SAN NICOLA LA STRADA (Ce) – Discarica Lo Uttaro: non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire. Ora anche il professore Salvatore De Rosa, ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell’Università della Calabria, nominato dal Tribunale di Napoli, nelle persone del dr. Oscar Bobbio, Modestino Villani e d. sa Silvana Sica, lo scorso 24 agosto, è giunto alle medesime conclusioni dei Comitati Emergenza Rifiuti: Lo Uttaro è dannosa per la salute, è illegale, e non doveva essere scelta per diventare discarica provinciale. La relazione generale del professore De Rosa è stata consegnata nelle mani di Bobbio Lunedì scorso. Ora quest’ultimo nel corso della prossima udienza dovrà soltanto mettere il sigillo definitivo alla chiusura della discarica. Sono talmente tanti i riscontri negativi trovati dal professor De Rosa che, mantenere in vita e prolungare l’agonia di 200.000 persone, sarebbe un accanimento penalmente perseguibile, oltre che moralmente ingiusto. Fra le tante cose che non vanno, il CTU ha più volte lamentato la mancanza della documentazione richiesta. I lavori di adeguamento del sito, scrive nella relazione, non si sono rilavati tali e sono stati realizzati in corso d’opera. La stessa impermeabilizzazione realizzata con lo schema ad “albero di natale” potrebbe comportare un danneggiamento delle membrane impermeabilizzanti per effetto dell’assestamento dei rifiuti. La legislazione odierna impone che fosse redatto uno “studio di impatto ambientale” che analizzasse gli effetti che potrebbero aversi sulle singole componenti ambientali, eppure nel progetto manca ed i rappresentanti dell’Ufficio del Commissario hanno dichiarato di essere andati in deroga “per motivi di urgenza”. Dalla documentazione emerge, inoltre, che Lo Uttaro, comprendente la discarica preesistente e l’attuale in esercizio, costituisce sin dagli anni ’90, nel suo complesso, una fonte di rischio per la salute pubblica, tanto da essere inserito nel piano regionale di bonifica delle aree inquinate. Aver deciso di andare a sversare altra immondizia va ad aggravare il preesistente stato di rischio e rende più difficile gli eventuali interventi di bonifica. Il fatto più grave riguarda le falde acquifere sottostanti il sito Uttaro. Dai risultati delle analisi chimiche si evince che “…tutta la falda monitorata è inquinata, quello che varia è il grado di inquinamento…”. C’è, inoltre, una ricorrente rilevazione di valori di carbonio organico, caratteristi dei rifiuti abbancati nella discarica in esercizio, molto superiori ai limiti stabiliti dalla legge, che rende i rifiuti pericolosi e non smaltibili nella discarica. Nella Uttaro, dalla documentazione in suo possesso negli anni addietro, non si riesce a sapere che tipo di rifiuti fossero stati sversati, per cui la scelta del sito è da ritenersi “molto discutibile”. Inoltre, la scelta del sito Lo Uttaro, secondo De Rosa, contravviene a quanto stabilisce il punto 1 dell’art. 1 della legge 6/12/2006 nr. 290, e cioè essa contravviene ad indicazioni normative e di merito espresse in più parti e non risulta rispondere ai criteri in base ai quali tale scelta è stata giustificata. ( Articolo a cura del giornalista casertano NUNZIO DE PINTO )

Pubblicatod a red. prov. “Alto Casertano-Matesino & dintorni”