Chiaiano(Na)- ( di Serena Ferretti) Continua la mobilitazione dei cittadini di Chiaiano, quartiere a nord di Napoli travolto da tumulti di protesta contrari alla costruzione di una nuova discarica, da 700mila tonnellate. Nella notte sono stati, infatti, registrati nel napoletano oltre 40 incendi dolosi di cassonetti ed immondizia lasciata sulla strada, impiegando i vigili del fuoco. A causa di queste proteste, ieri, in un incontro straordinario tra il commissario, Gianni De Gennaro, gli amministratori locali e i comitati dei cittadini si è deciso di rinviare le perizie tecniche necessarie a valutare la possibilità di allestimento e l’apertura della discarica in questione.  In questi giorni la situazione è, infatti, degenerata. Il presidio dei manifestanti davanti l’ex cava di tufo ha paralizzato il quartiere napoletano, bloccando strade, mezzi di trasporto pubblici terrestri e i convogli della linea 1 della metropolitana, con gravissimi disagi per migliaia di pendolari. Al momento, la metropolitana ha ripreso a funzionare presidiata costantemente dalla polizia. Restano bloccate le strade, in cui nei giorni scorsi si sono riversati maigliaia di rifiuti e dove sono stati capovolti cassonetti ed incendiati. Il traffico resta paralizzato rendendo difficoltoso il raggiungimento della zona ospedaliera. Anche nel limitrofo quartiere di Marano sono cominciate le proteste. I commercianti hanno organizzato una serrata e il consiglio comunale una veglia di preghiera. In mattinata si è tenuto un corteo dal centro di Marano alla rotonda Rosa dei Venti.  Per arginare l’emergenza, le amministrazioni locali e il commissariato di governo per l’emergenza rifiuti in Campania hanno potenziato e accelerato i lavori per cercare di risolvere il problema. Entro luglio Napoli e la Campania devono creare assolutamente, in una corsa contro il tempo, nuove strutture di smaltimento perchè sarebbero in scadenza alcuni dei contratti per il trasferimento dei rifiuti in Germania. Con l’avvicinarsi della stagione calda, inoltre, la presenza di rifiuti sul territorio, oltre all’odore forte, potrebbe creare e diffondere malattie ed epidemie. In tutta la Campania 30mila sono ancora le tonnellate da smaltire e solo a Napoli ne sono state contate quasi 1500.  Nel frattempo anche l’impianto di stoccaggio di ecoballe di Pianodardine, ad Avellino, è stato bloccato. Daniela Cortucci, gip del Tribunale di Avellino, ha convalidato, infatti, il sequestro disposto dalla Procura nei giorni scorsi. Il gip ha dichiarato la mancata predisposizione del piano che potrebbe creare un accumulo pericoloso di rifiuti e che potrebbe cedere e inquinare le falde acquifere sottostanti. E’ inoltre ritenuto concreto il pericolo di incendi. (Articolo di SERENA FERRETTI Nuova Agenzia Radicale )

Pubblicato da red. prov.” Alto Casertano-Matesino & d”