Piedimonte Matese(Ce)- (di Pietro Rossi)Un’altra fetta del Palazzo Ducale della Città di Piedimonte Matese è in procinto di transitare alla pubblica proprietà. La lenta marcia di avvicinamento all’ambito traguardo si arricchisce di un altro piccolo ma significativo passo in avanti. L’Ufficio Tecnico Comunale e l’Ufficio Bilancio Sviluppo e Risorse del Comune stanno collaborando per rendere possibile, mercoledì della prossima settimana, l’acquisizione alla proprietà comunale, mediante stipula di atto notarile, di un edificio, superiore a trecento metri quadrati, che fa corpo con il Palazzo Ducale, per il quale la Giunta Comunale e l’intero Gruppo di maggioranza, su proposta formulata il 22 Novembre dalla Soprintendenza di Caserta, ha esercitato il diritto di prelazione il 28 Dicembre dell’anno appena trascorso. Si tratta di un bene di importanza storica rilevante che è già in parte di proprietà pubblica (Provincia di Caserta), il quale è stato acquisito al fine di rendere interamente pubblico l’intero complesso monumentale che ormai data un millennio di storia, e con l’intento dichiarato di promuovere una finalità di valorizzazione culturale del bene, inserendolo in un contesto di fruizione pubblica; nonché di potervi allocare un segmento importante della pubblica amministrazione (magari un ufficio per la promozione turistica o culturale o addirittura la sede di un Assessorato), tendendo, così, a rivitalizzare un centro storico ormai depauperato dalla carenza di strutture organizzative e risorse umane per inopportune tendenze centrifughe. E’ risaputo come la cosa veramente interessante dell’operazione riposi nelle fonti di finanziamento di questa auspicata operazione che, come si legge nel dispositivo della Delibera, sono quelle derivanti dal “capitolo finanziato con le risorse relative alla rinuncia delle indennità di funzione, di cui all’art. 82 del D. Lgs. 267/2000, da parte del Sindaco e dei Consiglieri Comunali”. Insomma, come a dire che i pubblici Amministratori della Città di Piedimonte Matese abbiano volontariamente rinunciato alle loro indennità di funzione, previste e legittimate dalla Legge, e con quei proventi abbiano voluto, altrettanto liberalmente, acquisire al patrimonio comunale una porzione immobiliare da destinare alla pubblica proprietà, ai fini di promozione turistica e/o culturale e di ripopolamento del depauperato centro storico. (ARticolo a cura del giornalista Pietro Rossi)
Pubblicatod a red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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