Diritti ambientali. Chi boicotta la Convenzione di Aarhus?San Salvatore Telesino(Bn)-Nonostante sia stata definita “il più importante esempio di democrazia ambientale” dall’ex Segretario dell’Onu Kofi Annan.la Convenzione di Aarhus non viene mai rispettata in Italia. La consultazione del pubblico è prevista dalla convenzione internazionale di Aahrus, tra l’altro ratificata dallo Stato italiano ,essa prevede la partecipazione del pubblico al processo decisionale in materia ambientale. In più occasioni è stata richiesta alla Pubblica Amministrazione e agli organi politici di governo l’osservanza e l’applicazione della Convenzione di Aarhus ma spesso la risposta è stata che tale Convenzione non sarebbe al momento operativa per difetto di “strumenti applicativi”. L’attuazione della Convenzione di Aarhus, ratificata in Italia con legge 108/2001, può essere verificata solo se è riconosciuta come insieme di norme che hanno valore attuativo. Altrimenti perché stiamo discutendo sulla attuazione della Convenzione di Aarhus se non è attuativa? L’articolo 6 comma 2 specifica che “il pubblico interessato è informato nella fase iniziale del processo decisionale in materia ambientale in modo adeguato, tempestivo ed efficace, mediante pubblici avvisi o individualmente”. La Convenzione prevede  dunque che il “pubblico” debba  partecipare fin dalla fase progettuale non quando le autorizzazioni sono già sulla buona strada dell’iter attuativo.

La Convenzione specifica che intende “promuovere l’educazione ambientale, al fine di accrescere la comprensione dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, e incoraggiare una diffusa consapevolezza e partecipazione del pubblico alle decisioni riguardanti l’ambiente e lo sviluppo sostenibile”.

La Convenzione riconosce “l’importanza di utilizzare i mezzi di comunicazione, nonché i mezzi elettronici o le altre forme di comunicazione che si renderanno disponibili in futuro”.

In realtà non è cosa da poco dover, a colpi di intimazioni formali, cercare le informazioni negli archivi della pubblica amministrazione quando invece la Convenzione riconosce “l’opportunità di promuovere la trasparenza in tutti i settori della pubblica amministrazione” e invita “gli organi legislativi ad applicare i principi della presente convenzione alle proprie procedure”.

La Convenzione riconosce “la necessità che il pubblico sia a conoscenza delle procedure di partecipazione ai processi decisionali in materia ambientale, possa accedervi liberamente e sappia come usufruirne”.  Come è possibile che poi per scelte così importanti come quelle relative alla gestione dell’acqua, dei rifiuti e degli impianti di smaltimento i cittadini rimangano all’oscuro di informazioni vitali per la partecipazione democratica? E soprattutto che rimangano esclusi dalla partecipazione a tali decisioni? Eppure a San Salvatore Telesino è successo.Info: comitatocivicotm@libero.it

(Comunicato inviato da Maria Pia Cutillo)