Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato anticamorra – Pignataro Maggiore (CE) comunicato stampa del 5 febbraio 2008. E’ morto il dipendente comunale che per protesta si é dato alle fiamme 

Pignataro Maggiore (CE)- Tutte le denunce del dipendente comunale suicida, le indagini della Procura della Repubblica

LE ACCUSE DI BUCCIAGLIA AL SINDACO: CORRUZIONE, VIOLAZIONE DELLA LEGGE ELETTORALE E FALSO

Pignataro Maggiore (Ce)- Era il grande accusatore del sindaco di Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca, capogruppo di An al Consiglio provinciale, l’uomo che è morto il 5 febbraio 2008 dopo che il 29 gennaio 2008 aveva deciso di uccidersi dandosi fuoco. Ricoverato in ospedale per le ustioni riportate, il dipendente comunale Giuseppe  Bucciaglia apparve subito in gravissime condizioni. Notissima la vicenda giudiziaria nata dalle denunce di Giuseppe Bucciaglia. Proprio in questi giorni si erano concluse le indagini preliminari del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dottor Luigi Landolfi, per il cosiddetto “caso Bucciaglia” a carico del sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, accusato di corruzione, violazione della legge elettorale e falso. Ricevuto l’avviso, Magliocca – assistito dall’avvocato Filippo Trofino – aveva venti giorni per far sentire le proprie ragioni con un nuovo interrogatorio o presentando memorie difensive; ora il pubblico ministero potrà chiedere o l’archiviazione delle accuse o il processo a carico del sindaco. Giorgio Magliocca è indagato perché in concorso con il dipendente comunale Giuseppe Bucciaglia, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, in qualità di sindaco del Comune di Pignataro Maggiore riceveva dallo stesso Bucciaglia la somma di cinquemila Euro, dopo aver compiuto atti contrari ai doveri di ufficio consistiti nel consentire al dipendente comunale di occupare abusivamente l’alloggio di proprietà dello Iacp con attrezzatura per disabili sito alla via Rabin, alloggio fatto completare a spese del Comune mentre era giù occupato abusivamente da Giuseppe Bucciaglia. Fatti del marzo 2003. Come si ricorderà, quando si diffuse la notizia delle indagini Giorgio Magliocca fece sapere a mezzo stampa di essere convinto della immediata archiviazione del “caso”. Da allora, però, dopo un drammatico confronto con Giuseppe Bucciaglia e altre denunce del dipendente comunale, all’originaria accusa di corruzione si sono aggiunti altri tre siluri all’indirizzo del sindaco. E così il pubblico ministero ha contestato a Magliocca pure due casi di violazione della legge elettorale e il reato di falso. Con riferimento al maggio 2005, Magliocca è indagato perché in qualità di candidato alla carica di consigliere provinciale, per ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale del dipendente comunale, prometteva allo stesso Giuseppe Bucciaglia utilità consistita nel consentirgli di continuare ad occupare abusivamente l’alloggio dell’Iacp. Relativamente al maggio del 2006, Giorgio Magliocca è indagato perché in qualità di candidato alla carica di sindaco di Pignataro Maggiore, per ottenere a proprio ed altrui vantaggio il voto elettorale di Giuseppe Bucciaglia alla sua lista, prometteva al dipendente comunale utilità consistita nel consentirgli di continuare ad occupare abusivamente l’alloggio di proprietà dell’Iacp. Il riferimento ad un vantaggio “altrui” potrebbe riguardare la preferenza che Giuseppe Bucciaglia espresse – disse il dipendente comunale in una sua denuncia – a favore di uno dei candidati della lista del centrodestra, “Alleanza civica per le libertà”, Pietro Ricciardi (che non fu eletto). Va detto che in nessun modo Pietro Ricciardi – recentemente nominato da Magliocca nel consiglio d’amministrazione dell’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, “Patrimonio Pignataro srl” – risulta coinvolto nell’inchiesta per il “caso Bucciglia”. Il dipendente comunale denunciante, infatti, dichiarò al magistrato che ogni responsabilità è da attribuire all’attuale sindaco e che Pietro Ricciardi (molto conosciuto perché è editore della testata giornalistica online http://www.comunedipignataro.it) era all’oscuro della promessa elettorale. Secondo quanto è stato possibile apprendere, Giuseppe Bucciaglia avrebbe consegnato al pubblico ministero una fotografia con la scheda votata e recante la scritta con la preferenza “Ricciardi”. Poi c’è l’accusa di falso, per fatti del 22 maggio 2006. Magliocca è indagato per aver firmato un mandato ad litem a margine del ricorso nella forma di motivi aggiunti nell’interesse di Giuseppe Bucciaglia, contraffatto in ogni sua parte, depositato al Tribunale amministrativo regionale della Campania di Napoli. Gli accertamenti su quest’ultima vicenda sono stati fatti il 18 dicembre 2007. Anche Giuseppe Bucciaglia attendeva le decisioni del pubblico ministero – richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio – sia quale denunciante sia perché è a sua volta indagato. Il dipendente comunale – assistito dall’avvocato Pietro Romano – era indagato perché in concorso con Giorgio Magliocca, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi consegnava a Giorgio Magliocca quale sindaco di Pignataro Maggiore la somma di cinquemila Euro dopo che questi aveva compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio consistiti nel consentire allo stesso Giuseppe Bucciaglia di occupare abusivamente l’alloggio di proprietà dello Iacp con attrezzatura per disabili sito alla via Rabin, alloggio fatto completare a spese del Comune, mentre lo stesso era già occupato abusivamente da Bucciaglia. Fin qui la vicenda giudiziaria.  Nei giorni scorsi il sindaco aveva inviato una nota a Giuseppe Bucciaglia   rilevando che il 4 febbraio 2008 sarebbe scaduto il termine per rilasciare “l’alloggio occupato abusivamente sito in via Rabin di questo Comune, in mancanza si provvederà all’esecuzione dell’ordinanza sindacale numero  99 del 3 luglio 2007”, cioè allo sgombero coatto. Ed è cronaca di questi ultimi giorni il gesto disperato di Giuseppe Bucciaglia; e poi la straziante agonia. Il destino ha voluto che Giuseppe Bucciaglia morisse il 5 febbraio 2008, il giorno successivo a quello indicato nella lettera del sindaco per lo sgombero del dipendente comunale e della sua famiglia.

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Pignataro Maggiore(CE)- dipendente comunale Giuseppe Bucciaglia dal 29 gennaio 2008 ricoverato in gravi condizioni in ospedale

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Pignataro Maggiore – Appena tre mesi prima della denuncia per corruzione avevano brindato in piazza per la vittoria al Tar

IL MOMENTO DELLA DRAMMATICA ROTTURA TRA GIUSEPPE BUCCIAGLIA E GIORGIO MAGLIOCCA

Pignataro Maggiore (Ce)- Mentre si attendono le decisioni del valoroso pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Luigi Landolfi, sul “caso Bucciaglia-Magliocca” (richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio per il sindaco di An), nell’opinione pubblica pignatarese ci si interroga sui tempi in cui è maturata la rottura tra il dipendente comunale suicida e il sindaco. Rottura dalla quale sono poi nate le accuse di Giuseppe Bucciaglia a Giorgio Magliocca, con una prima pesante denuncia che aveva provocato l’iscrizione nel registro degli indagati di tutti e due con l’ipotesi di reato di corruzione: “In concorso con Magliocca Giorgio, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi Bucciaglia Giuseppe – si leggeva, tra l’altro, agli atti della magistratura, agli inizi dell’inchiesta – dava la somma di 5.000 Euro a Magliocca Giorgio, sindaco del Comune Pignataro Maggiore, dopo che lo stesso aveva compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio, consistiti nel consentire allo stesso Bucciaglia Giuseppe di occupare abusivamente l’alloggio di proprietà dello Iacp con attrezzatura per disabili sito alla via Rabin, alloggio fatto completare a spese del Comune, mentre lo stesso era già occupato abusivamente da Bucciaglia”. Quando Bucciaglia si recò alla Stazione carabinieri di Pignataro Maggiore, il 24 maggio 2007, per presentare denuncia contro Giorgio Magliocca, non ancora si era spenta l’eco dei festeggiamenti per la vittoria della lista di centrodestra al Tar (avverso l’istanza dell’opposizione per invalidare il risultato delle amministrative del 2006), con tanto di brindisi in piazza Umberto I al quale aveva partecipato pure il dipendente comunale, fino ad allora acceso sostenitore del sindaco di An. Di più: il 2 marzo 2007 il sito Internet http://www.comunedipignataro.it/, a corredo di un aggressivo articolo dell’assessore Giovanni Magliocca, pubblicava due foto, una delle quali mostrava appunto Giuseppe Bucciaglia che brindava in piazza con il vicesindaco Piergiorgio Mazzuoccolo e con l’assessore Pietro Fucile. L’altra fotografia ritraeva il sindaco che, preso dall’entusiasmo, stappava una bottiglia di spumante, validamente coadiuvato da Pasquale Magliocca, fratello dell’assessore ai lavori pubblici e alla sicurezza Giovanni Magliocca. A distanza di tre mesi dai festeggiamenti che li aveva rumorosamente e pubblicamente accomunati, Giuseppe Bucciaglia si presentò alla Stazione carabinieri con l’obiettivo – stavolta – di “fare la festa” a Giorgio Magliocca. Ma in un senso che il sindaco di An sicuramente non ha gradito, alla luce della gravi difficoltà in cui si trova, impegnato nel respingere con decisione le accuse del dipendente comunale morto il 5 febbraio 2008 dopo che si era dato fuoco il 29 gennaio 2008.  (Articolo inviato da Comitato anticamorra Pignataro Maggiore)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”