COMUNITA MONTANE: A RISCHIO 800 POSTI DI LAVORO. LA REGIONE INTERVENGA CON UNA LEGGE SPECIALE E LO SPOSTAMENTO DEL PERSONALE IN ESUBERO PRESSO I PARCHI REGIONALI

Piedimonte Matese(Ce)- (di Marco Fusco) Con la legge regionale di riordino delle Comunità Montane e la Finanziaria 2010 del Governo Berlusconi, a rischio 800 posti di lavoro. Le Amministrazioni degli Enti Montani stanno provvedendo alla rimodulazione delle piante organiche, con il rischio di mettere in mobilità e, quindi, in esubero, il 10, 20 % del proprio personale. Prima che il consiglio regionale si sciolga, occorre approvare una sorta di legge speciale a favore del personale delle Comunità Montane. Per rimanere nell’ambito territoriale, la Comunità Montana del Matese, dovrà dichiarare in esubero circa 15 dipendenti: sono dati tutt’altro che approssimativi. Che fare? Beh, certamente non sperperare risorse pubbliche e comunitarie come sta facendo la giunta regionale in questi ultimi giorni. Qualche esempio? E’ presto detto. A leggere alcune deliberazioni il sospetto diventa certezza: sanatorie pluriennali di precari, riorganizzazioni degli uffici di giunte e consigli con annesse assunzioni, risorse assegnate a pioggia con motivazioni da raccontare quando si ride tra amici, nascita di agenzie con incarichi da 300 mila euro annui per dirigenti di prima fascia, entrati in regione come portaborse, assunzioni di”comandati”( dipendenti pubblici arrivati da altre amministrazioni che potevano benissimo ritornare al loro originario posto di lavoro senza perdere nulla), 500 mila euro per il centro ippico di Santa Maria Capua Vetere, altrettanti per il “turismo cinofilo”, 400 mila euro per la nascita dell’Istituto della vite e del vino campano. E per le comunità montane? Appena due milioni di euro per gli interventi a tutela dell’ambiente e di bonifiche montane con un impegno tassativo: è fatto divieto assoluto di procedere a nuove assunzioni. E allora, come conservare i livelli occupazionali presso le comunità montane? Semplice. Prendendo sul serio quanto scritto di recente in alcuni atti dell’esecutivo Bassolino, sulle sorti future dei parchi regionali, sarebbe auspicabile che il personale eventualmente dichiarato in mobilità o in esubero, venga trasferito, ope legis, presso i parchi sprovvisti del tutto di personale qualificato. Un esempio concreto: il parco regionale del Matese potrebbe servire per “svuotare” il personale della Comunità Montana del Matese. Non si tratta di reperire nuove risorse, non si tratta di fare per così dire leggi-mancia alla vigilia delle elezioni, come è capitato per quell’esercito di “comandati”( circa 200 sistemati in regione che ha provocato anche uno sciopero dei dipendenti interni) con contratto a tempo determinato negli uffici di staff di politici, esclusi dalle norme nazionali. Una strana alchimia fra rigore, sostento ai redditi e finanziamenti qua e là. Il governo Bassolino e tutte le forze politiche che lo sostengono, prendano a cuore la problematica che riguarda i circa 800 lavoratori degli enti montani che, da un momento all’altro, potrebbero vivere un lungo periodo di precariato. Prima dello scioglimento del consiglio regionale, si approvi una sorta di disposizione transitoria alla legge sul riordino delle Comunità Montane, per evitare tagli indiscriminati al personale. (Articolo a cura del prof. MARCO FUSCO)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”