Alife(Ce)- Una folla trabocchevole e commossa si è ritrovata sabato pomeriggio nel duomo di Alife per dare l’ultimo saluto a Pietro Antonio D’Ascoli (nella foto sotto a dx) , il sedicenne scomparso la settimana scorsa, pare per i postumi di un bacio. “Sarà uno stuolo di angeli a riceverti nel Paradiso al fianco del Padre!” ha assicurato con commozione don Pasquale Rubino durante l’omelia, nel corso del rito funebre officiato davanti a una folla incredibile, accorsa da ogni dove per dare l’ultimo saluto a Pietro D’Ascoli, scomparso sabato 19 gennaio, a sedici anni, per una forma di mononucleosi, volgarmente detta “malattia del bacio” provocata dal virus di Epstein Barr o Ebv. Per tale disgrazia undici medici sono sotto accusa da parte della Procura della Repubblica di Napoli, competente per territorio, in quanto la morte di Pietro è avvenuta presso il II Policlinico di Napoli. Ma qualunque sia l’esito dell’inchiesta, nessuno potrà ridare il diletto figlio a due genitori letteralmente distrutti dal dolore, Donatella e Salvatore, commerciante di autoveicoli a Piedimonte Matese, molto conosciuto e apprezzato. La messa è stata concelebrata da don Pasquale Rubino insieme don Domenico La Cerra e don Emilio Salvatore, alla presenza di tutto il corpo docenti del Liceo Scientifico G. Galilei di Piedimonte Matese e di tutta la la classe terza “E”, frequentata da Pietro. Molti studenti non hanno notato la presenza del preside Pasquale Izzo, mentre erano presenti i vertici dell’Amministrazione comunale, sindaco Vitelli in testa, e i rappresentanti di altri Comuni limitrofi. Tutto è nato da una forte infiammazione alle tonsille avvertit da Pietro nella giornata di martedì scorso. In seguito all’aggravarsi delle sue condizioni, giovedì Pietro è stato trasferito a Napoli. “Dopo circa un’ora dal nostro arrivo -afferma Salvatore D’Ascoli- Pietro è stato portato in medicheria e qui i medici gli hanno estratto del pus che aveva alle tonsille. Ormai era assodato che non si trattasse più di una semplice tonsillite, ma anche di mononucleosi, chiamata volgarmente ‘malattia del bacio'”. Una malattia infettiva che si trasmette tra i giovani, ma che molto raramente può avere complicazioni tali da portare alla morte, come è accaduto per Pietro. Venerdì la situazione è precipitata. Pietro è stato nuovamente portato in medicheria ma ad un certo punto pare che abbia ingoiato del pus e sarebbe andato per un momento in apnea rischiando il soffocamento. Da quel momento ha iniziato a sentirsi sempre meno bene e chiedere continuamente al padre di tornarsene a casa. “Qui mi faranno morire, papà, portami a casa”. “Queste le parole di mio figlio quel giorno” afferma Salvatore D’Ascoli. “In serata mio figlio ha iniziato ad agitarsi. a non trovare più una posizione comoda neppure nel letto. Ha iniziato poi ad avere anche le allucinazioni. L’ho detto ai medici che si giustificavano dicendo che era l’effetto dei medicinali”. Intorno alle 2 di sabato mattina Pietro si è recato in bagno. È uscito dalla toilette continuando ad affermare di non sentirsi molto bene. “Aveva il viso bianco. Si è poggiato sul letto, al mio fianco e mi è morto tra le braccia”, ha raccontato il padre tra le lacrime. Un genitore disperato per una morte assurda, per una perdita alla quale non si riesce a dare una spiegazione. “Mio figlio è morto tra le mia braccia, senza un soccorso, senza un aiuto. Solo dopo dato l’allarme i medici ed infermieri hanno portato la bombola d’ossigeno ed hanno cercato di rianimarlo”. Ma omai, purtroppo, era troppo tardi.(Fonte: da Agenzia TeleRadioNews Caiazzo)

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(Vedi quì: ) “Per Non Dimenticare ” il Sito dedicato al giovane “Pietro D’Ascoli” di Alife(Ce)

Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d

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