SESSA AURUNCA(Ce) – (di Nunzio De Pinto) Sogin, la società costituita nel 1999 per gestire in sicurezza la chiusura del ciclo di vita delle installazioni nucleari italiane (decommissioning) e la svedese Studsvik – specializzata nella progettazione di soluzioni ingegneristiche e nel trattamento dei rifiuti radioattivi – hanno reso noto di aver sottoscritto un contratto per il trattamento e il condizionamento di circa 270 tonnellate di rifiuti radioattivi a bassa attività, prodotti durante l’esercizio e lo smantellamento della centrale nucleare di Caorso (Piacenza). Il contratto, che ha un valore di 6,6 milioni di euro, pari a 73 milioni di corone svedesi, prevede – spiega una nota congiunta – il trattamento di 145 tonnellate di rifiuti a bassa attività, prodotti durante l’esercizio della centrale, e di 127 tonnellate di carboni attivi, che saranno rimossi dall’edificio off-gas a partire da agosto. I rifiuti saranno trattati e condizionati negli stabilimenti svedesi “e restituiti in una forma che ne riduce i volumi e ne garantisce la sicurezza nel lungo termine”. Le operazioni, avviate nella seconda metà dell’anno, si svolgeranno nell’arco di 42 mesi, “sotto il controllo delle rispettive autorità nazionali”. L’accordo, prosegue la nota, “permette di rispettare i limiti previsti per lo stoccaggio dei rifiuti nei depositi esistenti e completare, quindi, le attività di smantellamento della centrale di Caorso già autorizzate”. Per Groth Magnus, presidente e amministratore delegato di Studsvik (società con 1.100 dipendenti, presente in otto Paesi e quotata alla Borsa di Stoccolma), “questo accordo offre l’opportunità di entrare nel mercato italiano e di affermarsi quale operatore globale dell’industria nucleare”. Secondo l’amministratore delegato di Sogin, Massimo Romano, “l’accordo risolve un’importante criticità e consente di imprimere un’ulteriore accelerazione al decommissioning della centrale di Caorso”. Nel frattempo come procede lo smantellamento della centrale sul Garigliano ? La centrale del Garigliano è una centrale nucleare che sorge in un’ansa del fiume Garigliano, nel comune di Sessa Aurunca (CE). L’impianto, di tipo BWR, fu costruito tra il 1960 e il 1963 dalla General Electric su commissione della SENN (Società Elettro Nucleare Nazionale) del gruppo IRI-Finelettrica. Il reattore, della potenza di 160 MWe, raggiunse la prima criticità il 5 giugno 1963. Basato su una configurazione impiantistica eccessivamente complicata (presto abbandonata dalla stessa General Electric), il reattore del Garigliano ebbe un funzionamento discontinuo, finché nel 1978 venne fermato a causa di un guasto tecnico a un generatore di vapore secondario. Considerato il costo dell’intervento di sostituzione, nel 1981 l’ENEL (subentrata alla SENN nel 1965) decise di non riavviare più la centrale, in considerazione della breve vita residua dell’impianto. Nel novembre 1999 la proprietà della centrale – così come per le altre tre centrali nucleari italiane – è stata trasferita a SOGIN. Il programma predisposto da SOGIN punta al totale smantellamento dell’impianto e al ripristino ambientale dell’area entro il 2016.(Articolo a cura del giornalista casertano Nunzio De Pinto)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”