Comunicato dai Comitati spontanei cittadini di Tredici e Falciano. “Per la difesa del territorio, della salute pubblica e l’occupazione di giovani locali “.(Foto a dx una manifestazione contro i rifiuti del Comitato Emergenza rifiuti Ce. Autore foto: Andrea Pioltini, fotoreporter)

Caserta– Molto spesso si sottovalutano o addirittura si respingono le ragioni e le amarezze del cittadino , quando rivendica legittimamente , ma invano, un proprio diritto alla casa , ad un posto di lavoro dignitoso, alla tutela della propria salute , del proprio territorio e poi, ci si meraviglia che le distanze tra la politica e la società civile si allungano sempre di più, fino crearne un muro dell’antipolitica.. Ora come è noto ,ben due comunità si lamentano di insediamenti produttivi artigianali e industriali perchè essi sanno di pseudo pubblica utilità e di incerta eco compatibilità , quali PIP da realizzare a San benedetto e nelle frazioni di Falciano e di Tredici.  E quindi , da un lato , denunciano un comportamento , anomalo, atipico e incomprensibile delle istituzioni che vogliono realizzare a tutti i costi questi insediamenti , dall’altro , gli stessi cittadini, non si stancano di rammentare all’attuale Giunta e al CC , nonché ai partiti e alla politica in genere, che la consorella Giunta Comunale Falco con delibera 14 del 13.1.2004 ha preso atto già a quell’epoca che l’area , in esame,cioè l’area interessata all’istituendo policlinico, nonché luogo di destinazione dei PIP di San Benedetto, era classificata ad rischio di inquinamento atmosferico, per la presenza delle attività industriali estrattive (cave) e della produzione di cemento e ha preso atto altresì,sempre in quell’epoca, del fallimento, da parte degli organismi deputati (ARPAC e CRIA) al controllo e monitoraggio ambientale dell’aria, tant’è che ancora ora il tasso d’inquinamento anzicchè, abbassarsi, è schizzato in avanti a dismisura per la indecente persistenza delle cave e della vergognosa presenza della maledetta velenosa discarica della monnezza dello Uttaro,  Quindi , questa area interessata ai PIP oggi è avvelenata di gas puzzolenti che stanno avvolgendo lentamente anche il costruendo policlinico, ancorché questa prestigiosa struttura ospedaliera vede l’inizio delle proprie attività sanitarie.

La cosa grave è che nonostante nel 2004 ,cioè quando si è deliberato sui PIP , si sapesse della gravità dell’inquinamento ambientale di quest’area , si è voluto arrogantemente allocare in queste zone il policlinico . E’dunque una volta nato qui il polo sanitario, in quest’ambiente inquinato , non ci si aspettava che , con insistenza e arroganza o imbecillaggine che irrita , si decidesse , comunque , di insediare attività produttive di tipo artigianale , servizi ,e forse attività industriali , di cui non è dato capire effettivamente la vera natura e la effettiva incompatibilità con l’area ospedaliera nella quale vorrebbero essere destinate .Di qui , il mancato intressamento, in questi anni , da parte delle popolazioni , mentre vergognosamente si decideva quanto oggi è realtà .  Ebbene anche qui la giunta e il CC di Petteruti si mostra in perfetta continuità con la giunta Falco, dal momento che non ha rispettato le , considerazioni o raccomandazioni , ovvero , divieti di una legge dello Stato tutt’ora vigente , (art 3 lett a-b-c-d- decreto del capo del governo del 20 settembre 1939 “approvazione delle istruzioni per le costruzioni ospedaliere ” ) che stabilisce, infatti, di considerare , nell’ambito dell’area ospedaliera, ovvero, di vietare forme di i inquinamenti dell’aria .. ed eventuali cause di rumori e altri disturbi . .  Di contro la macchina della richiesta dei Fondi Regionali (8.420.000 euro) prosegue imperterrita, e nessuna sensibilità si avverte di fronte ad una prospettiva di distruzione e rovina del bellissimo paesaggio naturale di queste periferie Quindi , ciò che preoccupa è che non è chiaro neanche quali effettive prospettive economiche e occupazionali vi siano per i giovani casertani e in particolare di quelli residenti ; si pensii alla maestranza di provenienza esterna ai confini di terra di lavoro , nel cantiere del costruendo policlinico , su suolo di Tredici ; Non si conoscono le vere attività che verranno svolte in questa area e neanche ci si preoccupa da parte delle istituzioni di renderle noto con un manifesto pubblico -Ma si conosce solo la loro generica e contraddittoria natura di “pubblica utilità e d eco compatibilità “(per esempio si pensi ad imprese private o varie attività delocalizzate dal centro storico per decongestionarlo dal traffico ed inquinamenti vari e li trasferisce di fronte al policlinico)  Forse sii vogliono costruire capannoni per attività artigianali , (si pensi ai capannoni della San Gobain , ancora vuoti e freddi ) magari per trasformarli in siti di stoccaggio o isole ecologiche per la futura produzione economica della monnezza – Quindi , in merito ai PIP tutto è condotto in modo nebbioso , e con la tipica puzza della speculazione edilizia in un “Caos più calmo” .  Di qui il fermo No dei cittadini di Tredici e Falciano che non intendono subire ulteriori arroganze, abusi e sorprusi, per cui inviteranno le istituzioni al dialogo ,ricorreranno alla giustizia civile , amministrativa e se necessario a quella penale e poi proseguiranno con manifestazioni di piazza .  Dunque ,oggi è ancora tempo di rivedere questi piani ,confrontarsi democraticamente , discuterne e creare in modo concertativo alternative non . dannose e penalizzanti sia per il territorio che per la salute pubblica. Forse oggi è ancora possibile sederci tutti insieme , mentre domani sarà tardi per parlare di dialogo, per cui non si dica che i comitati sanno fare solo terrorismo psicologico . .  Infine , non sarebbe male iniziare al più presto un lavoro di riflessione o rivisitazione dei Pip in modo bipoartisan con il delegato di quartiere Paolo Marzo, con i consiglieri intressati e vicino a queste zone ,Gabriele Amato , Nicola Garofalo , Francesco Capobianco , Ferraro , Corvino Andrea Boccagna , Maria Carmela Caiola , e in particolare con quei partiti che fanno della loro bandiera la tutela dei diritti degli invisibili ( come Nigro , Bove, Falco , De Angelis , Di Martino , Di Benedetto , Dell’aquila Falvo e tanti altri ) e perché no di Pio del Gaudio e di Ventre , nonché con i rappresentanti delle associazioni Italia Nostra , Legambiente , WWF ecc . A chiusura di questa denuncia e protesta , si precisa che i cittadini non sono intervenuti prima , per fermare questo scempio, poiché hanno creduto nella rappresentanza istituzionale , eletta e votata dai tanti elettori di queste periferie ; hanno creduto nel delegato di quartiere , come loro garante,che ora si è messo da parte ,hanno creduto nei consiglieri comunali eletti e residenti nella zona , hanno sperato che l’area in questione fosse stata bonificata , come promesso nel 2004 ,quale condizione necessaria per istituire il policlinico;hanno infine sperato di esser convocati dal sindaco o dagli assessori competenti per un confronto pubblico . Niente di Tutto questo.  Per questo la lotta prosegue tenendo tra breve una conferenza stampa e chiedendo un incontro di partecipazione democratica con associazioni, istituzioni, la chiesa e la politica in genere . Ed è qui che si indicheranno le proposte dei comitato. Alcuni rappresentanti del comitato spontaneo: Cozzolino-Pastore -Di lauro -Rossacco -Marzo -Di Crescenzo Iannucci ed ed altri (Comunicato inviato dal dott. Mario Cozzolino)
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d