CASERTA – Martedì 11 marzo SPAZIO DONNA e MACCHINA da PRESA hanno collaborato per la realizzazione di un comune intento: dibattere e difendere la legge 194, (foto a dx un momento del dibattito) prendendo spunto dalle esperienze del professore Riccardo Bonafiglia, responsabile dell’unità operativa di ginecologia sociale dell’ospedale casertano e della ginecologa di consultorio M. Rosa Izzo, previa visione del film rumeno, palma d’oro a Cannes 2007, 4 mesi, 3 settimane 2 giorni, C. Mungiu. Come ha chiaramente esposto l’intervento dell’assessora alle Politiche sociali Adriana D’Amico, la legge conserva a distanza di trent’anni tutta la sua efficacia, se è vero che ha come presupposto il riconoscimento del valore sociale della maternità la tutela della vita umana fin dal suo inizio e garantisce ALLA DONNA IL DIRITTO ALLA PROCREAZIONE COSCIENTE E RESPONSABILE, salvaguardando la salute fisica e psichica di chi è costretta a ricorrere all’interruzione di gravidanza. I consultori familiari sono il primo supporto offerto alla madre, sia informativo che psicologico e la dott.ssa Izzo ne ha evidenziato tutti i passaggi umani e professionali degli operatori, ma ha anche sottolineato che le difficoltà e i limiti da loro incontrati per l’attuazione di un’educazione preventiva si rispecchiano anche nei dati statistici sugli aborti delle minori che rimangono alti. Infatti, come dichiara lo stesso Bonafiglia, quelli relativi alle minorenni che ricorrono all’azienda ospedaliera casertana hanno un’incidenza del 6% annuo, ossia richiedono ogni anno l’igv (interruzione volontaria di gravidanza) ben ventidue minori. Non sono noti i dati delle altre aziende private autorizzate a praticarla, mentre sono in notevole aumento le interruzioni effettuate, sempre dall’ospedale casertano, dopo i tre mesi di gravidanza e motivate da malformazioni o alterazioni genetiche e di cui l’incidenza sale all’8%, ovvero ben 38 casi l’anno di igv e in possibile ascesa, contro il 2% di igv previste. A tale proposito il Bonafiglia, ipotizzando tra i fattori condizionanti anche la diossina o altro genere di rifiuto tossico, richiede agli organi preposti uno studio sul condizionamento prenatale dell’inquinamento ambientale del nostro territorio. Egli infine evidenzia la mancanza di operatori sanitari ospedalieri non obiettori di coscienza disposti ad alternarsi nella pratica dell’igv, carenza tuttavia ormai sopperibile con la pillola Ru 486 e conclude con la necessità di ridurre i limiti temporali entro cui praticare la medesima interruzione di gravidanza. (Comunicato inviato dal giornalista Salvatore Candalino)
PUbbliato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”