La Presidente del Comitato civico “per la difesa e la tutela di Pietravarano” Maria Acquaro, invia alla redazione lettera aperta di un cittadino pietravairanese, denominatosi con lo pseudonimo di “Pan“. Già in precedenza abbiamo pubblicato sul nostro portale un’altra sua lettera portale(clicca su questa scritta e leggi:). Il soprannome “Pan” si inserisce benissimo nel contesto della situazione attuale si sta vivendo a Pietravairano, comune dell’Alto Casertano, colpito nel cuore della sua natura e della sua cultura da una forte manovra speculativa come quella della delocalizzazione dell’attività estrattiva della società Moccia, o questa, fresca di qualche giorno, dell’installazione di una centrale a biomasse, ovvero INCENERITORE“!!! La presidente Acquaro ci informa anticipatamente che il comitato pietravairanese contro le cave svolgerà prossime iniziative di lottaECO – PIETRA II PIETRA- RIO BO … un paese “espropriato” ( di PAN) “Come tutte le partite, anche questa, che vede in gioco il Monte Monaco, richiede intelligenza. Si tratta di una intelligenza pragmatica: un misto di calcolo, intuizione e rapidità d’azione. Tre fattori, questi, non bene impiegati da coloro che avevano preparato un gioco a sorpresa. Lo sfidante, il signor Moccia, si è ritrovato di fronte all’inettitudine di chi gli aveva preparato una partita-lampo; e ora è lì, guardingo, a studiare il campo prima della prossima mossa. La domanda, legittima, che tutti si pongono (perché una cava proprio in un paesetto, appena rintracciabile sulle mappe, – Rio Bo – e fuori dall’area della desertificazione cementizia campana?) riceve una risposta facile facile: perché qualcuno l’ha offerta al signor Moccia su un piatto d’oro. Questo signor qualcuno, che conosce bene il paese, (un paese annoiato da almeno 50 anni di politica deprimente), ha previsto una reazione a grado zero per l’implementazione di un’ attività industriale che è, notoriamente, micidiale. In termini agonistici possiamo parlare di una partita truccata; per esempio un portiere compiacente: una manciata di lecca-lecca al numero 1 e via, la partita è vinta. Ma all’ultimo momento il portiere si è ravveduto. Una conversione? Una contrizione?…In realtà la nascita di un comitato anti-cave gli ha avvelenato i lecca-lecca; e valutando che avrebbe rischiato di trovarsi fuorigioco si è fatto dalla parte della contestazione. Ma è, la sua, una tattica temporeggiatrice, per favorire proprio l’avversario. La formazione spontanea di questo comitato civico è la vera novità nel grigio panorama socio-politico di Pietravairano. Ed è bastata ad allarmare quelli che riscaldano le poltroncine di comando. Poiché a Rio Bo la politica, da sempre, non è altro che un gretto assedio del Comune, un comitato civico, autonomo, è gia un’alternativa per il futuro. Da qui il tentativo di imbrigliarlo con un Gruppo di Coordinamento Intercomunale, (quattro gatti), la cui funzione è di puro disturbo, e di blando controllo dell’avanguardia anti-cave. A questo, recentemente si è aggiunta l’attività oppositiva di un curioso procacciatore di santità per i propri familiari (un ex-comunista, sic!) che orfano del proprio partito cerca ora una definizione sociale tra la confraternita dei santi misconosciuti e i sopravvissuti delle guerre puniche. Patetico. Ma i sospetti ad incrocio sembrano serpeggiare anche dentro lo stesso comitato che è rappresentato, bisogna sottolinearlo, da una figura del tutto indipendente quanto popolare ( e quindi pericolosa ): la pulzella d’Orleans, la voce di chi non ne può più; sicuramente guardata a vista da tutti coloro che disegnano in queste ore difficili nuovi assetti per il paese. Ribattezziamola Pulzella delle Cave. (Ci aspettiamo molto da lei) Tra queste linee si dibatte la partita. Qualcuno dice che lo sfidante vincerà ai rigori. Ma io non lo credo. Non perché lui, il Moccia, non sappia tirare calci ad una palla, ma perché sa che il Monte Monaco non rappresenta la sua fortuna, mentre rappresenta, invece, un simbolo di riscatto per i pietravairanesi. Intelligentemente sa che la sua attività è diventata un’attività odiosa ed odiata in questi tempi in cui il valore patrimoniale del territorio si accresce nelle coscienze di molti. E pertanto sa che attuare un’escavazione del Monte Monaco significherebbe derubare la comunità di un bene inestimabile. Egli inoltre sa che le prossime guerre nel mondo non si combatteranno più per un’ ideologia o per il petrolio, ma per l’approvvigionamento idrico e per le riserve boschive. Acqua e aria scarseggeranno. La gente si accoltellerà anche per il possesso dell’ombra di un albero. Perciò Signor Moccia, è pregato di non toccare il Monte Monaco. Vale più di quanto lei non immagini. Di certo per molti paesani è ormai un’identificazione territoriale e il segno di una appartenenza ad una tradizione. Solo adesso ci stiamo rendendo conto che il paesaggio non è un bene ovviamente acquisito. Non lo abbiamo mai guadagnato. L’abbiamo trovato. Era lì da quando siamo nati; e solo adesso abbiamo l’occasione per meritarcelo. Tuttavia al nostro sfidante non possiamo cantare la litania ambientalista: Se avesse avuto una sensibilità per l’ambiente avrebbe fatto un altro mestiere; un mestiere ecologico ( il panettiere, che so… ). Ma possiamo convertirlo alla nostra Wildness usando toni da architetto radicale; dicendogli che il cemento è, architettonicamente parlando, un atto impuro. Il cemento è deperibile, non ha durata. E’ vulnerabile. Le Torri Gemelle sono crollate come due budini. Della nostra civiltà non resterà niente di verticalmente significativo. Un orizzonte di macerie; macerie cementizie. Non l’ho convertito. Lo so. E certamente non incolperemo il nostro cementaiolo per le brutte periferie o per l’uso indiscriminato del cemento di cui sono responsabili talune amministrazioni campane. Ma per le conseguenze di una escavazione si! E’ bastata la stupidità o la furberia di chi è al comando di Rio Bo per mettere a repentaglio la serenità di quanti qui vivono in maniera semplice: coltivando l’orto e contemplando il tramonto tra le colline. Non si lascia governare gente di tale fatta, senza una sorveglianza dei cittadini.! Ora sono sorte associazioni e siti di libera opinione, che mi auguro abbiano il buon senso di non mollare la presa, e che soprattutto si attivino per aprire varchi all’intelligenza. Pietravairano va fortificata!. E quindi governata da chi ha qualche titolo in più al Diploma della Prima Comunione.( Per quale motivo hanno studiato i ragazzi di questo posto? Per restarsene con il naso all’aria?) A proposito signor Moccia… Non so che idea lei abbia dei contemplatori del tramonto: le sembra una cosa da poco contemplare un tramonto? Ci vuole una grande concentrazione, lo sa? Basta andare più in là di trenta o cinquanta chilometri, (che so, Capua o Caserta ) per privarsi dello spettacolo che offre Pietravairano. E l’idea che, a causa sua, si sta profilando (Dio ce ne liberi ) di non poter più contemplare il cielo sul profilo del Monte Monaco, proprio no mi va giù. C’è chi, al Nord, è insorto contro l’impossibilità di non poter contemplare il cielo stellato nelle città superilluminate. Si figuri! Cose semplici ma che stanno diventando più preziose dell’oro. A dire il vero, la sua non è una posizione invidiabile. Avendo rinunciato a questa partita, potrebbe andare in un altro posto; ma anche l’altro posto meriterà una difesa strenua. Potrebbe andare in un deserto con qualche collinetta qua e là; eppure anche lì mi sentirei di criticarla. In ogni modo Le chiedo cortesemente di avere rispetto per quanti, qui a Pietravairano (e sono la maggioranza) non hanno messo il denaro nel centro nevralgico della propria ragione. “Cordiali saluti Pan”

Info blog “Pietravairano dice No alle Cave” :

http://www.pietravairanofutura.blogspot.com/

http://pietravairanodicenoallecave.blogspot.com/

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & dintorni”