Piedimonte Matese(Ce)-. Le polemiche sul destino dell’area ex cotonificio non finiscono infatti il Consigliere Comunale di F.I. Nicola De Girolamo (nella foto) ha scritto una lettera al Responsabile dell’Ufficio Tecnico, Al Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia, Al Responsabile del Procedimento, al Sindaco di Piedimonte Matese  e alle forze dell’ordine riguardo all’ Ordinanza di sospensione lavori n° 123 del 21/11/2007 per i fabbricati produttivi dismessi dell’ex cotonificio del Matese sito tra S.S. 158 e Via Canneto avente come oggetto l’ Opposizione motivata alla proroga termini (n° 02) del 04/01/2008 a firma del Responsabile del Procedimento e Responsabile dell’Area Tecnica c/o Comune di Piedimonte Matese. In questa lettera De Girolamo dice: Ai fini dell’esercizio dei doveri di controllo e di rendicontazione all’elettorato, connessi alla carica ricoperta dallo scrivente, ho l’onore significare all’Ing. Ernesto Palermiti, nella triplice veste epigrafata (Capo dell’U.T.C., Responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia, Responsabile del Procedimento de quo), ancorché al Sindaco, al Segretario Comunale ed al Comandante della Polizia Municipale di Piedimonte Matese, quanto appresso. Mi riferisco al “progetto di messa in sicurezza, adeguamento statico, antincendio e igienico-funzionale, con riconversione della destinazione d’uso, dei fabbricati produttivi dismessi dell’ex cotonificio del Matese sito tra S.S. 158 e Via Canneto”. L’estensione della titolazione progettuale – testè riprodotta – la dice lunga e costituisce l’alibi per porre, immediatamente, un gravame preliminare, consistente nella dubbia valenza di legittimità dell’iter, conclusosi con il fare passare un imponente progetto di riconversione (?) della destinazione d’uso – IN CARENZA DI UNO STUDIO E DI UNO STRUMENTO DI PIANIFICAZIONE URBANISTICA CONFACENTE ALLA CODIFICAZIONE NORMATIVA DI RANGO STATALE, REGIONALE E PROVINCIALE – con il ricorso al mero istituto della d.i.a. (prot. 27508 del 04/12/2006) – nella fattispecie, NON CONSENTITO. All’Ufficio ricevente incombeva, ex ante, l’obbligo cogente ed inderogabile di ostare la formazione dell’efficacia della d.i.a. per decorrenza del termine prescritto, motivandone i contrasti alla Legge Urbanistica fondamentale, dalla quale deriva l’obbligo di sottostare all’osservanza delle norme di salvaguardia che sono a presidio dell’uso, della gestione e del controllo del territorio, in assenza di una pianificazione preordinata, consacrata preventivamente dagli atti di congruità e di assenso formale. Tanto non è stato fatto, cosicché la Soc. SE.RI. s.r.l. (proponente la d.i.a. prot. 27508 del 04/12/2006) si è trovata esposta ad un controllo ex post dell’attività edilizia frattanto posta in essere, quale conseguenza dell’apparente efficacia della d.i.a. presentata agli Uffici Comunali; a ciò aggiungasi che l’attività di controllo effettuata in sito dalla P.M., ha posto in luce una seria di difformità dal titolo che hanno imposto al Comune l’adozione di un’ordinanza di Sospensione (n° 123 del 21/11/2007). Tale provvedimento di natura cautelare tuttavia è stato adottato in spregio alla disposizione di cui al II comma dell’art. 27 del D.P.R. 380/2001, che impone alla P.A. di procedere all’immediata adozione di provvedimenti di natura sanzionatoria, nei casi, come quello di specie, in cui l’attività edilizia realizzata sine titulo avvenga su aree sottoposte a vincolo. A ciò aggiungasi che l’ufficio in indirizzo, adottando la recente ordinanza n° 02 del 04/01/2008″ di proroga “ad interim” dei termini di validità della precedente Ordinanza n° 123 del 21/11/2007, sta proseguendo sulla strada dell’illegalità. È noto, infatti, che l’ordinanza di sospensione dei lavori disciplinata dal III comma dell’art. 27 del D.P.R. 380/2001 è atto unico ed irripetibile, che ha una efficacia non prorogabile di 45 giorni: alla scadenza, se non sono intervenute eventuali sanatorie (ove ammissibili ed assentibili) devono obbligatoriamente scattare i provvedimenti repressivi, già indicati nella Sospensione medesima. In questo spettro normativo non trova collocazione giuridica la “Ordinanza di Sospensione lavori n° 02 del 04/01/2008” che proroga “ad interim” i termini di validità della precedente Ordinanza n° 123 del 21/11/2007. È opportuno evidenziare che l’istituto della sospensione è un atto cautelativo immediato, posto a tutela degli interessi del presunto trasgressore, onde impedire la proliferazione dei danni conseguenti alla prosecuzione dei lavori e, nel contempo, fornire all’Ente ordinatore di esperire i dovuti accertamenti, concedendogli, appunto, 45 giorni. Nella fattispecie, invece, questo iter è stato “invertito” poiché l’Ing. Palermiti ha prima accertato in loco le violazioni (v. relazione 19/11/2007), proponendo anche l’adozione dei provvedimenti repressivi (demolizione e ripristino dello stato dei luoghi) e, immediatamente dopo, ha pontificato l’Ordinanza di Sospensione n° 123 del 21/11/2007. Si opina, inoltre, che, nella fattispecie, all’Ing. Palermiti incombeva ed incombe tuttora l’obbligo di avviare la procedura di annullamento degli atti assentivi, dichiarando l’inefficacia (per decorrenza dei termini), ormai, delle due Ordinanze di Sospensione, onde evitare la proliferazione dei danni alla medesima Soc. SE.RI. s.r.l. che potrebbe attivare eventuali procedure di risarcimento del danno derivante dall’illegittimità degli atti posti in essere da Codesto Ufficio, con evidenti ripercussioni sulle casse erariali. L’azione di allertamento condotta dallo scrivente nella vicenda de qua è finalizzata proprio ad apportare un contributo collaborativo, inteso ad evitare la concretizzazione del paventato danno erariale che si ripercuoterebbe significativamente sulla collettività. Il contributo è esteso, altresì, a sollecitare l’Amministrazione a programmare adeguatamente la trasformazione della zona in questione attraverso uno studio di pianificazione conforme alla legislazione urbanistica. Nel confidare di essere congruamente notiziato sulla definizione dell’iter amministrativo, afferente l’oggettivazione trattata, onde poter soddisfare le esigenze espresse dall’elettorato che mi onoro di rappresentare, porgo le mie cordialità.” (Articolo a cura del giornalista matesino Pietro Rossi)


Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”