Il coordinamento del portale della provncia “Alto Casertano-Matesino & d” esprime vicinanza e solidarietà al giornalista  Roberto Saviano e invita i lettori tutti del portale ad aderire all’appello lanciato dall’Ass Jerry Masslo  di Casal di Principe e Libera (leggere di seguito)

Le sue parole sono state un autentico shock. “Lascio l’Italia, voglio vivere“. Roberto Saviano ha spiegato a Repubblica che il piano per uccidere lui e la sua scorta costituisce l‘atto finale di un assedio criminale che dura da molti mesi. Ecco quindi l’annuncio di volersi trasferire all’estero per riprendersi la vita: “Voglio una casa – dice – voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico. Ho solo 28 anni“. Le prime reazioni nella società civile, sulla rete e nelle principali istituzioni, sono di doloroso stupore e di immediata solidarietà.

PERDETE OGNI SPERANZA A VOI CHE ENTRATE “. Se i giovani di Casale così parlano che futuro può esserci per questa terra? 

BASTA! ADESSO BASTA NOI RAPPRESENTIAMO IL NOSTRO TERRITORIO. NOI RACCOGLIAMO LE FIRME

Riportiamo DUE significative RIFLESSIONI di Renato e Franco Natale, inviate dal referente dell’Ass. Libera provinciale Valerio Taglione

Casal Di Principe(Ce)- (di Renato Natale) Cari amici vi scrivo da casalese ( purtroppo la lettera maiuscola se la sono aggiudicati i camorristi, a noi poveri e semplici cittadini dI questa Città spetta solo la minuscola) ; le scritte contro Saviano sui muri della nostra Città, le interviste ai ragazzi che frequentano le nostre scuole superiori, e a cittadini presi per strada, danno una immagine fortemente negativa di questo popolo. Saviano è in questo momento e in questa realtà la misura di una scelta; chi critica Saviano ( al di là anche di una  possibile fondatezza delle critiche ), nei fatti, qui ed ora, voglia o non voglia, è come se prendesse le parti della camorra, quasi vista come rappresentativa di tutti noi. Ritengo da casalese convinto che la maggioranza dei miei concittadini( voglio crederci ), dei giovani che frequentano le piazze, i bar e le scuole di Casale, non sono come quelli che ci fa vedere la TV , ma dobbiamo dimostrarlo in qualche modo; non dico di scendere in piazza, o gridare dalle finestre il nostro NO alla camorra,  non pretendo atti di eroismo inutile facendo nomi e cognomi di clan e criminali, vi chiedo solo una firma sotto un semplice documento con scritto solo una frase : “SONO CON E PER SAVIANO” ; di per se la firma diventa scelta di campo . Vi chiedo di dimostrare a me e a voi, che sono  molti i cittadini casalesi per bene , diversi, molto diversi , da come appaiono nei resoconti giornalistici, vi chiedo di apporre la vostra firma (inviare e-mail presso la redazione del n.s. portale che a sua volta la farà pervenire ai richiedenti) di chiedere di fare altrettano ai vostri amici e parenti, ai colleghi sul posto di lavoro. Sono molte le iniziative di solidarietà per questo ragazzo che vive da prigioniero per la coerenza del suo impegno, ma sono iniziative che nascono e vivono lontano da qui; ben altro valore è invece una iniziativa, per quanto semplice, che parte e cresce qui a Casale. Chiedo una mano anche agli amici che con noi casalesi hanno a che fare nell’associazionismo e nel lavoro, e che , quindi, sanno che fra di noi non c’è solo camorra . Grazie Renato Natale ( Ass Jerry Masslo di Casal di Principe)

(di Franco Natale) Cari amici Ho sentito, con sconcerto, le dichiarazioni espresse da alcuni studenti del liceo scientifico di San Cipriano d’Aversa sulla camorra e su Roberto Saviano. Ho sentito un vuoto dentro nell’ascoltare le difese, o meglio le non offese, che i giovani hanno fatto alla camorra, mentre con molta naturalezza hanno manifestato la loro avversione a Roberto Saviano, la loro insofferenza alla presenza delle forze dell’ordine ( non possono più uscire senza patente, senza assicurazione, senza casco). Ho avuto, d’istinto, la sensazione di vivere in una terra straniera che non mi appartiene e che non amo più, anzi avrei il desiderio di apporre ai vari ingressi della questo territorio un grande tabellone con la scritta ” PERDETE OGNI SPERANZA A VOI CHE ENTRATE “. Se i giovani così parlano che futuro può esserci per questa terra? Il libro che Saviano ha scritto non ha solo posto l’attenzione nazionale e internazionale sulla camorra ma ha fatto venire a galla la vera natura della maggioranza degli abitanti di questo territorio. Da quando questa storia è iniziata nei bar, per le strade, nelle edicole, non si fa altro che offendere Roberto Saviano ed io ritengo che le offese sono rivolte non solo allo scrittore ma a tutti noi che vogliamo questi territorio liberati dal “diavolo Camorra” a cui vanno addebitati i mali dei rifiuti tossici, delle estorsioni, degli appalti truccati, della cultura della illegalità. Condivido ciò che Saviano ha detto nella trasmissione televisiva Matrix sulla rivolta dei Neri, che ci hanno dato una dimostrazione di coraggio, e non di inciviltà, il giorno in cui si sono sfogati contro la strage dei loro connazionali. Io chiedo a tutti voi di scendere, come hanno fatto i Neri, finalmente, in piazza qui a Casal di Principe, per una grande manifestazione di solidarietà a Saviano e finalmente, per contarci, per sapere veramente quanti ne siamo, e per ricordare i Ragazzi NERI massacrati dalla Camorra, per ricordare Sebastiano Cantelli, Noviello, Alfonso Schiavone, don Peppino Diana, e tutte quelle persone, di cui non ricordo e non conosco i nomi, la cui vita è stata stroncata dalla mano omicida ed assetata di sangue della camorra, fare una lapide in “piazza mercato”, IO VOGLIO, INSIEME A VOI, GRIDARE BASTA! , non vogliamo più sentire parlare di Camorra, di gente che non rispetta le leggi, di gente che vuole vivere di droga, di omicidi, che pensa solo alla propria ricchezza, voglio gridare insieme a voi e dire a tutti coloro che vogliono vivere di violenza ” SIETE VOI CHE DOVETE ANDARE VIA!” ridateci il nostro territorio. Spero che questo mio appello sia accolto da tutti voi e che al più presto possiamo incontrarci per organizzare questa manifestazione. ASPETTO VOSTRE NOTIZIE PER UN INCONTRO ORGANIZZATIVO Perdonatemi lo sfogo
Franco Natale

Segue articolo tratto da Espresso

Roberto Saviano, lo scrittore simbolo di Gomorra, da due anni sotto scorta dopo le ripetute minacce di morte da parte dei clan camorristici campani, ha deciso di lasciare l’Italia. La notizia ha creato sconcerto e un’ondata di immediata solidarietà che si è subito riversata sulle redazioni di tutti i mezzi di informazione, con esortazioni a non mollare, a non arrendersi alle minacce dei poteri criminali.
 Saviano ha spiegato così la sua decisione: “Andrò via almeno per un periodo – dice a Repubblica– e poi si vedrà. Penso di aver diritto a una pausa”. Non ne può più di vivere segregato, di non poter camminare liberamente per strada; vorrebbe innamorarsi, bere una birra con gli amici come tutti i giovani della sua età. In fondo ha solo 28 anni. “Ho pensato – continua Saviano – che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea. Ho creduto che fosse assai stupido lasciarsi piegare, ma in questo momento non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo”. Per Saviano, dal successo del romanzo a oggi, sono stati anni duri. Ha dovuto sopportare la solitudine e ora le recenti rivelazioni di un superpentito del clan dei Casalesi, secondo cui Saviano e la sua scorta potrebbero rimanere vittime di un attentato entro il prossimo dicembre, rendono il clima intorno a lui ancor più pesante. L’autore di Gomorra ha sempre sostenuto che non è stato il suo libro a spaventare i clan camorristici ma la reazione dei lettori che l’hanno fatto diventare un bestseller. A loro si sono aggiunti gli spettatori dell’omonimo film di Matteo Garrone, premiato a Cannes. Questa consapevolezza è stata la forza della sua denuncia, gli ha permesso di resistere, di continuare a scrivere scavando nella realtà di un sistema criminale tra i più spietati al mondo. Ma la certezza di aver fatto una cosa importante, in questo momento, non basta più. Saviano è un uomo solo che non si sente sufficientemente protetto e non può più vivere, come lui stesso afferma, “come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri”.

Credete che abbia preso la decisione giusta? Pensate che lo scrittore debba resistere a oltranza o, adesso, è giunto per lui il momento di pensare alla propria vita? Lo Stato ha fatto abbastanza per proteggerlo? Dite la vostra e mandate un messaggio a Saviano attraverso il sito dell’Espresso.

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”