San Vincenzo al Volturno(Is)- “Essere è umano, perseverare è scellerato”. Emilio Izzo critica fortemente il comportamento delle dirigenza dei Beni culturali che ha dato il via ad un provvedimento disciplinare a carico dei dipendenti dell’area archeologica. Continua la battaglia per “salvare” il sito storico.

La novità dell’ultima ora riguardante il sito archeologico di San Vincenzo al Volturno è stata comunicata dal segretario regionale della Uilbac, Emilio Izzo, che in questi gironi continua a fare da spola dal proprio ufficio fino a giungere nella zona della Valle del Volturno per “confortare” i dipendenti che stanno “resistendo” ad attacchi di qualsiasi tipo. In una nota lo stesso Izzo spiega quanto sta accadendo. <Inaudito! Della serie agli orrori non c’è fine. Alla dirigenza dei Beni Culturali del Molise – scrive Emilio Izzo – non è bastato, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, tener chiusi due gioielli internazionali del patrimonio culturale molisano, né tagliare l’energia elettrica al personale che aveva protestato tenendo aperto il sito di San Vincenzo al Volturno in mancanza di disposizioni in tal senso, né aver mai dotato la sede di quei dipendenti di beni di consumo (uno per tutti, di carta igienica!), di un telefono, di un fax, di un computer, di un collegamento internet e ancor più intranet per non far loro perdere il contatto con la realtà. Una nuova pietra miliare delle dirigenza pubblica in regione è stata posizionata nella giornata di ieri (mercoledì 13 aprile) all’altezza delle sorgenti del Volturno, mediante la consegna, per mezzo di un funzionario della Soprintendenza architettonica, di una contestazione disciplinare a carico degli ormai noti dipendenti da parte delle Soprintendenze nonché della direzione regionale! Non ci aspettavamo – precisa il segretario Uilbac – in considerazione della conoscenza di gran parte dei dirigenti, un mea culpa sull’accaduto ma il reiterare di atteggiamenti colpevoli e negligenti fa impressione a chiunque! Eppure non è tutto. Si pensi che la contestazione ha ad oggetto non l’apertura di lunedì in albis, bensì la mancata apertura nel giorno di Pasqua (per il quale, neanche a dirlo, è mancata ugualmente qualsivoglia disposizione superiore). Le parole non bastano per rappresentare la nausea di fronte a simili accadimenti. Tra l’altro, è forse il caso di svelare una particolare finora volutamente non reso pubblico per volontà dei lavoratori stessi e cioè che il Ministero aveva previsto, per le festività in questione, un incentivo retributivo per chi avesse aderito alle aperture straordinarie previa consultazione del personale. Invece, la dirigenza non ha informato il personale, facendo di fatto perdere la disponibilità degli emolumenti accessori, non ha disposto le aperture straordinarie e, infine, intende punire i dipendenti che hanno utilizzato le proprie ferie per sopperire ad una sua mancanza! La Uilbac – conclude Emilio Izzo – continua ad assistere costantemente i lavoratori di San Vincenzo, così come ha fatto per la giornata di ieri, recandosi sul posto al fine di recepire personalmente le note di contestazione a loro recapitate. L’azione di queste ultime ore del segretario generale Uilbac Gianfranco Cerasoli sta già producendo forte imbarazzo presso i vertici ministeriali, tanto da immaginare nell’immediato interventi sull’operato della dirigenza locale mediante l’invio di ispettori>. (articolo a cura del giornalista Michele Visco)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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