matese2.jpg Antonio Lepore, Vice Presidente del Centro di Educazione Ambientale di San Potito Sannitico – Torno ancora su cosa deve essere, e non dovrebbe essere, il Partito Democratico, sicuramente non un assemblaggio, per fare un paragone con la Formula uno di automobilismo, sicuramente non deve essere una Toro rosso, cioè un’insieme di pezzi messi insieme, ma una fiammante Ferrari tutta autentica. Dico questo in quanto si continuano a leggere articoli in cui si continua a dire il tal dei tali avrà questo posto perché amico di…, o il tal altro lo avrà perché parente di. L’ultimo è l’articolo di Della Paolera del 26 luglio, in cui si dice che il Presidente del Parco del Matese, Scialla, avrebbe le ore contate, in quanto quel posto sarebbe destinato a Geppino Buonuomo in quanto amico di de Franciscis o anche a Achille Natalizio in quanto amico intimo di Bassolino, per lui solo Tonino. Ebbene, che il Prof. Scialla, sperando che non gli sia venuto un attacco di bile dopo che Della Paolera lo ha chiamato Peppino e non Beppe, abbia le ore contate è certo, in quanto egli stesso ha sempre detto che quell’incarico per lui era solo un passaggio, in quanto, anche se sconfessato da tutti, egli è destinato a ben altri ruoli, vorrebbe infatti fare il parlamentare, fregato alle ultime elezioni, a causa della “porcata” di Calderoni, lui aspira, con il suo sorriso smagliante ed i suoi baciamano a profusione, ad arrivare in parlamento. Non fa però bene i suoi conti, in quanto allorché, o con il referendum o con una nuova legge elettorale, si dovesse tornare alle preferenze, dove andrà a prendere i voti, dopo che in un territorio visto come quello del Matese, non è riuscito a farsi un amico di Beppe Scialla, ma solo amici, di convenienza, del Presidente del Parco del Matese. Per Scialla infatti, i Matesini, come lui li definisce in senso non certo benevolo, sono solo dei sudditi, che dovrebbero stare a tutte le sue volontà, basti vedere la prima riunione del Consiglio di amministrazione, in cui, a quanto si dice, il “caro” Presidente si è presentato con una delibera, secondo lui solo da approvare senza discutere, nella quale si davano al Presidente poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, ovviamente i consiglieri, lo hanno mandato a comprare il sale, per non essere più volgari. Al Presidente infatti piaceva tanto fare e disfare senza avere controlli, chiedere a Michele Santoro, quasi sempre cose sbagliate, quasi sempre o forse solo per accontentare i vari potenti politici, di volta in volta il Ministro Mastella, la Presidente Lonardo, il Consigliere Ferrara, per rimanere all’UDEUR, poi l’Onorevole Zinzi, e poi ancora De Franciscis, per giungere alla fine a scontentare tutto, o alla fine raggiungendo il solo scopo di farsi sfuggire tutto di mano. In conclusione, chi appoggia ancora Scialla, forse solo per i favori che lui gli ha fatto con qualche POR, farebbe bene a capire che il Parco è una cosa seria, vedere prevenzione incendi, raccolta sottobosco, e non si può lasciare in mano a chi non solo non ama la terra che dovrebbe salvaguardare, ma non ha neanche le capacità amministrative all’altezza. Tornando agli amici e alle promesse, c’è da chiarire che per essere nominati Presidenti di Parchi regionali, bisogna essere inseriti in un elenco regionale, a cui si accede per titoli “ambientali”, e quindi non ha tutti è accessibile la poltrona, chiarito questo punto, sicuramente il miglior aspirante per meriti propri, in quanto ambientalista della prima ora ed in seconda, molto in seconda, perché amico di De Franciscis, è sicuramente Geppino Buonuomo, inserito nell’elenco suddetto, matesino DOC. Una raccomandazione a Geppino, non si faccia, allorché dovesse aver la nomina, coinvolgere in giochi politici, ma pensasse solo alla salvaguardia del territorio ed alla sua promozione turistica, chiedendo eventualmente l’aiuto dei politici. Viceversa per quanto riguarda Achille Natalizio, caro amico, oltre che di Bassolino, stimabile persona, anch’egli matesino DOC, ma purtroppo non iscritto nell’elenco, quindi per la presidenza del parco, per motivi tecnici come si vede, non è purtroppo papabile. Detto questo, mi aspetto, che si inizi a muovere qualcosa, nel dibattito sul PD e non rilascia la palla in mano ai soliti noti, che non nomino per non essere tacciato di accanimento “terapeutico” giornalistico, e mi aspetto che anche altri seguano, sul Matese, le orme di Renato Ricca, che però sembra una voce nel deserto, insieme, da ora, al sottoscritto, e caro Gianluigi.

 

 

(Comunicato Stampa)

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