Ischia- Cuma(Na)-  (di Mimmo Sferatore ) Cari amici si è riproposta la rottura dei cavi sottomarini Cuma Lacco Ameno di cui vi siete occupati alcuni mesi fa, non c’è pace per il golfo di napoli

Oggetto: denuncia di possibile nuovo danno ambientale per la ennesima rottura di cavi sottomarini Terna del collegamento ad alta tensione Cuma-Ischia con fuoriuscita, nell’ambiente circostante, di olio contenenti sostanze nocive.

Come riferito dal comunicato stampa Terna del 20.08.09, si è individuata, in data 13.8.09 una nuova rottura meccanica ad uno dei 4 cavi sottomarini della linea sottomarina Cuma – Casamicciola ad olio fluido, costruiti senza soluzione di continuità. Tale rottura è stata causata, probabilmente, secondo quanto autodichiarato dalla società Terna da un’ancora. Nelle probabilità non si possono escludere quindi eventuali cedimenti strutturali dei cavi, al momento della messa in tensione, che comporterebbero al contrario la responsabilità diretta dell’operatore. La Terna ha individuato la rottura meccanica del cavo, con possibile fuoriuscita di olio fluido, in un punto ben preciso nei pressi del porto del comune di Casamicciola Terme antistante la spiaggia denominata di Suor Angela in questo periodo frequentatissima di bagnanti . In applicazione anche del principio di precauzione di cui all’articolo 174, paragrafo 2, del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione. (art. 301 D.Lgs 152/06). Si informa quindi la S.V. in indirizzo dei danni a cui è esposta la salute di migliaia di bagnanti e l’ecosistema più importante del mar Mediterraneo indicato come “habitat prioritario” nell’allegato I della Direttiva Habitat (Dir. n. 92/43/CEE), Area Marina Protetta denominata “Regno di Nettuno”, sito marino Natura 2000 “fondali marini di Ischia Procida e Vivara” codice IT 8030010. L’olio fluido utilizzato dalla Terna nei cavi sottomarini è infatti una miscela di sostanze inquinanti:

A) OLII ISOLANTI E IDROCARBURI componenti dell’ olio Fluido di saturazione dei cavi Sostanze nocive all’ambiente marino: Legge 31.12.1982, n° 979 allegato A- in vigore Dlgs 152/06 art 170 comma 10. Regolamentati S=61 Non disperdere nell’Ambiente, rifiuti pericolosi di cui al catalogo europeo dei rifiuti e ai sensi del Dlgs 156/06 all. D con il n° 13 03 08.

B) PCB (Policlorodifenili) inquinanti organici persistenti POPs (Persistent Organic Pollutants) considerati nocivi per l’ambiente e per la salute umana . In data 24.01.2008 la ditta Enel informava la Prefettura di Napoli ed altri enti territoriali del rapporto di analisi Chelab n° 08/15483 del 22.01.2008 per l’ olio T3788 prelevato dai cavi nella stazione di Cuma, dopo i 2 incidenti dell’anno 2007. Tale certificazione evidenzia la presenza di PCB TOTALI nell’olio utilizzato nella tratta Cuma – Lacco Ameno pari a 10.265 (diecimiladuecentosessantacinque)  ng (nanogrammi) per ogni kg In seguito alla rottura di un cavo sottomarino O.F., per evitare o smaltire l’acqua all’interno della condotta elettrica ed individuare il punto di lesione del cavo, tecnicamente si procede facendo entrare in pressione i cavi disperdendo l’olio nell’ambiente circostante. Ecco di seguito il dettaglio tecnico stralciato dall’analisi di rischio della stessa ditta Pirelli costruttrice dei cavi: I 4 cavi sottomarini della tratta Cuma –Ischia , hanno all’interno un canale di olio del diametro di 18 mm in un circuito ad alta pressione. In caso di rottura, , il predetto canale di olio non deve mai potersi svuotare per essere sostituito dall’acqua e per questo motivo l’olio fluido deve essere mantenuto a pressione positiva superiore alla pressione circostante dell’acqua. Quando il cavo a causa della rottura perde olio, questa perdita è compensata in maniera continuativa (con la relativa fuoriuscita in mare) tramite il pompaggio dalla stazione primaria di CUMA. Per i primi 20 giorni (tempo max di intervento e riparazione) ogni singolo cavo rotto rilascia in mare circa 6.25 tonnellate di olio con le rispettive sostanze inquinanti costituenti lo stesso. Alla luce dei fatti esposti e perdurando ad oggi il possibile sversamento in mare di tonnellate di olio fluido inquinante sia nell’ambiente marino protetto, sia a contatto con bagnanti,

SI CHIEDE

Una immediata verifica del danno ambientale (anche se imminente) causato dalla 4° rottura alla medesima linea sottomarina Cuma –Lacco Ameno mai autorizzata all’esercizio.

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Situazione contingente di interruzione di erogazione di energia elettrica sull’ isola d’ Ischia i preedetti cavi 4 cavi ad Olio Fluido non assicurano e non hanno mai assicurato l’alimentazione delle isola di Ischia, che solo in alcuni giorni di agosto è pari a 51MW (in realtà attualmente l’isola d’Ischia è regolarmente alimentate con 5 cavi sottomarini a MT (non ad olio fluido) per complessivi 72MW provenienti dalla stazione di Foce Vecchia 60/30/20 KV, inserita ad anello e condoppi sistemi di alimentazione con le stazioni di Patria 380/150 KV, Cuma 150/20 KV, Pozzuoli 220/60 KV, che giungono alle stazioni MT 30/10KV di Ischia e Forio anche esse ad anello e con doppi sistemi di alimentazione (servizio + riserva). Con la sostituzione programmata di due dei 5 cavi a Media Tensione il fabbisogno energetico dell’isola può essere soddisfatto fino all’anno 2099 (90MW) senza l’ausilio della linea ad Alta Tensione ad olio fluido con PCB ad elevatissimo rischio ambientale. Dalla data del 1 aprile 2009, Enel Distribuzione ha ceduto a Terna l’intero capitale di Enel

Linee Alta Tensione Srl (“ELAT”). Il corrispettivo per la cessione, è stato pari a 1.152 milioni di euro. Fa parte di questa cessione anche la linea elettrica sottomarina ad Alta tensione Cuma – Lacco Ameno, mai autorizzata all’esercizio da un decreto regionale e priva della concessione di utilizzo del pubblico demanio per i motivi di seguito allegati.

Il DPGR 3651 del 14.4.1994 autorizzava una linea in cavo sotterraneo lungo le strade fundera e pozzillo e nuova cabina primaria a Lacco Ameno, e non ha mai incluso e quindi mai autorizzato il tratto sottomarino dei 4 cavi ad olio fluido. Tuttavia il medesimo decreto regionale definitivamente decade nel 1999, e con esso la pubblica utilità dell’opera per decorrenza dei termini perentori stabiliti per legge, in quanto l’occupazione di urgenza non verrà mai perfezionata in decreto di esproprio. Tanto rilevato anche dal G.O. nella Sentenza n° 354/08 del 23.12.2008 pag. 18 emessa dal Tribunale di Napoli Sezione distaccata di Ischia. Concessione Demaniale n. 113/94 del 14.6.1994 titolo valido fino al 31.12.1993 scade cioè prima del rilascio e non verra’ da quella data mai più rinnovata.

Realizzazione di una stazione di trasformazione primaria ad Alta Tensione a Lacco Ameno, inserita all’interno di un fabbricato di 11.000 mc. Lo stesso è stato realizzato a seguito di illegittima concessione edilizia, in pieno centro abitato, di fianco alla scuola media comunale dietro l’unico ospedale dell’isola d’Ischia, occupando e trasformando suoli con destinazione d’uso: zona F/1 del vigente PRG (inedificabile ab origine) senza variare il piano regolatore del

Comune di Lacco Ameno. La Stazione di trasformazione ad alta tensione è ad altissimo rischio di incidenti o esplosioni in un ambiente coperto. Nell’agosto 2009 (periodo di maggiore richiesta energetica) l’isola d’Ischia comunque si è ritrovata ad essere alimentata dalla terraferma con 2 gestori ( Enel e Terna), con 2 linee differenti : 90MW con la Alta Tensione + 72MW con la Media Tensione per un totale di 162MW, ricevendo questa disponibilità di energia da due stazioni differenti a fronte di una massima intensità di corrente richiesta (da previsioni Enel) di soli 51MW . Tutte le stazioni di trasformazione sono dotate di doppi sistemi: emergenza + riserva per garantire e supportare eventuali guasti o disalimentazioni. In questa situazione le cronache di questi giorni sull’isola d’Ischia riferiscono che dalla data dell’11 agosto sono continue le interruzioni di pubblico servizio anche senza preavviso nell’erogazione di fornitura di energia elettrica, vi è il ricorso a rumorosi generatori a gasolio supportati dall’esercito italiano e infine è in programma un nuovo investimento per linee Terna pari a 120 milioni di euro per collegare ad Alta Tensione con la terraferma Ischia Procida e Capri isole che trovano solo nella stagionalità il loro picco di consumo energetico. Tale nuovo collegamento Terna prevede altri 90MW ad alta tensione disponibili per le isole, Forse in questo periodo di crisi si potrebbero valutare anche investimenti meno onerosi per mantenere l’efficienza di un servizio di distribuzione di energia elettrica per soddisfare il massimo assorbimento in pochi giorni nel mese di agosto.si pensi ad esempio all’immissione in rete delle energie rinnovabili quali il geotermico ed il solare che lo stato finanzia, oltre che lo sfruttamento della metanizzazione in fase di completamento sull’isola d’ischia . (Comunicato a cura dell’ambientalista Mimmo Sferatore)

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 Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”