Coinvolti professionisti di Piedimonte Matese, Caiazzo, Gioia Sannitica, Alife, Pietravairano, Alvignano e altri comuni dell’alto casertano

Piedimonte Matese(Ce)- (da red. cronaca Matese). L’ indagine é stata disposta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta guidata del Colonnello Francesco Saverio Manozzi (foto 1 a sx)e condotta dalla tenenza di Piedimonte Matese agli ordini del Luogotennte Liliano Liberato (foto 2 a dx). Trentacinque medici indagati, alcuni di questi sindaci, consiglieri comliliano-liberato-finanzaunali e importanti figure del panorama politico casertano. Nell’ambito di un’inchiesta  condotta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Ieri mattina oltre cento uomini della Guardia di Finanza hanno svolto un’ importante blitz bussando alla porta di numerosi professionisti, e recandosi direttamente sul luogo del posto di lavoro di alcuni medici per condurli in caserma dove sono stati interrogati, ascoltati e verbalizzati. Fra gli indagati spuntano i nomi di medici affermati come Bergamin, Pane, Cappello, Di Tommaso, Puorto e Marro. Il blitz della guardia di Finanza ha scosso l’Asl e la politica casertana. Per tutti gli indagati l’accusa é quella di peculato. I medici in causa hanno un rapporto con l’Asl e con gli ospedali dove prestano la loro opera professionale, oltre al servizio prestato in forma privata. I professionisti indagati pare che avessero deciso di adottare un sistema di ‘intramoenia’. Un protocollo secondo cui il medico ospedaliero che decide di lavorare anche presso studi privati, dovrebbe versare il 50% del proprio fatturato all’Asl. Il sistema dovrebbe contemporaneamente generare parcelle più contenute in favore dei pazienti e maggiori entrate nelle casse delle aziende sanitarie. Ma questa clausola non sempre avviene. L’indagine in corso culminata con il blitz delle Fiamme gialle, é partitaoltre  sei mesi fa attraverso  le testimonianze di numerosi pazienti ascoltati dalla Guardia di Finanza. Ieri mattina la stretta finale con la notifica dell’ avviso di garanzia agli indagati e le perquisizioni. In tutt’ Italia sono centinaia i medici nel mirino del Fisco. Non farebbero le ricevute truffando così leA Asl. Nei mesi scorsi fu una nota agenzia delle entrate trasmessa dal senato ad evindenziare il problema: Secondo quel documento infatti, la mancata emissione di fatture sarebbe mediamente intorno al 30 -40 %, con alcuni casi specifici superiori al 50%. le prime verifiche hanno riguardato medici della Sicilia, settanta del Lazio e quindici della Liguria. Alcune verifiche avrebbero evidenziato dei paradossi come il cardiochirurgo che dichiara appena dodici visite in un anno oppure il ginecologo che dall’attività intramoenia incassa meno dell’affitto del suo studio, ovvero 500 euro al mese. La Guardia di Finanza, nel 2006, attraverso un controllo condotto su tutto il territorio nazionale – evidenziò dati ancora più allarmanti secondo cui su 172 medici controllati ben 104 non rilasciavano regolari fatture. Numeri che avrebbero determinato una evasione di milioni di euro. L’indagine condotta dalla Procura sammaritana e che ha visto ieri in campo la guardia di finanza, è dello steso tipo di quella condotta a Napoli nelle scorse settimane. (Comunicato da red. cronaca Matese)

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