L’appello dei comitati ambientalisti caleni dal sito di Carabottoli (Francolise) MAMME E BAMBINI(nella foto, cliccare sopra per ingrandire)  CHE CON IL ROSARIO IN MANO HANNO DETTO STOP AI 600 MILITARI e recitato preghiere nonostante il freddo fino alle ore 17,30 odierne

Francolise(Ce)-RIFIUTI. Il mostro è arrivato. 600 tra militari, uomini della polizia, della guardia di finanza, QUESTA MATTINA ALLE 5.00 volevano occupare le nostre terre. Non sapevamo se a Pignataro o a Carabbottoli: hanno scelto, per il momento, il secondo sito. LA POPOLAZIONE ERA ALLERTATA: PER ORA IL MOSTRO E’ BLOCCATO.  CHIEDIAMO AIUTO, ABBIAMO BISOGNO DI PERSONE CHE FISICAMENTE DIANO UNA MANO ALLA POPOLAZIONE, (MAMME E BAMBINI CHE CON IL ROSARIO HANNO DETTO STOP AI 600 MILITARI). AIUTATECI!!!

(Segue dal blob dei comitati caleni ambientalisti. Ultim’ora:) “Dobbiamo dire un grazie clamoroso alle mamme e ai bambini che nonostate il freddo penetrante non hanno abbandonato un solo istante il presidio di Carabbottoli. E’ stato emozionante e commovente vedere come centinaia di forze dell’ordine complete di caschi e manganelli si siano dovute fermare davanti a bambini e donne che pregavano e recitavano il rosario. grazie siete stati grandi con la vostra misera altezza e con il vs enorme cuore. Grazie da tutti noi”.

Info Ultim’ora su: EcoBlog Comitati ambientalisti caleni “No a Carabottoli(Clicca su questa scritta per aprire la pagina del sito)

e su altro blog 2 del Comitato ambientalista “Terra Felix No al sito di Carabottoli”

Segue art.

La Lunga notte di Carabottoli“( di Giulio Finotti)

Donne e bambini davvero piccoli dinanzi a tutti, per fermare, intenerire, mettere in difficoltà i centinaia di poliziotti chiamati a intervenire per far sì che la cava di Carabottoli a Carinola (Caserta) possa aprire ed ospitare centinaia di ecoballe. Hanno resistito tutta la notte, al freddo e al gelo, recitando il rosario e intonando canti natalizi. Al sorgere del sole, non prima delle 7 di mattina, scopri che tutto attorno l’erba dei campi è gelata, ricoperta di una patina bianca di ghiaccio. Così è anche per le automobili parcheggiate nei dintorni e in strada per impedire il passaggio delle ruspe scortate dalle forze dell’ordine. Si teme l’arrivo dei poliziotti. La notizia era rimbalzata di bocca in bocca, di cellulare in cellulare. Le donne parlando tra loro dicono che pure i poliziotti devono “campare” e portare lo stipendio a casa, che sono “gente” come loro. Alcuni bambini piangono, hanno paura quando c”è più agitazione per l’arrivo della polizia che ancora non si sà con quali intenzioni (o disposizioni) sia arrivata. Le mamme li stringono e li rincuorano “non succederà niente”. Un parroco parla del 28 dicembre: giorno dedicato alla strage degli innocenti. Lo stesso parroco richiama i ragazzi più giovani, quelli dai 13 ai 16 anni a stare dietro, a non intervenire, a non manifestare il loro carattere irruento. E’ un bel presidio quello di Carinola. Organizzato, partecipato; ma non è una festa. Da oltre 10 giorni gli abitanti di Carinola e dintorni resistono al freddo delle campagne per impedire che quella che considerano senza dubbi la loro terra possa essere avvelenata dalla ecoballe. Hanno montato dei capannoni dove la gente si ripara o dorme riscaldata dai caloriferi a forma di fungo divenuti di moda nei locali dell’intrattenimento notturno all’aperto. C’è un bigliardino e ragazzi che giocano a carte. Si ammazza il tempo. Vi sono dei trattori, uno dei quali impantanatosi nella terra e lasciato lì volontariamente, perchè più difficile da spostare così com’è, e v’è un grosso rimorchio utilizzato come riparo dalle donne più anziane e dai bambini. La polizia arriva all’alba. E’ ancora buio, non si vede molto. V’è tensione, ma la situazione resta sempre sotto controllo. Il parroco continua a pregare dagli altoparlanti, e si finisce col cantare come se si stesse attorno al camino di casa propria. E sono in molti che ad alta voce si chiedono il perchè debbano stare lì il 28 dicembre e “nel mese di Natale” invece di stare a casa loro tranquilli. Moltissime donne ripetono ad alta voce – forse per tranquillizzare i bambini, forse per darsi coraggio – che loro non sono lì per fare la guerra, ma solo per difendere i diritti della propria terra, e che per questo motivo non hanno nulla da temere. La polizia arriva. Un gran spiegamento di forze. Circa 200-300 uomini tra poliziotti e carabinieri. Per fortuna si evita di intervenire – per lo meno fino al momento in cui scriviamo questo articolo – e la situazione sembra tranquillizzarsi. Mamme e bambini continuano a cantare canzoni di chiesa mentre il sole sorge proprio alle spalle della cava di Carabottoli. Lasciamo così Carinola e la sua gente. Gente di gran dignità, che dopo 15 giorni di resistenza – perchè comunque la si pensi si tratta di vera e propria eroica resistenza – non s’è lasciata andare ad alcun gesto sconsiderato o di violenza, così come a nessuna parola fuori posto nei confronti delle forze dell’ordine. Un popolo che reclama di poter vivere in modo sano, senza veleni nei propri terreni e nelle proprie acque, senza pericoli per le proprie aziende del settore alimentare. Una popolazione fortemente radicata, come insegna un ragazzo che lavora in Scozia, e i cui genitori vivono a Caserta, ma che era lì perchè originario di Francolise: “la nostra terra”. (Fonte: www.finotti.info Foto: Giulio Finotti )

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”