Caserta- (di Giuseppe Vozza) Bertolaso ha portato avanti un fasullo progetto industriale che alla fine ha favorito ulteriore inquinamento, devastazione dell’ economia agricola di Terra di Lavoro e la distruzione di materiale con l’incenerimento oltre a generare altro inquinamento ancora più grave. Nessuna rete integrata e adeguata di impianti atta a garantire l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti sulla base del criterio della prossimità geografica è stato avviato, così come chiedeva l’Unione Europea e da qui la condanna dell’Italia. “Tutto quello per cui l’Italia è stata condannata è stato risolto” ha detto Bertolaso in parlamento. Ma le bugie hanno le gambe corte e nessun piano industriale è stato mai posto in essere dal Commissario di governo, nonostante gli enormi poteri anche in deroga di cui ha usufruito. Basti un solo esempio per tutti: l’impianto di compostaggio di Maruzzella a S.Tammaro, costato milioni di euro, e colpevolmente abbandonato e trasformato in ulteriore sito di raccolta delle ecoballe. La Protezione civile anziché far completare i lavori, appena pochi giorni per montare gli impianti elettromeccanici, e recuperare la frazione umida dei rifiuti prodotti nella provincia di Caserta, fece sistemare le ecoballe dentro il capannone pur avendo a disposizione l’enorme piazzale esistente in quell’area. Il pericolo sanitario e l’inquinamento delle falde sono connessi alla separazione della frazione umida, ma i nostri decisori sembravano solo preoccupati delle apparenze e di nascondere l’immondizia da qualche parte più che risolvere il problema. “Sosteniamo e chiediamo inutilmente dal 1994 la necessità di un corretto ciclo dei rifiuti – afferma l’ing. Vozza – eppure ancora oggi l’impianto di compostaggio di Maruzzella, in carico alla Regione Campania da oltre un anno, rimane inspiegabilmente chiuso”. Sembra incredibile! La società civile, i movimenti e le associazioni ambientaliste da oltre un anno e mezzo hanno presentato un piano per risolvere la questione dello smaltimento dei rifiuti in Terra di Lavoro, ma il governo si preoccupa di aprire altre discariche e altri inceneritori, come quello di Acerra, che porteranno purtroppo solo altri danni per l’ambiente e per i cittadini. Speranza Provinciale ha fatto proprio le istanze dei comitati e chiede alle istituzioni, agli industriali e a tutti gli operatori economici interessati di farsi avanti per trovare insieme il giusto percorso per trasformare lo svantaggio dei rifiuti in un vantaggio in cui recupero del materiale e fertilizzazione dei suoli agrari siano le giuste strade da percorrere. Non si tratta di utopie, ma di un preciso piano industriale basato su concetti chiari e di non difficile attuazione. In questo senso, conclude Vozza, la proposta della Provincia nasce in ritardo e fuori da un percorso virtuoso così come le linee della Regione sono superate e fuori da uno sviluppo sostenibile, disattendendo ancora una volta lo spirito delle direttive europee, e in ultimo la 2008/98/CE, che elenca le priorità della gestione dei rifiuti in questo preciso ordine: a) Prevenzione; b) riutilizzo; c) riciclo; d) recupero; e) ed in ultimo, smaltimento. In Italia e in Campania come sempre si parte dalla fine…..Infine un interrogativo: come mai ad un anno dall’ insediamento e a venti giorni dalle elezioni il Commissario straordinario si è ricordato del Piano di gestione provinciale dei rifiuti e non ha, invece, istituito il Forum dei rifiuti già richiesto da oltre sei mesi?(Comunicato da  Paolo Russo ufficiostampa@speranzaprovincialecaserta.org)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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