1giro-del-centenarioGiro d’Italia 2009: la gara festeggia il suo primo secolo di vita attraversando la Valle Alifana. Previsto l’arrivo  proprio nell’antica e storica città  di ALIFE  il giorno 28 MAGGIO 2009 . Nel corpo dell’articolo l’elenco di tutti i paesi della Valle che saranno interessati dal Giro. Ringraziamo il nostro giornalista ‘Gaetano Cuomo’ per averci fornito in anticipo tutte queste importanti notizie. Sarà  storico quest’ evento se non unico in quanto cade proprio nel centenario di quella che é considerata la gara di ciclismo più imporrante in tutt’Italia & non. Noi tutti del comprensorio  alifano -matesino & d dovremo prepararci degnamente per accogliere tutti gli atleti del 92° Giro d’Italia.

Alife(Ce)- (di Gaetano Cuomo) Il Giro d’Italia, la corsa ciclistica più importante 3girbecco-mascotte-2009del nostro Paese (e che, insieme al Tour de France, l’omologa e poco più antica competizione francese, è la più prestigiosa del mondo) è giunta quest’anno a festeggiare il Centenario dalla sua fondazione.  Dal 1909, infatti, tranne che per le due sole interruzioni avvenute in corrispondenza degli anni delle Guerre Mondiali (dal 1915 al 1918 e dal 1941 al 1945), quest’importante gara a tappe ha attraversato in lungo e in largo lo “Stivale”, snodandosi per tutte le sue strade, transitando per grandi città e piccoli centri, per avere come tappa conclusiva (quasi) sempre la città di Milano. La scelta di questa città è dovuta proprio al fatto che, nell’anno dell’istituzione del Giro, è stata la Gazzetta dello Sport, celebre testata giornalistica meneghina, ad organizzare l’evento (strappando tra l’altro, l’idea al Corriere della Sera) e da allora, ha continuato a farlo fino ad oggi. Proprio quest’anno, però, non ci sarà il classico epilogo meneghino, poiché la tappa finale sarà Roma (e questa è una delle novità del Centenario); tuttavia, all’ombra della “Madonnina” ci sarà tutta una giornata di rievocazioni storiche proprio nelle zone tra piazzale Loreto e Corso Sempione, là dove cento anni or sono, in una fredda notte di maggio, i primi ciclisti iniziarono a correre per la prima volta. Oltre a ciò, gli organizzatori hanno fatto in modo che la maggior part4-18esima_tappa_-_altimetriae delle tappe del Giro 2009 ripercorressero proprio quelle della prima “Corsa Rosa” di cento anni fa. Il Giro d’Italia 2009, che si annuncia un’edizione memorabile, si svolgerà in 21 tappe e durerà 23 giorni, per più di tremila chilometri totali: partirà il 9 maggio dal Lido di Venezia e, come abbiamo già detto, a dispetto della migliore tradizione, terminerà nella Capitale il 31 maggio. Lo staff organizzativo della gara ci assicura che sarà anche un’edizione piena di sorprese e, in effetti, già ci sono tutti i presupposti per piacere: una delle caratteristiche del Giro del Centenario (come ormai viene definito il Giro 2009 da tutti i media) sarà quello di avere scenari unici come Venezia, le Cinque Terre o la tappa che porterà i ciclisti in gara fin sulla vetta del nostro Vesuvio. Gli stessi concorrenti in gara, intervistati alla conferenza stampa tenutasi per la presentazione del Giro presso il Teatro della Fenice di Venezia, ne hanno parlato con entusiasmo: il campione varesino Stefano Garzelli ha affermato che sarà «diverso da tutti gli altri, entusiasmante ed innovativo» e che il ciclismo in Italia «sta dimostrando di aver fatto molti passi in avanti», ovviamente alludendo alle tante polemiche degli scorsi anni; l’ex ciclista livornese Paolo Bettini (campione del mondo nel 2006 e nel 2007 e oro olimpico, oggi giornalista sportivo) afferma con certezza che «chi vuol vincere il Giro dovrà tenere duro da subito e tenere per tre settimane» facendo riferimento alle tappe che sono ben assortite fin dall’inizio (già dopo quattro giorni di gara, infatti, troviamo le Alpi e poi, più avanti, vette alquanto difficili come il Block-House e il Vesuvio); Angelo Zomegnan, il patron del Giro d’Italia dall’edizione del 2004, ha detto invece che «anche se Milano, quest’anno non sarà la tappa finale, n2percorso-giro-ditalia-2009el giorno che il Giro attraverserà la città ambrosiana, sarà rievocata la partenza di quella lontana notte di maggio di cento anni fa, quando, nei pressi di piazzale Loreto, partirono i primi ciclisti: sarà proposta una tappa proprio in quel contesto che toccherà la storia del Giro d’Italia a Milano». Ma entriamo nello specifico del percorso. Il 92° Giro d’Italia inizierà, quindi, a Venezia, mentre la seconda tappa arriverà a Trieste, all’estremo est italiano; la terza tappa partirà dalla bellissima Grado e la quarta da Padova, con arrivo a San Martino di Castrozza da dove ripartirà il mattino successivo per inerpicarsi sulle Dolomiti, fino all’Alpe di Siusi. La sesta tappa del Giro partirà da Bressanone e prevedrà uno sconfinamento in Austria; il giorno dopo ripartirà dalla città di Innsbruk da dove, la tappa successiva andrà verso la Lombardia, da Morbegno a Bergamo; la nona tappa si svolgerà, come abbiamo già accennato, tutta a Milano (e si chiamerà proprio “tappa Milano-show”) e, dopo il riposo del 18 maggio, si ripartirà per la tappa Cuneo – Pinerolo, una delle più “toste” dell’intero percorso. Il giorno successivo ci sarà la Torino – Arenzano (tappa n.° 11), per poi partire per Genova e le Cinque Terre (qui si svolgerà una tappa a cronometro individuale, la Sestri Levante – Riomaggiore): da qui ci si dirigerà in Versilia e poi a Firenze. La tappa del giorno dopo sarà la n.° 14: valicando l’Appennino, essa terminerà a Bologna, sul Colle di San Luca, proprio davanti al celebre santuario. Il giorno dopo ancora avremo la tappa Forlì – Faenza (città quest’ultima preferita a Rimini dagli organizzatori) e, da qui, attraverso le Marche (con l’inedita e difficoltosa tappa Pergola – Monte Perano), si scende sempre più verso Sud. La diciassettesima tappa, quella del 27 maggio, porterà i ciclisti dalla città di Chieti all’ostica salita del Block-House che s’inerpica fino a quota m. 2050 (in pratica la stessa altezza della vetta del nostro Monte Miletto!): già si profetizza che il5maglia_rosa_2009_di_dolce___gabbana vincitore di questa tappa sarà il probabile trionfatore del Giro del Centenario. Ed eccoci giunti alla tappa di giovedì 28 maggio (la diciottesima), la Sulmona – Benevento (km. 181) in cui il Giro d’Italia 2009 attraverserà, in tutta la sua lunghezza, anche la nostra zona dell’Alto-Casertano, Alifano e Matesino, come non succedeva dall’ormai lontano 1993. La tappa che interesserà il nostro territorio partirà dalla storica città dei confetti e di Ovidio, Sulmona (in Abruzzo), salirà sul Piano delle Cinque Miglia, scenderà leggermente passando sotto le note località sciistiche di Pescocostanzo e Rivisondoli verso Roccaraso per scendere definitivamente verso la pianura attraversando Castel di Sangro; entrerà, poi, in territorio molisano passando per Cerro al Volturno, Colli, Montaquila, fino ad entrare in Campania, accedendo alla Media Valle del nostro fiume Volturno per la Strada Statale 158 a Capriati al Volturno, passando sotto i borghi di Ciorlano e Fontegreca e, sempre percorrendo la predetta strada statale, attraverserà Prata Sannita e Pratella, passerà sotto Ailano, Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife fino ad arrivare sotto le storiche mura della città di Alife. Giunti nella nostra città, nel piazzale di Porta Romana, i ciclisti lambiranno le mura romane verso est, dirigendosi verso la Strada Provinciale per Piedimonte (meglio conosciuta come “la via vecchia”) fino a giungere proprio alla cittadina pedemontana per proseguire per San Potito, Gioia Sannitica ed entrare nel Beneventano a Faicchio. Si scenderà verso San Salvatore Telesino e qui, immettendosi sulla Provinciale 182, il Giro giungerà a Telese Terme; da questa cittadina termale, i corridori si dirigeranno verso la stazione di Solopaca, per poi transitare per Santa Maria della Strada (presso San Lorenzo Maggiore) per poi dirigersi verso Benevento, il capoluogo del Sannio, dove il traguardo sarà allestito in Piazza Castello, sotto la Rocca dei Rettori. Dopo la nostra tappa, il Giro andrà da Avellino al Vesuvio, passando per la splendida Costiera, da Salerno a Sorrento e, per finire, dal capoluogo campano salirà verso Anagni e per poi chiudere in bellezza, a Roma, con una solenne linea di traguardo ai Fori Imperiali. E se è vero, come ha detto Massimo Cacciari, che il Giro d’Italia «è l’evento nazional-popolare più importante» gli risponde Carlo Verdelli, direttore della Gazzetta dello Sport, ricordando che, durante il suo secolo di vita, il Giro è una delle poche cose ad avere quella presa sulla storia e sul costume italiano. E, infatti, è proprio Verdelli che, durante un’intervista, afferma che «il Giro ha accumulato così tanti episodi, così tanti eroi, così tante cadute e risalite, da essere entrato nella pelle degli Italiani!» e che quest’anno, paragonando il Ciclismo ad un convalescente che si è ripreso da una malattia, si aspetta una gara che proprio grazie «alla forza interiore e alla magia che ha il Ciclismo, è riuscito a risollevarsi anche dall’ultima caduta», riferendosi alle polemiche e ai poco edificanti episodi degli ultimi anni. Proprio per questo, egli si aspetta che il Giro del Centenario sia «pieno di speranza, pulito, combattuto e che sappia appassionare gli Italiani come, di fatto, nessun altro sport, per venti giorni, riesce a fare… ». E se vogliamo rimanere in tema di “cadute”, credo che tutti i cittadini di Alife ricorderanno un triste episodio avvenuto durante l’ultima volta che il Giro d’Italia attraversò le antiche strade della nostra cittadina: nel 1993, infatti, nel tratto di strada che porta dal Mausoleo degli Acilii-Glabrioni alla chiesa dell’Ausiliatrice, un povero cane, oltrepassò le transenne metalliche e si trovò, ignaro di cosa stesse accadendo, in mezzo alla carreggiata, proprio mentre sopraggiungeva un gruppo composto di una decina di ciclisti. I poveri atleti, per evitare di investire la bestiola, frenarono bruscamente e ci fu un tamponamento a catena in cui molti di loro capitombolarono, riportando diverse ferite: uno in particolare fu addirittura ricoverato presso l’ospedale di Piedimonte e dovette ritirarsi dalla gara. C’è, infatti, una “vox populi” che vorrebbe che Alife porti sfortuna ai ciclisti: tale diceria si è diffusa proprio dalla vicenda che abbiamo riportato ed ha trovato una tragica conferma nel 2008, quando Ciro D’Onofrio, un ciclista napoletano di 41 anni, trovò la morte presso il Quadrivio della Pioppetta, a causa di un’automobile che attraversò inconsapevolmente il percorso della prima edizione della gara ciclistica amatoriale “Gran Fondo del Volturno” a cui il poveretto stava partecipando. Attenderemo il 18 maggio di quest’anno per fare in modo di sfatare definitivamente questa brutta diceria. Per noi abitanti dei piccoli centri che, ancora una volta avremo l’onore di ospitare la “Corsa Rosa”, il Giro d’Italia resta sempre un momento magico e non solo per i supertifosi del ciclismo, ma un po’ per tutti: chi non sosterà da qualche parte, sperando di gustarsi, dal suo punto di vista privilegiato, in qualche angolo del paese, il passaggio di quel velocissimo “serpentone”, per poter dire, con tutto orgoglio, quando passeranno gli anni: «Io c’ero!»? Quest’anno poi, sia il Giro d’Italia sia tutto ciò che gli ruoterà intorno, avranno una valenza maggiore anche rispetto all’interesse che verso la gara mostreranno i media. E da quello che si dice, pare che esso si prospetti davvero sorprendente: sempre gli organizzatori tengono a sottolineare come il Giro del Centenario, pur rimanendo legato alla grande tradizione ciclistica italiana, avrà sicuramente anche un occhio proiettato verso il futuro. Non è poco, infatti, poter assistere alle performance di fuoriclasse del calibro dell’americano e “rientrante” Lance Amstrong, del campione australiano Cadel Evans, dello spagnolo Carlos Sastre o di “glorie di casa nostra” come Ivan Basso, Danilo De Luca e Damiano Cunego. E proprio per questo, noi siamo onorati del fatto che l’organizzazione abbia scelto anche Alife e Piedimonte tra le cittadine scelte a rappresentare il Giro del Centenario. Mi si permetta una sola critica negativa: anche quest’anno, il Giro d’Italia non andrà più a Sud di Napoli, tagliando completamente fuori molte regioni dell’Italia Meridionale. Questa è una pecca che, purtroppo, si ripete troppo spesso e a cui, per le prossime edizioni, dobbiamo cercare di rimediare. Il Giro d’Italia è un forte momento d’aggregazione nazionale e non può permettersi di tagliare fuori gran parte della popolazione. Quel Giro che, partendo per la prima volta cento anni fa sulle polverose strade di un’Italia che si avviava verso un nuovo secolo, è giunto ad essere oggi uno degli eventi più sentiti dagli Italiani, sia per i residenti sia per gli emigrati: anzi, questi ultimi sono davvero attenti a seguire le varie tappe del Giro perché è quasi come se, attraverso il video, per tre settimane visitassero quei posti della “loro” Italia che portano sempre nel cuore. Un’ultima curiosità: oltre alla mascotte Girbecco (uno strano stambecco che ha mandato in pensione il “ghiro d’Italia”), proprio in occasione del Centenario, avremo un’altra peculiarità; come poteva, infatti, il Giro del Centenario, non distinguersi anche per l’oggetto più rappresentativo del Giro stesso? Stiamo parlando della Maglia Rosa: il famoso indumento non poteva non essere disegnato se non dalla coppia più celebre di stilisti italiani: essa è “opera” di Dolce & Gabbana i quali, proprio come il Giro d’Italia, sono veri portabandiera del Made in Italy nel mondo. L’appuntamento per tutti con il Giro del Centenario è fra “soli” cinquanta giorni… (Articolo a cura del giornalista di “Alto Casertano- Matesino & d” :  Gaetano Cuomo. ” Attenzione per la pubblicazione e la diffusione riportare in chiaro tutte le fonti: autore dell’articolo e nostro portale . Copyright” )

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