Un prete CORAGGIO, “Don Maurizio Patriciello” della parrocchia di Caivano(Na), che conosce la realtà che ha spinto Lucia a darsi fuoco; un docente di Diritto Pubblico, Carlo Iannello anche membro delle Assise di palazzo Marigliano, che rivela l’ennesimo oltraggio al Diritto perpetrato dalla politica italiana in questi giorni: due azioni apparantemente distinte ma in realtà collegate come si evince dall’articolo di Serena Romano  frutto della collaborazione tra Il Coordinamento delle contrade di Benevento e  le Assise della città di Napoli, riportato in parte qui di seguito.

OLOCAUSTO RIFIUTI – sesta puntata

CAIVANO(NA)-Marzo 4, 2008 di laveritadellecontrade  ECCO CHI HA ACCESO IL FUOCO CHE HA BRUCIATO LUCIA

“Due donne napoletane sono finite sui giornali in questi giorni: Silvana e Lucia. La prima per aver subito un aborto terapeutico che ha attirato l’attenzione della polizia; l’altra (nella foto in alto) perché si è data fuoco mentre, esasperata, protestava per le immondizie di cui continuano a riempire il suo paese. Due donne, due storie, due drammi… La prima ha richiamato l’attenzione di tante altre che hanno manifestato a suo favore… Per la seconda, invece, nessun corteo, slogan, striscione. Noi vorremmo, oggi, guardare alla seconda, essendoci già occupati della prima”. Questo è l’inizio di un articolo (che puoi continuare a leggere nella pagina “Verità rifiuti”) scritto da un prete, Maurizio Patriciello, della parrocchia di San Ciro a Caivano. E’ apparso sull’Avvenire di domenica scorsa. Considerato il pulpito dal quale viene la predica la sua matrice non può essere definita estremistica, politica, camorristica, affaristica. Per questo – ma non solo per questo – l’articolo va letto. Perché ciò che descrive padre Patriciello dalla trincea dei rifiuti è ciò che gran parte dell’opinione pubblica non sa e che invece deve sapere: “…anche se non è una colpa non comprendere che significa abitare a Giugliano e dintorni. Non è una colpa perché è davvero difficile immaginare che cosa siano stati capaci di fare, in Campania, la superficialità, l’incompetenza e l’imbroglio”. E la gente lo deve sapere perché il mondo della politica, indaffarato a prepararsi per la grande parata elettorale, non vuole che si sappia che la grande abbuffata dell’emergenza è pronta a continuare. Che si vuole salvare la forma – si vuol far credere, cioè, di essere a posto con la legge – ma non la sostanza: cioè la salute dei cittadini. E’ appena uscita, infatti, la notizia che le ecoballe – unanimemente riconosciute “non eco” perché miscela pericolosa di ogni genere di rifiuti e come tali non combustibili senza rischi – sono improvvisamente diventate perfettamente ecologiche per decreto governativo. Come una bacchetta magica, infatti, un’ordinanza approvata dal governo Prodi a fine febbraio ha fatto il miracolo. Che significa in pratica quest’ultima “trovata”? “Che come spesso accade in Italia, quando si scopre una fonte di inquinamento, anziché bloccarla e provvedere alla bonifica, si modificano i limiti o i parametri di legge: per cui, ciò che un attimo prima inquinava, per disposizione politica – spesso anche senza fondamento scientifico – un attimo dopo non inquina più”, spiega Carlo Iannello, docente di Diritto Pubblico alla Seconda Facoltà di Napoli e membro del Comitato scientifico delle Assise di Palazzo Marigliano. Un atto gravissimo, dunque, sul piano del diritto, della legalità, e addirittura su quello finanziario, come spiega ancora Iannello: “Primo aspetto inaccettabile, è che, in barba al diritto pubblico, questa decisione è stata presa da un presidente del Consiglio dimissionario, con un atto monocratico. Secondo, che è stata sfruttata una normativa sull’emergenza che non ha niente a che vedere con l’emergenza: l’attuale emergenza napoletana per la quale è stato mobilitato De Gennaro, infatti, è quella dei sacchetti di immondizia per le strade e non delle ecoballe da bruciare in futuro, non prima di un anno. Terzo, questa ordinanza finisce di fatto solo per trasformare milioni di ecoballe inutilizzabili e senza valore, in materia “combustibile” da spendere sul mercato e da cui trarre profitto”. Insomma, l’abboffata continua. E ogni giorno con una nuova pietanza: è di ieri la notizia che il governo ha varato un finanziamento di 75 milioni di euro per l’inceneritore di Salerno. ( 6° puntata – continua )

-Leggi puntate precendeti articolo(clicca sulla scritta di seguito): “La verità delle contrade

-Leggi anche: L’AMORE PER LA CAMPANIA CI FA SCENDERE IN CAMPO” . I cumuli fumanti e velenosi gridano al cielo la nostra rabbia (di DON MAURIZIO PATRICIELLO). Stavolta l’abbiamo combinata grossa!

(Comunicato inviato da Maria Pia Cutillo per Comitato civico San Salvatore Telesino e Guardia SanFramondi contro termovalorizzatore )

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d

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