San Vincenzo al Volturno(Is)- (di Michele Visco) <Successo e amarezza>. Questo il commento del segretario regionale della Uilbac dopo l’iniziativa compiuta in favore dell’apertura del sito archeologico in occasione delle festività pasquali. Emilio Izzo in una nota fa il resoconto della situazione attuale. Dopo l’apprezzata iniziativa sotto forma di protesta portata avanti dalla Uilbac in occasione della giornata di Pasquetta, presso il sito archeologico di San Vincenzo al Volturno, è stato proprio il segretario regionale Emilio Izzo a fare, tramite una nota inviata agli organi di stampa, una sintesi di quanto accaduto con il resoconto finale. <Partendo dalla convinzione che la manifestazione di protesta presso l’area monastica di San Vincenzo al Volturno – scrive Emilio Izzo – non avrebbe potuto avere altro esito se non quello del pieno successo di adesioni, rimane forte la sensazione dell’amarezza che scaturisce dalle immotivate e scellerate decisioni prese dagli organi preposti alla fruizione dei luoghi di cultura. Si diceva del tempo cattivo che ha perseguitato per l’intera giornata di Pasquetta i numerosi turisti, i quali hanno potuto visitare la zona degli scavi, solo grazie all’iniziativa della Uil Beni e Attività Culturali e di tre iscritti-dipendenti, i quali, rinunciando alla giornata di ferie, hanno accompagnato tutti i visitatori dalle ore 14.30 fino alle 20, a buio inoltrato, registrando un afflusso senza soluzione di continuità!   Eppure, il successo dell’iniziativa non riesce a cancellare l’irritazione, la rabbia e la tristezza  propria e, in modo particolare, dei tanti intervenuti, a causa di una politica culturale-gestionale non all’altezza dell’importante ruolo socio-educativo-conoscitivo. Le ragioni dell’abbrutimento del settore – precisa Izzo – vanno ricercate soprattutto nell’irrefrenabile giostra di dirigenti, i quali approdano spesso nel Molise senza nessuna voglia né convinzione, speranzosi solo di scappare  via quanto prima, il tutto accompagnato, il più delle volte, da impreparazione e capacità gestionali rudimentali. Del resto, è opinione corrente che la girandola di personaggi approdati da altre realtà, salvo rare eccezioni, è formata da soggetti allontanati da altre realtà o ritenuti non all’altezza di reggenze considerate significative. L’altro motivo pregnante, e non di secondo piano, è quello rappresentato dal panorama politico regionale. Quasi sempre assistiamo a tristi riti di “accordi” tra dirigenti ministeriali ed assessori, i primi vogliosi solo di cambiare aria e in ciò sostenuti dal potere politico, i secondi prodighi di suggerimenti a difesa di scavi e restauri spesso dettati solo da esigenze di consensi. In tanti anni abbiamo dovuto anche assistere al dilagante fenomeno di interventi da parte di soggetti esterni, i quali come per San Vincenzo al Volturno, Pietrabondante e il Paleolitico di Isernia, hanno ingrassato solo le loro carriere con i soldi pubblici, ma hanno restituito ben poco alla visibilità ed alla valorizzazione , per non parlare delle fruizione.  Sarebbe il caso di sottolineare – continua Emilio Izzo – come una volta terminati i corposi e continui finanziamenti pubblici, i tanti soggetti che, a vario titolo, vuoi architetti, vuoi archeologi, vuoi assessori, vuoi associazioni, vuoi paladini dell’ultim’ ora, insomma vuoi chi vi pare, sistematicamente e come per in canto, evaporano! Adesso, però, fra pochissimo, ci sarà di nuovo l’assalto delle amministrazioni comunali, le quali, in un’orgia collettiva da “sagra della frittata”, assaliranno il palazzo dei Beni Culturali alla ricerca di autorizzazioni per scopi “culturali” al fine di realizzare appuntamenti che, più che essere dettai da une vera passione e rispetto del luoghi di cultura, spesso tradiscono solo esigenze da copione. L’aver accolto e guidato nell’area di San Vincenzo al Volturno (che doveva essere chiusa ) – conclude Izzo – un gruppo di giovanissimi, accompagnati da un parroco coraggio e provenienti da una delle zone più degradate e a rischio della penisola, quella di Scampia, ed aver accolto dalle loro espressioni, sì le difficoltà ambientali nella quali sono costantemente immersi, ma anche la necessità e la volontà di apprendere, con la speranza che con la conoscenza si possano trovare gli strumenti per allontanare le drammaticità quotidiane, ha dato un senso ancora maggiore e più pregnante all’iniziativa della Uilbac, ma, parallelamente maggior rabbia verso un sistema degenerato che, a vari livelli, tratta la cultura pubblica come un affare personale>. (Articolo a cura del giornalista Michele Visco)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

About these ads