Caserta– (di Giuseppe Messina) Le parole di Berlusconi e del suo sodale Bertolaso ad Acerra, in occasione  dell’apertura dell’ inceneritore, dovrebbero far riflettere tutti: dalla  magistratura irrisa, all’imprenditoria campana ignorata, dalla classe  politica messa a tacere, alla società civile colpevolizzata e con un’ informazione  prevalentemente allineata e autocensurata. In questa condizione ha prevalso un’idea di sviluppo e di paese  rappresentato da una classe dirigente sconsiderata quanto furba, ma capace  di mantenere il potere che, in netta contraddizione con quanto affermava De  Gasperi (gli uomini di Stato pensano alle future generazioni) si preoccupa  delle prossime elezioni come punto irrinunciabile del suo obiettivo. In  questa direzione il centro sinistra non ha fatto altro che da violino di  spalla a Berlusconi (ricordate le dichiarazioni favorevoli di Bassolino rese  nei confronti del capo del governo?), acquattato, ieri all’angolo e oggi  tenta una timida reazione (mediatica ma non politica), nella speranza di un  improbabile rilancio. La provocatoria presenza di Marta De Gennaro, l’attribuzione di “eroi” data  all’ Impregilo da Berlusconi avrebbero dovuto consigliare al procuratore  capo, dr. Lepore di andarsene subito o di replicare alle offensive  dichiarazioni del premier. Invece tutti là appassionatamente insieme e  silenziosi. L’imprenditoria campana, altezzosa quanto incapace, ha dimostrato di essere  profondamente inefficiente quanto incompetente e divisa, mentre appare, in  tutta la sua evidenza, come il centro sinistra, avendo da tempo abbandonato  gli impegni assunti per un progetto di rinnovamento della società  meridionale affidatole dall’elettorato ma tradito nei fatti, trascina la sua  quotidianità, allargando il solco tra una parte della società civile (le  “commendevoli associazioni” derise da Bertolaso) e attribuendo ad essa e  solo a questa la responsabilità dei ritardi, di una visione distorta della  realtà e tutto quanto possa allinearla alle posizioni della destra sulla  vicenda “emergenza rifiuti”. La fine di questo percorso consentirà, forse, a  rilegittimare quel gruppo dirigente e gli eredi scelti per la continuità nel  governo degli enti locali della Campania a scadenza, ad iniziare dalla  provincia di Napoli e Caserta all’ente Regione. Sembra sentirli: “La colpa  non è nostra, ma di una società civile ideologizzata, da una magistratura di  parte, da un’imprenditoria incapace. Avanti dunque all’insegna della  continuità e isoliamo i veri nemici della Campania”. Quanto vale allora la verità? Il fare della società civile non è riuscita nel suo intento e oggi  rischia un ulteriore fatale isolamento. La gente per l’inceneritore sembra  più soddisfatta che preoccupata, come dovrebbe. “Ma qualcosa si è fatto,  finalmente” – dice il sentire comune -. E’ forse il tempo di riflettere, di  cambiare? (articolo a cura del dott Giuseppe Messina-Lebambiente)Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”