CASERTA – (di Nunzio De Pinto)”Continua la farsa della raccolta differenziata a Caserta”. A denunciarlo è Pasquale Costagliola, (nella foto il primo a dx, autore Andrea Pioltini fotoreporter)  presidente dell’associazione Terra Nostra. “Come avevamo previsto il fasullo piano presentato dal comune è passato indenne tra le maglie del commissariato con supremo sprezzo del ridicolo. Secondo la tabella di marcia del municipio siamo alla seconda fase di un progetto risolutore. Di grazia la prima fase qual è stata ?” – domanda ironico e sarcastico l’ambientalista casertano – “L’istituzione del Talamonti si suppone. Un fatto sorto per caso e grazie alle nostre spinte che è l’unica cosa che esiste ma è, purtroppo, una goccia nel mare di munnezza che ci circonda. Per il resto cosa ha fatto il comune di Caserta?” – prosegue amareggiato Costagliola – “Ha messo sette postazioni dove raccogliere i rifiuti indifferenziati che vanno alla discarica. Meraviglia (ma non troppo) che De Gennaro abbia avvallato un tale ennesimo fiasco della raccolta differenziata. Un flop che trova consenzienti il neoassessore regionale Ganepini che sta cercando di incentivare il riciclo, ma anche la provincia, l’ANCI, il CONAI, che insieme al commissariato e l’Esercito Italiano solo pochi giorni fa in un incontro avevano plaudito alle iniziative per la raccolta dei cartoni da imballaggio. Per inciso” – sottolinea – “solo in Italia si può assistere alla discesa in campo dell’Esercito per raccogliere, si badi bene, i cartoni. Si sta continuando sulla stessa perversa strada malgrado il tempo incalzi il nostro disgraziato territorio. Ferrandelle è l’unica risposta alla crisi ma già l’immondizia sta colmando la misura, causa il super carico di Napoli sversato “a tradimento” nelle vasche di Santa Maria La Fossa. Intanto Caserta sta dormendo un sonno tragico da cui si sveglierà con l’incubo della munnezza estiva. Nessun segno di vita” – prosegue Costagliola – “da una classe dirigente che sta abbracciando l’opzione distruttiva per la città, niente di quanto previsto nei progetti se non le solite chiacchiere su termovalizzatori improbabili e catastrofici. Le tre isole ecologiche dove sono? Che studi vi sono per la raccolta differenziata degli ingombranti, dei RAE, delle pile esauste? E dell’impianto di compostaggio, che, bontà sua, Ganepini ha trovato già pagato e che Bassolino non sapeva che esistesse ? Continueremo a parlare dell’ inceneritore a Caserta per soddisfare le voglie balzane del sindaco o si comincerà a lavorare seriamente? Domande cruciali e senza risposta in barba alla trasparenza ed alle raccomandazioni di Aalborg. Tutto questo” – ha concluso Pasquale Costagliola – “mentre la prossima scadenza è il dieci aprile per iniziare veramente la differenziata mentre il comune ha nella sua road map come data il primo gennaio (di non si sa quale anno). Appare evidente la inadeguatezza del nostro sistema politico amministrativo che sta avviando la città ad un ennesima crisi dai contorni sempre più apocalittici”. (Articolo a cura del giornalista Nunzio De Pinto)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”