discarica-1Sant’Arcangelo Trimonte(Sa)-  (a cura del prof. Franco Ortolani, ordinario geologia Università Federico II Napoli) nuova frana nel cantiere: discarica chiusa per due giorni
Il CODISAM, comitato dei cittadini di Sant’arcangelo Trimonte, ha emesso un comunicato per denunciare un nuovo movimento franoso che ha coinvolto un traliccio dell’alta tensione che attraversa l’intera discarica. Il traliccio è situato in un’area adiacente alla discarica usata per accumulare sconsideratamente volumi enormi di terreni di risulta degli scavi delle vasche previste dal progetto. E’ un’altra evidenza che l’intero versante è a notevole rischio idrogeologico e non è assolutamente idoneo ad ospitare discariche che devono essere ubicate in aree con stabilità geomorfologica garantita per millenni. Si tenga conto che l’area è altamente sismica, come più volte evidenziato dai geologi del CODISAM; quanto finora accaduto evidenzia che i lavori sono stati erroneamente progettati ed eseguiti senza alcuna direzione lavori degna di questo nome, anche se entrambe le attività sono profumatamente e immeritatamente pagate con denari pubblici. Si ricorda che già l’11 agosto i lavori di preparazione delle vasche principali della discarica furono interrotti perché l’area fu interessata da dissesti. Si ricorda ancora che l’area è stata impropriamente usata per la realizzazione della discarica in quanto palesemente instabile come stdiscarica-2abilito anche dall’Autorità di Bacino del Liri-Garigliano-Volturno. Oltre alla errata progettazione basata anche su insignificanti e non adeguate conoscenze geologiche e geotecniche si evidenzia che la prima vasca è stata sovraccaricata pericolosamente in seguito alle frane di agosto. Gli enormi scavi e riporti hanno contribuito a destabilizzare il versante che prima o poi cederà rovinosamente creando un nuovo disastro ambientale. Per tornare al dissesto del traliccio ENEL si sottolinea che è inconcepibile e incredibile, tecnicamente parlando, quello che è stato fatto, come si può constatare dalle foto allegate. Sono stati accumulati volumi notevoli di terreni proprio a ridosso del traliccio appesantendo il versante e gravando direttamente sulla struttura portante della linea ad alta tensione. Ci si chiede su quale progetto si sia basata tale sconsiderata attività e quale direzione lavori abbia consentito questo scempio. Si chiede il CODISAM, quanto costerà allo Stato, e quindi ai cittadini italiani, intervenire in variante sulle opere previste per sopperire alle “sviste tecniche” dei progettisti di questo impianto? E si chiedono i cittadini tutti, dove lo Stato vada a recuperare questi fondi se non tagliando, magari, sui servizi essenziali per uno Stato di diritto, come Sanità ed Istruzione? Si rimane sempre più allibiti e increduli: come mai i Commissari di Governo prima e il Sottosegretario ora, discarica-3che grazie ai poteri speciali possono usare con disinvoltura cifre enormi di denaro pubblico, si avvalgono di collaborazioni tecniche non degne di questo nome? (Relazione a cura del prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II 20 febbraio 2009)
Foto: La discarica nell’autunno 2008
Il traliccio deformato (foto 3) fotografato dal CODISAM il 19 febbraio 2009

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”