ALIFE(Ce)- (di Pietro Rossi) La notizia non é ancora ufficiale, ma pare che il Sindaco di Alife avv. Roberto Vitelli sia stato contattato alcuni giorni fa dal commissario prefettizio di Napoli, perché sembra che una delle cave appartenenti ad un privato, che sorge lì proprio dove é collocata la nota pizzera dal nome omonimo “La cava” in località S. Michele (frazione di Alife) (foto 1 a sx. Autore Andrea Pioltini fotoreporter. Cliccare sopra per ingrandire) sia stata individuata per ospitare un mega sito di stoccaggio di ecoballe. Ricordiamo che le eco-balle di eco non hanno proprio nulla ma sono solo balle cariche di veleni mortali. Ovviamente il Sindaco di fronte a tale scellerata e probabile decisione, con tanto di documentazione presentata ha cercato di dimostrare la non idoneità del sito, in quanto la cava non presenta affatto le caratteristiche morfologiche idonee a ospitare rifiuti, e, cosa ancora più grave proprio in questa zona vi é una massiccia presenza di pozzi d’acqua Continua a leggere Continua a leggere. Dunque la presenza di rifiuti in ecoballe andrebbe a danneggiare enormemente il territorio ( foto 3 a sx: Ci troviamo ad Alife, uno dei comuni appartenenti al parco del Matese. Stupenda veduta panoramica della pianura di Alife, ai piedi dei Monti del Matese. Sulla montagna, precisamente in località S. Michele frazione di Alife, si possono intravedere due cave, di cui una é proprio quella in oggetto. Autore: Andrea Pioltini, fotoreporter ) . Il percolato, ovvero quel veleno mortale che si sprigiona dai rifiuti in decomposizione, penetrando nel terreno andrebbe ad inquinare le falde acquifere e sarà disastro totale, bomba ecologica, allarme sanitario, rischio di malattie ed epidemie, disastro totale. La decisione del commissario prefettizio dopo la documentazione esposta e la prima opposizione del Sindaco Vitelli, dipenderà dalla visita, che avverrà nei prossimi giorni, di una delegazione proveniente da Napoli dei cosiddetti esperti della commissione prefettizia, i quali valuteranno da vicino l’ idoneità  o la non idoneità del sito individuato. Ma sappiamo benissimo ormai come vanno a finire queste cose e quale sarà la decisione…  “La notizia é allarmante”- ha dichiarato di getto la rappresentante del Movimento della Pace Agnese Ginocchio, che proprio nella mattinata di Sabato 10 Maggio é stata presente all’ennesima manifestazione di protesta a S. Maria La Fossa contro il disastro ecologico ambientale e sanitario della discarica Ferrandelle ( foto 4 a dx:  manifestazione per chiusura discarica in Ferrandelle a S. Maria la Fossa. Agnese Ginocchio mostra ai sindaci di Grazzanise, Francolise, S. Maria la Fossa e referenti comitati civici ambientalisti, l’articolo di denuncia in oggetto pubblicato interamente sulla testata della provincia:”Gazzetta di Caserta”. Autore foto: Andrea Pioltini fotoreporter) . “Un appello alla cittadinanza”- continua  l’ambasciatrice di Pace Ginocchio- “a tenere gli occhi aperti e a vigilare, a partecipare in massa al prossimo consiglio comunale che il sindaco convocherà a giorni per informare ufficialmente la popolazione del probabile e grave disastro che incombe sulla nostra comunità matesina. Di fronte a tale ed insensata  decisione non ci sono parole per esprimere la profonda indignazione e la delusione di sentirmi cittadina italiana. Scusate ma il nostro non era il comune della differenziata? L’amministrazione Vitelli ha creduto fortemente  in questo sistema, e, nonostante le enormi difficoltà riscontrate, dovute anche alla massiccia presenza di discariche abusive, in primis quella scoperta ultimamente in località Totari dall’abile azione della Guardia di Finanza capitanata dal Luogotenente Liliano Liberato a cui va tutta la nostra stima ed ammirazione per l’ intrepida azione compiuta a vantaggio e salvaguardia del territorio, l’amministrazione Vitelli ha deciso di adottare questo sistema per dare esempio di civiltà e di responsabilità, pertanto tale amministrazione merita davvero un plauso particolare. Poi cosa capita? Che il commissario emergenza rifiuti individua proprio il comune di Alife, comune della differenziata, per ospitare i veleni racchiusi in ecoballe che, guarda caso, non sono di nostra produzione ma chissà da dove provengono e che tipo di rifiuti contengono. Mi sembra proprio una vera e propria presa in giro, o meglio, uno scempio e un’ offesa sia all’amministrazione comunale che all’ intera popolazione. Quale sviluppo del territorio matesino dunque? Quale risorse di turismo ci restano? Oltre il danno la beffa! Se il commissario prefettizio non farà un passo indietro”-  conclude la Ginocchio lanciando il monito finale- “ci opporremo con tutte le forze, muovendo azioni di protesta popolare pacifica e nonviolenta. Fermiamo questi mostri”! (art. a cura del giornalista Pietro Rossi)*(Cliccare su ogni singola foto per ingrandire immagine)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”  

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