In merito a grave allarme sanitario causato dall’apertura della discarica illegale, inquinante e pericolosa de Lo Uttaro, il COMITATO EMERGENZA RIFIUTI(nella foto 1. Cliccare sopra per ingrandire. Autore foto: Andrea Pioltini) invia lettera a: Alla c.a. del Sig. Sindaco di Caserta; Al Sig. Presidente dell’A. ProvincialeAl responsabile della ASL Caserta Ce1; Al responsabile ARPAC Caserta E, p.c. Assessore alla Sanità Regione Campania Angelo Montemarano; Assessore all’ambiente Regione Campania Luigi Nocera; Presidente Commissione Ambiente Regione Campania Michele Ragosta; Assessore all’Ambiente Provincia di Caserta Maria Carmela Caiola; Sindaci, consiglieri ed assessori dei Comuni di Caserta, San Nicola L. S., San Marco Ev., Maddaloni; Alla Stampa. Loro sedi.

Oggetto: Discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro. Richiesta atti e azioni cautelative per la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente. Alleg.n.1 . Il Comitato Emergenza Rifiuti (nella foto 2 il rappresentate dott. Giuseppe Messina. Cliccare sopra per ingrandire. Autore foto: Andrea Pioltini) di Caserta in relazione all’argomento in oggetto indicato espone quanto segue: Premesso che a seguito all’attivazione della discarica ubicata nella cava Mastropietro in località Lo Uttaro di Caserta, voluta dal sig. Sindaco ci Caserta e dal Presidente dell’A.P. individuata da una specifica commissione e determinata con ordinanza n. 3 del gennaio 2007 del Commissario per l’Emergenza Rifiuti della Regione Campania, il giudice Fausta Como, del Tribunale di Napoli, in considerazione del pregiudizio imminente ed irreparabile per la salute dei ricorrenti, in data 2 agosto 2007 ordinava all’ACSA CE3 l’astensione dalla gestione e dall’esercizio dell’impianto; Rilevato che la discarica, in virtù della sospensiva concessa dallo stesso Tribunale di Napoli e in attesa dell’esito del ricorso presentato dal Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Campania, ha continuato la sua attività danneggiando ulteriormente le matrici ambientali, già compromesse; Rilevato che il suddetto Tribunale, nell’ambito del Procedimento iscritto al n. 31011 + 31038/2007 R.G., ha nominato in data 24 agosto il Prof. Salvatore De Rosa dell’Università della Calabria, quale Consulente Tecnico d’Ufficio, al fine di relazionare, tra l’altro, sul pregiudizio che l’esercizio della discarica comporta per la salute dei cittadini e che la relazione, depositata dal CTU stesso il 15 ottobre 2007 conferma in toto l’ordinanza del Giudice Como sulla possibilità di danno imminente e irreparabile per la salute dei cittadini, oltre a registrare fatti e circostanze nuovi di rilevanza penale e ambientale gravissimi (lavori inesistenti, progetti ripetuti, allocazione del sito, mancata consegna di atti, ecc.); Rilevato che i cittadini dei Comuni di Caserta, San Nicola La Strada, Maddaloni e San Marco Evangelista, preoccupati per la propria salute, sentimento aggravato dai predetti pronunciamenti, hanno manifestato più volte, anche alla SSLL, evidente apprensione ed ansia anche attraverso manifestazioni pubbliche, per la realizzazione di un’ulteriore discarica in una località che la Regione Campania, già nel settembre 2005 indicava come “sito di interesse nazionale” da mettere in sicurezza e da bonificare e che la legge 230 del dicembre 2006 scartava quei luoghi in quanto già interessati da oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti, di incerta natura e provenienza, da aree di trasferenza e di stoccaggio; Ricordato che tali sentimenti sono stati sempre accompagnati da senso di responsabilità e partecipazione proponendo alternative e procedimenti amministrativi adeguati; Rilevato che tali sentimenti sono vieppiù aggravati dalla carente gestione della discarica, (accompagnata da una pervicace volontà da parte dei responsabili di quell’ente pubblico, di occultare atti richiesti, oltre che da questo Comitato, anche dal CTU) che conferma quanto più volte già rappresentato dal Comitato dei Garanti nominato dal Commissariato per l’emergenza rifiuti; Considerato che occorre porre in essere, con ogni consentita urgenza, atti e azioni utili che salvaguardino la salute pubblica, la falda freatica, l’ambiente e il paesaggio compromessi dalla presenza di una discarica di fatto illegale e pericolosa che ha compromesso forse in maniera irreparabile le matrici ambientali in continuità con precedenti discariche dove si è sversato, in siti non idonei, milioni di tonnellate di rifiuti di incerta provenienza e natura e ancora oggi, a distanza di oltre 13 anni dalla chiusura producenti quantità imprecisate di percolato; Il Comitato Emergenza Rifiuti si rivolge alle SSLL, indipendentemente da un pronunciamento dei giudici del Tribunale di Napoli, fissato per il 7 novembre p.v., che certo non potrà modificare uno stato dei luoghi dov’è in corso un autentico disastro ambientale e sanitario, Al sig. Sindaco di Caserta (nella foto a dx) si chiede, nella sua qualità di Ufficiale del Governo, che sovrintende alla emanazione degli atti in materia di sanità e di igiene pubblica, che può adottare provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità e di igiene al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini, vista l’eccezionalità della problematica: 1. provvedimenti per la chiusura ad horas della discarica Lo Uttaro di Caserta, l’allontanamento del percolato, la messa in sicurezza dei luoghi; 2. di avanzare richiesta al Commissario per le bonifiche per lo svuotamento dell’ impianto illegale e pericoloso dai rifiuti e la bonifica dell’area; 3. la rimozione e messa in sicurezza dei rifiuti giacenti nei siti di stoccaggio e di trasferenza ubicati nella stessa località, così come previsto dal Protocollo d’Intesa firmato tra il Commissariato, la S.V. e il Presidente della Provincia di Caserta l’11 novembre 2006; 4. l’avvio immediato di un piano di raccolta differenziata dei RSU, comprendente l’utilizzo di impianti di compostaggio dell’umido e l’avvio del riciclaggio delle materie in essi contenute attraverso i contratti con i consorzi, in modo da raggiungere almeno la percentuale prevista dalle vigenti normative; 5. la promozione di atti giudiziari allo scopo di individuare e punire i responsabili del disastro ambientale e sanitario perpetrato sul territorio comunale, anche attraverso l’occultamento di documenti pubblici o l’uso di documenti alterati o non veritieri per realizzare la discarica nel sito Mastropietro nonostante che questo non fosse né adeguato, né rispondesse alle esigenze e richieste del commissario di governo per l’emergenza rifiuti. Al Sig. Presidente della Provincia ( nella foto a dx) i cui compiti, sono tra l’altro, la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell’ambiente, la prevenzione delle calamità; la tutela e valorizzazione delle risorse idriche; la protezione della flora e della fauna; l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti, chiede: 1. Atti e azioni finalizzati a ripristinare lo stato di normalità del suolo e della falda freatica interessata dalle attività di sversamento di rifiuti in siti non idonei; 2. Atti e azioni per individuare e punire i responsabili di codesta amministrazione che hanno omesso di effettuare i controlli come per legge e che, con atti e dichiarazioni false, hanno di fatto consentito la realizzazione di una discarica illegale e pericolosa esponendo la popolazione a rischio sanitario certo e all’alterazione gravissima delle matrici ambientali; 3. Atti e azioni per individuare e punire i responsabili del Consorzio Acsa CE3 che hanno ripetutamente occultato documenti sulla gestione della discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro, consentendo una gestione fallimentare quanto pericolosa per l’ambiente e la salute dei cittadini; 4. l’indizione di una conferenza pubblica per fare il punto della situazione e per ascoltare da codesta Amministrazione Provinciale il Piano del ciclo dei rifiuti per la Provincia di Caserta, così come da incarico preciso del Commissario di governo per l’emergenza rifiuti sancito dal protocollo sopra richiamato, nonché le proposte immediate per superare l’attuale crisi. All’ARPAC che ha, tra l’altro, i compiti di rilasciare autorizzazioni al trattamento dei rifiuti in discarica, predisporre piani di risanamento, sviluppare attività di monitoraggio, prevenzione e controllo orientate a tutelare la qualità del territorio; effettuare la vigilanza e il controllo del rispetto delle normative vigenti chiede di: 1. ritirare l’autorizzazione all’esercizio della discarica Lo Uttaro in quanto pericolosa, dannosa all’ambiente e alla salute pubblica, non a norma e gestita senza cognizione di causa per rendere efficace ed efficiente l’impianto, costruito male e gestito peggio; 2. mettere in atto, con il Gruppo Emergenze Ambientali di codesto ente, un’accurata ispezione finalizzata alla elaborazione urgente di un piano di risanamento da presentare al Commissario per le bonifiche; All’ASL CE1 che ha, tra l’altro, i compiti di promuovere, attivare e potenziare interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, in particolare alle fasce a più alto rischio, il Comitato Emergenza Rifiuti chiede: 1. di effettuare uno screening sanitario della popolazione che gravita attorno alla discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro, allo scopo di rilevare e conoscere eventuali patologie e consentire comunque, attraverso il monitoraggio della zona, così pesantemente esposta all’inquinamento grave delle matrici ambientali e che ha coinvolto almeno 200.000 abitanti, la situazione sanitaria e ambientale. Restiamo in attesa di urgente riscontro, ai sensi della legge 241/90. Si allega perizia 15 ottobre 2007 del CTU prof. Salvatore De Rosa. ( Relazione CTU del professor De Rosa è scaricabile su Ambienti. Clicca su questa scritta epr aprire la pagina)
Per il Comitato Emergenza Rifiuti: Antonio Roano – Giuseppe Messina – Giovanna Maietta – Massimo de Gregorio – Giovanni Di Fresco – Lorenzo Tessitore – Maria Adele Del Vecchio – Roberto Borghi – Nicola Tiscione – Antonio Rossi – Don Oreste Farina – Altieri Francesco – Pasquale Costagliola – Mario Cozzolino.
Italia Nostra; Legambiente Caserta; LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli); WWF Caserta; W.W.F. Aversa; Terra Nostra; CO.AS.CA.; Co.De.Par.; Comitato Civico in difesa dell’acqua CE; Viviamo la Scuola CE; Casa Zaccheo (Padri Sacramentini CE); Comitato “Macrico Verde”; Vivereinsieme; Comitato “Caserta Città di Pace”; Coop. New Hope; A.V.O.; Auser Filo d’Argento; Amici di Beppe Grillo “Cittadini attivi” Caserta; A.D. Scacchistica CE; Laboratorio Millepiani; Centro Sociale ex Canapificio CE; Movimento per la Pace; Associazione Diotima; ACLI; Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia). Comitato Emergenza Rifiuti -(Comunicato inviato dal dott. Giuseppe Messina)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & dintorni”

 Segue articolo 2 correlato:

COMITATO EMERGENZA RIFIUTI CASERTA, SAN NICOLA LA STRADA, MADDALONI, SAN MARCO EVANGELISTA

PER LA DISCARICA-DISASTRO  A LO UTTARO IL COMITATO EMERGENZA RIFIUTI AVVIA NUOVE INIZIATIVE LEGALI E CHIEDE URGENTI PROVVEDIMENTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA. STAMATTINA NELLA CONFERENZA STAMPA AL CIRCOLO NAZIONALE DI CASERTA IN PIAZZA DANTE 1.

Un esposto alla Magistratura, uno alla Corte dei Conti, una lettera al prefetto-commissario Alessandro Pansa e una per chiedere a tutte le autorità responsabili, innanzitutto al sindaco di Caserta per le sue funzioni, l’immediata chiusura della discarica pericolosa a Lo Uttaro. Queste sono le prime iniziative intraprese dal Comitato Emergenza Rifiuti dopo la relazione del CTU professor Salvatore De Rosa per l’azione giudiziaria in corso presso Il Tribunale di Napoli. La relazione ha confermato tutti gli elementi di allarme sull’impianto che sta avvelenando aria, terra e acqua a Caserta e in almeno tre comuni limitrofi (San Nicola La Strada, Maddaloni, San Marco Evangelista), dove vivono oltre 200 mila persone. Indica inoltre sviluppi e retroscena inquietanti di una vicenda dalla quale potrebbero emergere gravi responsabilità penali. Mentre nelle strade della zona, e di molti luoghi della provincia, si accumulano i rifiuti che, secondo le promesse fatte circa un anno fa, avrebbero dovuto essere smaltiti in fretta e con efficienza grazie alla discarica. Della situazione rifiuti a Caserta e della discarica a Lo Uttaro i maggiori responsabili – il commissario governativo Guido Bertolaso, poi sostituito da Pansa, il sindaco della città Nicodemo Petteruti, il presidente della Provincia Sandro De Franciscis, firmatari del Protocollo d’Intesa in base al quale è stato riaperto nell’aprile scorso l’impianto – spesso hanno preferito non parlare e non far parlare. Perché è qui che si possono verificare in pieno l’inettitudine e il fallimento delle azioni  promesse e pubblicizzate come rimedi per la cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania che dura ormai da circa 14 anni. La discarica a Lo Uttaro era stata addirittura indicata come “modello virtuoso” rispetto alla situazione regionale. Una virtù che ha forse fruttato qualche momentaneo credito politico-mediatico a chi ha organizzato lo scempio, ma che ai cittadini di Caserta e dintorni è costato già mesi d’inferno e minacce sicure per la loro salute di cui è difficile calcolare quanto dureranno ancora, anche se, come appare indispensabile, la discarica verrà immediatamente chiusa. E i rifiuti dove li mettiamo? È questa la domanda con cui chi ha il compito di decidere sui rifiuti terrorizza la popolazione, per difendere scelte scriteriate. Mentre in realtà i rifiuti, a Caserta e altrove, continuano a restare in strada con i conseguenti micidiali effetti. A tutto questo il Comitato Emergenza Rifiuti non ha opposto semplicemente un no, ma ha anche sempre indicato razionali vie alternative e la necessità di un confronto pubblico sui nodi di un sistema che finora è stato capace di provocare solo catastrofi. Nel corso della conferenza stampa l’avvocato Luigi Adinolfi, che sta conducendo l’azione legale ex articolo 700 c.p.c. per la chiusura della discarica – udienza al Tribunale di Napoli il prossimo 7 novembre – ha spiegato come la relazione De Rosa definisca una maggiore entità, con rilevanze anche penali, del misfatto ambientale segnalato nella prima sentenza dell’agosto scorso, che portò per un giorno alla chiusura della discarica, riaperta per un “reclamo” da parte del commissariato. Nonostante l’ostruzionismo praticato anche nei suoi confronti da parte di alcuni detentori delle documentazioni, De Rosa ha potuto accertare che restano ignote le ragioni per cui è stato prescelto il sito Lo Uttaro a preferenza di altri in contesti meno critici, e che il progetto preliminare e i relativi rilievi indicavano un’area differente da quella poi utilizzata. Sono stati persino stanziati 70 mila euro per l’eliminazione di piante di alto fusto del tutto inesistenti nel sito effettivamente utilizzato. C’è inoltre la conferma che la nuova discarica è andata a coprire e a nascondere precedenti situazioni di abuso con conferimenti “di cui non si conosce la natura” (come segnalato in una dichiarazione 28/7/1995 del prefetto Catalano e in una nota 16/2/2001 della Prefettura di Caserta). Giuseppe Messina(nella foto a dx il rappresentate dott. Giuseppe Messina. Cliccare sopra per ingrandire. Autore foto: Andrea Pioltini), del comitato scientifico di Legambiente, anche tra i principali animatori del Comitato Emergenza Rifiuti, ha ricordato che danni come quelli provocati attraverso Lo Uttaro alla falda freatica “possono diramarsi per molte centinaia di chilometri e durare addirittura oltre un millennio”. “C’è chi ha puntato a far diventare la Campania una pattumiera tossica – ha detto Messina. – Se non si comincia a rimediare subito, con le bonifiche, che a Caserta devono essere immediate e veloci, questa sarà una delle maggiori catastrofi mai viste dall’umanità. Neanche nel più sgangherato paese sudamericano sarebbe venuto in mente a qualcuno di aprire una discarica a 400 metri da un nuovo albergo a 5 stelle, dall’area in cui dovrebbe sorgere un Policlinico, da quartieri densamente abitati. E per giunta questa è, come da mesi stanno ripetendo i nostri tecnici nel comitato garanti, Lembo e Santagata, solo una caricatura di discarica”. L’avvocato Adinolfi ha chiesto al Tribunale di Napoli la conferma del precedente provvedimento del giudice Como che imponeva la chiusura. Ciò, ha dichiarato, anche «al fine di impedire che chi ha inquinato lucrando a danno della collettività, abbia alla fine un premio in denaro pubblico, con esenzione dall’obbligo di bonifica del sito da lui inquinato come stabilito dal Commissariato per le bonifiche dei siti inquinati. La bonifica con spese a carico dell’inquinatore era l’unica cosa che per legge e logica poteva essere fatta su quel sito, e non certamente un esproprio da indennizzare con i soldi dei cittadini – ed eventuali altri indennizzi per ristoro e danni – per tombare rifiuti tramite la realizzazione di una nuova discarica che si sovrappone ad una abusiva che ha sversato e che continua a sversare milioni di mc di percolato nella falda».

Il Comitato Emergenza Rifiuti non ha trascurato neanche stamattina gli aspetti propositivi. Ha chiesto formalmente l’avvio immediato nei comuni della provincia della raccolta differenziata con il sistema porta a porta. Per un altr’anno a Caserta, e altrove nella regione, si sono preparati solo pasticci avvelenati e non si sono progettate e attivate alternative. Negli ultimi mesi l’attutirsi, soprattutto mediatico, della cosiddetta “emergenza rifiuti” è stato effetto di un maldestro gioco di prestigio. Solo l’avvio di un ciclo razionale di smaltimento dei rifiuti potrà scongiurare altri disagi per la cittadinanza e altre catastrofi. ( Relazione CTU del professor De Rosa è scaricabile su Ambienti. Clicca su questa scritta epr aprire la pagina)
Segnalazione blog Comitato Emergenza rifiuti CE : www.ambienti.wordpress.com

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