La professoressa Rita Giuliani dell’ Università La Sapienza ne ha parlato pure in un convegno a Berlino. LA FESTA DEI CORNUTI DI RUVIANO RACCONTATA DAL giornalista Giuseppe SANGIOVANNI SBARCA NEL MONDO. Il tradizionale evento finito in due volumi dell’Università di Padova e in Russia

Ruviano(Caserta)- ( Reportage di Giuseppe Sangiovanni) Ruviano, il paese dei cornuti finisce nel mirino dell’Università’ La Sapienza di Roma. E non solo. Un fenomeno sottovalutato nella città della Reggia- diventato oggetto di ricerca e studio da parte della professoressa Rita Giuliani, titolare della II Cattedra di Lingua e Letteratura russa- presso l’importante polo universitario romano. Non uno dei tanti docenti universitari italiani- ma una figura di grande spessore: membro della redazione della rivista internazionale di studi russistici e rappresentante in Italia di “Vsemirnoe” slovo”, edizione russa di “Lettre Internationale”. Membro della “Società Teatrale M. Bulgakov” di San Pietroburgo. Coordina il Dottorato di ricerca in Slavistica. Frenetica l’attività di ricerca, che ha prodotto più di quaranta pubblicazioni, privilegiati i seguenti temi: L’opera letteraria di L.Andreev e M. Bulgarkov, scrittori russi del 900(Leonid Andreev, 1977; Michail Bulgarkov, 1981; L’opera postuma di Ribellino(è stata allieva), di cui ha pubblicato saggi inediti di letteratura russa)L’arte della fuga, 1987; Per Anna Karenina, 1995. Da tempo si occupa di letteratura italiana nell’opera di autori russi(della Roma dell’800)- dedicando all’argomento i volumi Vittoria Caldani Lapcìenko: “La fanciulla di Albano”, nell’arte nell’estetica e nella letteratura russa(1995), la miscellanea internazionale di studi Obraz Rimav Russkoi literature(limmagine di Roma nella letteratura russa)Roma-Samara 2001 e la monografia la “meravigliosa” Roma di Gogol(2002). Questa in sintesi Rita Giuliani, monumento della cultura mondiale- che scriveva al giornalista Giuseppe Sangiovanni, autore dell’articolo e foto sui cornuti di Ruviano: Egregio dottor Sangiovanni, insegno Letteratura russa alla “Sapienza” di Roma e sto pubblicando un articolo sulla descrizione di una “festa dei cornuti” fatta da un grande scrittore russo dell’inizio del 900: Leonid Andreev. Nell’articolo cito abbondantemente il Suo articolo del 2003 sulla festa dei cornuti a Ruviano. Ne ho anche parlato a un convegno a Berlino nel luglio 2005- e in quella sede ho proiettato le immagini di commento al Suo testo. Siccome sto pubblicando l’articolo in un volume dell’università di Padova, vorrei sapere da Lei, detentore del copyright, se potesse autorizzarmi a pubblicare news e foto tratte dal Suo articolo. Siccome i miei lavori vengono sistematicamente saccheggiati o scopiazzati senza indicazione delle fonti, io detesto fare altrettanto. Spero l’anno prossimo di riuscire a venire a Ruviano per l’11 novembre, credo che ne valga la pena. Cordialmente- Rita Giuliani.E proprio ieri, la docente della Sapienza ha scritto nuovamente a Sangiovanni e direzione della testata on line che ha pubblicato il pezzo del giornalista caiatino : “ Nell’approssimarsi della Festa(n.d.r.dei cornuti di Ruviano), mi è gradito confermarVi che il testo dell’intervento è stato pubblicato, con tanto di foto (per le quali avevo chiesto e ottenuto l’autorizzazione dall’autore dell’articolo che citavo) in una miscellanea dell’Università di Padova e, questa non ve l’aspettavate!, anche in russo in un volume uscito nel 2006 ad Orel (Federazione russa). Un motivo di orgoglio in più per i festeggiati, per definizione “cornuti e contenti “! Cordialmente Rita Giuliani

 

Ogni anno si ritrovano nel paesino casertano per festeggiare e sfilare in processione

RUVIANO, LA PATRIA DEI CORNUTI

Tanta goliardia per esorcizzare il pericolo incombente di diventare autentici becchi

Caserta– Ruviano, ovvero la patria dei cornuti. Una leggenda, divenuta “realtà”, alla fine degli anni settanta, quando alcuni giovani pieni di entusiasmo ed ardenti d’amore per la terra natia, vollero dare seguito alla leggenda tramandata da secoli di generazione in generazione. Per diventare cornuti doc! Una presa di coscienza sulla necessità di difendere il “marchio”- in via d’estinzione. Per non dimenticare il curioso e bizzarro rito, verosimilmente già presente in era pagana, nel minuscolo paesino della provincia di Caserta: interrotto negli anni anche per lunghi periodi, e di tanto in tanto ripreso – che ormai da un quarto di secolo (XXVII edizione) – si celebra puntualmente ogni anno. Tutto iniziò come uno scherzo. Il cupo mese di novembre. Si riunirono, si dettero da fare, spesero la loro baldanza giovanile, ma anche i pochi spiccioli che avevano da parte, affrontarono diffidenze ed incredulità, freddezze ed assenteismi, decisi a celebrare la Festa dei Cornuti – collocata l’undici novembre, in onore di S.Martino, noto protettore dei portatori d’aculei. Andò tutto per il meglio. Sfilando coraggiosamente in processione per le strade del paese, con mastodontiche corna sulla testa, in una sorta di “autoflagellazione collettiva”. Furono premiati da applausi e da lodi esterne- ma anche dalla soddisfazione interna che la coscienza del bene regala agli uomini di buona volontà. E fu sull’eco del successo della festa, che l’anno dopo i cornuti organizzati, diventati per l’occasione una ventina- tornarono all’assalto. Decisi a dare soluzione di continuità alla tradizionale festa. La fine dell’estate di quell’anno fu il preludio alla nascita di un’associazione. L’ACR: Associazione Cornuti Ruvianesi. “Nata con lo scopo di far valere i propri diritti, per alleviare le sofferenze delle persone colpite dalla sindrome dei bernoccoli, per aiutarle in modo corretto sul piano neuro-riabilitativo, tramite un sereno confronto con le altre vittime”- sottolinea divertito uno dei soci fondatori. Associazione cresciuta negli anni, per l’arrivo di nuovi adepti, ogni anno in fila per ricevere il “battesimo” e la conseguente patente di becco. Cornuto è bello. I duemila abitanti del paesino casertano sono orgogliosi di esserlo- e l’undici novembre di ogni anno si ritrovano, provenienti dall’intera penisola (qualcuno anche dall’America) – per festeggiare il loro patrono, sfilando in processione, con gioia e “speranza”- con tanto di stendardo, santo, monaco, chierichetto e presidente – tutti in costume tipico, accompagnati dalla banda per cantare il caratteristico inno dei cornuti: processione che si conclude l’incendio del fantoccio di pezza, naturalmente munito di grossi aculei. Uniti dalle armi portate sulla testa, “mimetizzati” per gioco- con buona dose d’ironia. “Terapia” per allontanare lo spettro di “pesi” veri sulla fronte- per dribblare ed esorcizzare l’incombente pericolo: l’anamnesi di qualche “antropologo”del luogo. In passerella becchi di tutti i tipi- con corna lunghissime, personalizzate, tecnologiche. Goliardia, ironia, folklore- per valorizzare il “prodotto tipico ruvianese. Le corna Processione, inno, battesimo nuovi adepti, discorso del Presidente dell’Associazione, che elenca ogni anno le dieci buone regole del cornuto doc. Per finire, tutti cornuti e contenti al ristorante, per una cena esclusiva. L’ingresso riservato solo a persone con carico pendente sulla testa, previa esibizione certificato- cornuto-doc, “attestato precedentemente dalle divertite consorti”. Rimaste a casa a “produrre” il prodotto tipico locale! Ruviano, patria dei cornuti- che sorprendentemente sono saliti in cattedra(almeno in due università italiane, in un convegno a Berlino, ed in volumi universitari. A quando la festa nazionale? Festa terapizzante per milioni d’italiani spesso alle prese con il fastidiosissimo peso sulla testa: un buon metodo per alleviare il doloroso carico pendente! ( Articolo a cura del giornalista freelance di Caiazzo Giuseppe Sangiovanni )

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & dintorni”