Sant’Angelo d’Alife(Ce)- Comune appartenete al parco del Matese. E’ uno dei borghi storici più belli dell’alto casertano matesino. Sotto la protezione di S. Michele Arcangelo ( da cui prendo appunto il nome della cittadina), é noto per il castello medievale (foto a sx) ben visibile in tutto il territorio. Sabato 3 Maggio 2008 é stato sancito il rapporto di gemellaggio tra la città di Sant’Angelo e la città de L’Aquila (leggi quì)   Situato alle pendici del Matese, a 370 metri sul livello del mare, Sant’Angelo d’Alife si sviluppa su un territorio che va dalla piana del Volturno fino alla montagna di Selvapiana.  L’impianto urbano è determinato dall’aggregazione edilizia attorno ad episodi di insediamento rurale (corte aperta) a ridosso di nodi viari, sui quali sono andati a concentrarsi gli edifici di maggiore dominanza territoriale (Chiese, palazzi padronali, opere conventuali). Il nucleo originario è costituito da un Borgo sorto a ridosso dell’attuale via Annunziata, con carattere di gravitazione attorno ad un palazzo padronale. In seguito sono sorti Borghi snodatisi, con le stesse caratteristiche del precedente, lungo gli assi di via Comunale Agricola e strada Belvedere. Successivamente si è avuta la nascita dei rimanenti Borghi e dell’edilizia che, insistendo lungo gli assi di collegamento tra i Borghi stessi, manifestano la tendenza a saldarsi in un unico urbano.  Le origini e la storia di questo paese non sono molto note. Gli studi in proposito rilevano che Sant’Angelo, come Raviscanina , nasce dall’antica Rufrium, città sorta sul territorio dei Sanniti Pentri. Infatti, dopo la seconda migrazione indoeuropea, i Sanniti si stanziarono nel territorio di Rupecanina, essendosi dovuti accontentare della dorsale appenninica, dato che le pianure erano già state occupate dai Latini.  Nel 326 a.c., Rufrium, insieme ai centri sanniti di Alifae e Callifae, furono occupati dai Romani. In seguito alla distruzione del centro abitato, gli abitanti di Rufrium si stanziarono nella parte più alta dei monti vicini, diventando uno dei villaggi di Alife. Successivamente alla caduta dell’Impero Romano, nella zona si stanziarono gli Ostrogoti, anche se la presenza maggiore fu dei Longobardi. Quando nel 570 a.c. fu fondato il Ducato di Benevento, Raviscanina e Sant’Angelo erano semplici villaggi apparteneti ad Alife che, nel frattempo, era divenuta uno dei gastaldi beneventani, e che si trasformò in contea quando Benevento diventò principato. Nel territorio di Rupecanina sorse un importante luogo di culto in cui i Longobardi veneravano S.Michele Arcangelo, che conserva un tabernacolo e degli affreschi di epoca recente.  Sembra che sia stata proprio la contea alifana a volere la costruzione del Castello per difendersi dagli attacchi dei Saraceni, che in quel periodo saccheggiavano l’Italia meridionale. Dopo la distruzione di Alife ad opera dei Saraceni, nell ’85, i sopravissuti si trasferirono intorno al borgo di Rupecanina, provvedendo a fortificare la rupe con mura e torri. Prima che Piedimonte divenisse il centro più importante, Sant’Angelo di Rupecanina divenne contea; successivamente, i Drengot di Aversa, dopo la conquista di Capua nel 1062, si impadronirono di Alife, smembrandolo in sette feudi, tra cui anche Rupecanina o Sant’Angelo di Rupecanina. Ta il 1130 e il 1167, S. Angelo di Rupecanina visse un periodo molto importante sotto i feudatari Riccardo e Andrea Quarrel Drengot, che parteciparono agli eventi storici più importanti dell’Italia meridionale di quel periodo. A seguito della guerra tra i De Querrel Drengot e gli Altavilla, Rupecanina e Alife furono distrutte dall’esercito di Ruggero II di Sicilia, e l feudo nel giro di un secolo perse la sua importanza. Nel 1220 fu distrutto anche il Castello dalle truppe di Federico II e la zona fu occupata dalle truppe del Cardinale Pelagio, scacciate dalla popolazione insorta. Nel 1278 Sant’Angelo di Rupecania fu feudo di Goffredo di Dragoni, signore di Pontelatone; nel 1304 feudatario della rocca fu Tommaso Marzano, saccheggiato da Riccardo De Cornello. Nel 1437 il castello fu assediato dal patriarca Giovanni Vitelleschi, che incendiò il castello e distrusse il borgo. La popolazione, anche a seguito del terremoto che nel 1456 contribuì ulteriormente alla rovina del castello, ridiscese in collina creando nuovi insediamenti, uno a est in corrispondenza dell’attuale chiesa di S. Nicola, e l’altro a occidente dando origine a Raviscanina. Durante il periodo Aragonese Sant’Angelo e Raviscanina furono feudi del conte di Alife Giovanni Antonio Marzano. Nel 1516, il feudo di Raviscanina fu assegnato dall’imperatore Carlo V, re di Spagna, a Ferrante Diaz Garlon, conte di Alife, che nel 1546 passò a Ferrante II Diaz Garlon, insieme alla contea di Alife. Nel 1806 ci fu l’eversione del feudalesimo e il comune di Rupecanina si divise nei due comuni di Raviscanina e Sant’Angelo, a cui furono aggiunte le parole di Raviscanina nel 1810. Durante la seconda guerra mondiale, i Tedeschi occuparono i comuni e le popolazioni si rifugiarono a Selvapiana e nelle zone limitrofi; ma verso la fine dell’ottobre del 1943 gli Americani, dopo 5 giorni di combattimenti scesero lungo la collina e occuparono Sant’Angelo. (Fonte: Comune S. Angelo d’Alife)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”