’arco ferrarese da diversi secoli è stato interessato dalla compressione causata dai movimenti relativi tra i continenti africano ed europeo. Da diversi secoli non si è manifestata sismicità significativa nell’area epicentrale del 20 maggio 2012. Le rocce del sottosuolo, prima delle rotture e scorrimenti di faglia iniziati il 20 maggio, hanno incamerato energia potenziale per circa 400 anni. Quando nella seconda metà del secolo scorso sono iniziate le perforazioni sull’ arco ferrarese vi era già una notevole energia potenziale accumulata nelle rocce prevalentemente carbonatiche comprese tra circa 8 e circa 3 chilometri di profondità che sopportavano gli “attriti” tra il “prisma instabile” spinto verso nord e quello “resistente”. Deve essere accertato cosa sia stato eseguito nei pozzi profondi negli ultimi 60 anni circa e non solo negli ultimi anni. E’ evidente che l’energia che ha scatenato gli eventi sismici è di tipo naturale e tettonico. Attività umane non possono mai scatenare una sequenza di eventi sismici in una zona nella quale non vi sia energia potenziale accumulata per motivi tettonici.

Varie dichiarazioni (di rappresentanti di istituzioni pubbliche e associazioni private) hanno evidenziato che i sismi sono di origine naturale; hanno sorvolato sull’eventuale influenza umana nell’anticipare la crisi sismica. Anticipare gli eventi sismici può voler dire che se essi si fossero verificati “naturalmente” tra qualche decina di anni, appropriati interventi ingegneristici sui manufatti crollati li avrebbero potuto adeguatamente consolidare. Nelle dichiarazioni si da per certo che gli ipocentri si trovino a profondità superiore a quella raggiunta dai pozzi; non si fa riferimento ai pozzi profondi geotermici che superano per profondità quella dell’epicentro del sisma del 20 maggio. Nelle stesse dichiarazioni si da per scontato che gli autori delle affermazioni siano perfettamente al corrente di tutte le attività eseguite negli ultimi 60 anni nei pozzi profondi; evidentemente si fa riferimento a dati di consulenze continue e documentate prestate da decine di anni alle varie società. Se si tratta di consulenze o di rapporti di lavoro o collaborazione con le società che hanno operato ed operano nel sottosuolo le dichiarazioni possono sembrare “originali” specialmente perchè non richieste e fatte in sostituzione di quelle ufficiali delle organizzazioni pubbliche che concedono e controllano le attività nel sottosuolo.

Il problema da accertare, per la sicurezza di cittadini e dell’assetto socio-economico del territorio caratterizzato da faglie attive e sismogenetiche nel sottosuolo e per fugare ipotesi di eventuali responsabilità umane, è l’eventuale ruolo di attività umane diversificate nel sottosuolo esplicate in un periodo di circa 60 anni.

Una adeguata riflessione va fatta su tutte le attività nel sottosuolo fatte in passato, in corso e previste nelle aree caratterizzate da faglie sismogenetiche al fine di mettere a punto adeguamenti legislativi che garantiscano la sicurezza dei cittadini, delle risorse naturali profonde e superficiali.

Ma chi fa queste riflessioni in maniera trasparente e nell’interesse di tutti i cittadini?

A cura del Prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia Università di Napoli Federico II, 20 giugno 2012

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

Notizia dell’ultim’ora. Scossa di terremoto tra i MONTI del MATESE. tra Campania e Molise a Campobasso magnitudo 2.1 alle 10:05 del 12 giugno 2012. La scossa ha interessato tutti i comuni della vastissima area matesina a confine tra la Campania ed il Molise. Le scosse telluriche in Italia da un pò di tempo a questa parte stanno aumentando, c’é da cominciarea a pensare seriamente anche alla messa in sicurezza delle nostre comunità. Già qualche settimana fa da questo portale fu lanciato l’appello ai SINDACI del MATESE (leggi quì l’articolo) ad attivarsi immediatamente per far partire un piano di sicurezza in un territorio che come il nostro,  situato proprio sulla Faglia del Matese, che nella cartina delle zone sismiche in Italia Continua a leggere

La Commissione nazionale “grandi rischi” e…i prossimi terremoti.

Nei giorni scorsi alcune dichiarazioni del presidente della Commissione hanno attirato l’attenzione e fatto discutere. Al fine di meglio inquadrare le dichiarazioni fatte vediamo cosa deve fare e quali sono i membri della commissione. Precisiamo che la Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi è la struttura di collegamento tra il Servizio Nazionale della Protezione Civile e la comunità scientifica. La sua funzione principale è fornire pareri di carattere tecnico-scientifico su quesiti del Capo Dipartimento e dare indicazioni su come migliorare la capacita di valutazione, previsione e prevenzione dei diversi rischi.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore Berlusconi ha nominato lo scorso anno i componenti dell’ Ufficio di Presidenza della Commissione nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi: l’on. Giuseppe Continua a leggere

Nella zona di confine tra Casoria ed Afragola in località Cantariello, ma circa 50 metri sul livello del mare, è stata realizzata una discarica , chiamata con vari nomi ma sempre accumulo di rifiuti non certo salutari per l’uomo. Le foto aeree evidenziano che dal 1996 al 2005 sono stati effettuati accumuli di materiali su una superficie che sembra di calcestruzzo. L’altezza dei cumuli si aggira tra i 3 e 5-6 metri. Continua a leggere

Secondo i ricercatori di Cile, Finlandia, Canada, GBR, Spagna e Usa, cambiamenti catastrofici per il pianeta terra potrebbero avvenire già in tempi brevissimi.

Sicuramente la notizia rinforzerà le teorie apocalittiche che traggono linfa dalla – male interpretata – profezia Maya sul 2012:

Uno studio condotto da 18 ricercatori prevede un imminente collasso planetario irreversibile. Continua a leggere

Terremoto Allerta Faglia Matese-  Raccogliamo l’ appello di una lettrice che fortemente preoccupata per il fenomeno dell’ aumento delle scosse sismiche che si sta verificando  un pò in tutt’ Italia, dopo l’ ultima esperienza del terremoto dell’ Irpinia dell’ 80 che segnò una tragica pagina della storia nella nostra Regione Campania, dopo quella recente del terremoto aquilano, e ultima ancora,  quella del terremoto  in Emilia,  ha scritto al nostro portale per chiederci aiuto:  “bisogna trovare assolutamente un modo per far installare i precursori sismici al radon sulla faglia del Matese. Quì saltiamo tutti in aria se si attiva la faglia!”. L’appello dunque che lanciamo a tutte le realtà scientifiche, alle Istituzioni ed in primis ai SINDACI della vastissima zona del Continua a leggere

( Info diffusa su Internet. Per dovere di cronaca e a puro titolo informativo viene riportata di seguito. Ognuno poi é libero di pensare e di credere ciò che vuole. Da parte nostra ci siamo limitati solo diffondere la notizia, come già altri portali di libera informazione hanno fatto) Profezia Maya 2012, 5, 6 Giugno inizio Periodo di Transito?

Profezia Maya 2012 tra il 5, 6 Giugno 2012 accadrà un evento raro: Venere transiterà davanti al Sole, il fatto che a molti potrà sembrare senza alcuna importanza, sembra abbia creato una quantità di dubbi sul futuro del nostro Pianeta. La Profezia Maya 2012 o le varie ipotesi di lettura della Profezia Maya 2012, sono molteplici. Continua a leggere

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