Caltanissetta- ( di Rosario Amico Roxas) Caltanissetta assurge a metro politico o pseudo olitico: a carattere provinciale, regionale e anche oltre. Il raggruppamento che rappresenterebbe la destra, ma che destra non è, bensì un guazzabuglio amorfo, camuffato da passione politica, ansia di servire la città, voglia di fare, ovviamente tutti amici del popolo (elettore), tutti bacioni, tutti disponibilissimi, mostra tutte le sue crepe. Sono ben sette gli aspiranti servitori degli interessi della collettività (basterebbe che si mettessero d’accordo e fare il sindaco un po’ ciascuno, giusto per non scontentare nessun disinteressato servitore). Aria di crisi alla provincia per il mancato accordo nell’indicazione di un candidato unitario del raggruppamento. Aria di crisi alla Regione, che parte da lontano, da quella ristrutturazione delle USL che ha tagliato molti posti riservati e riservabili ai fedeli servitori dei potenti, ai trombati eccellenti, ai professionisti del “bene collettivo”. I mancati accordi servono per acuire ed esaltare i disaccordi, ufficialmente per ragioni ideologiche e di principio. Intanto il ministero dell’economia taglia i FAS per la Sicilia, imponendo una priorità a L’Aquila; ma è chiaro, in Abruzzo c’è da esaltare l’immagine dell’efficienza parolaia per recuperare consensi, in Sicilia i sondaggi dicono che, grazie alle ben note “amicizie”  (quelle del 61 a 0 e del successivo 8 a 0 delle ultime provinciali), la coalizione, che coagulata non è, si avvia a impossessarsi di un consenso superiore al 70%, quindi non serve riconoscere i diritti acquisiti, tanto i siciliani sappiamo inghiottire ben altri rospi! Caltanissetta è al centro, e non solo geograficamente; rischia di diventare il metro con il quale misurare la reale forza di ognuna delle variegate componenti, per trasferire tale percentuale nel rinnovato manuale Cencelli, indispensabile per la spartizione di quel poco che ancora sopravvive. C’è un Piano regolatore da stilare e approvare; un Piano che fin ora è stato rimandato per stimolare il recupero di altre zone che rischiavano di diventare desertificate, con grave danno per l’intera economia del centro storico. Un Piano regolatore arricchisce qualcuno a discapito di altri , ma sempre a titolo individuale; gli interessi della collettività passano in cavalleria, giacché siamo in mano a tanti cavalieri! La concomitanza con le votazioni europee e, successivamente, anche con il referendum, trasforma la tornata elettorale in una sorta di tombola, nella quale è già uscito l’ambo, la terna, la quaterna e la cinquina; si aspetta solo la tombola finale per fare l’en plein e poter affermare, orgogliosamente, ”il pranzo è servito”; i commensali chiameranno la tavola imbandita “democrazia partecipativa !!!” (a cura del dott Rosario Amico Roxas)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”