Palermo- Diciotto anni fa, alle 17.58 del 23 maggio del 1992, l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, all’altezza di Capaci, saltava in aria per mano mafiosa, sventrata dall’esplosione di 500 chili di tritolo. Quel cratere, che uccise il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, rappresenta, oggi più che mai, una ferita ancora aperta nel cuore degli italiani che vissero in quei giorni una delle pagine più buie della storia recente del Paese. Un episodio la cui eco è tornata prepotentemente d’attualità nei giorni scorsi dopo la decisione, da parte della Procura di Caltanissetta, di riaprire le indagini sul fallito attentato al giudice Falcone programmato nell’estate del 1989, quando questi si trovava nella sua villa dell’Addaura. Come ogni anno, anche domani Palermo diventerà teatro di manifestazioni, celebrazioni e incontri, volti a testimoniare come quel sacrificio di diciotto anni fa non sia stato vano. Organizzate dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”, le manifestazioni si apriranno domani mattina sulla banchina del porto di Palermo, dove arriveranno le due ‘navi della legalità’, partite oggi pomeriggio da Civitavecchia e Napoli, ribattezzate “Giovanni” e “Paolo” con a bordo 2500 studenti. Insieme ai ragazzi ci saranno il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il responsabile Legalità di Confindustria Antonello Montante, il presidente di Libera don Luigi Ciotti e il prefetto di Palermo Giancarlo Trevisone. Una volta in città gli studenti saranno accompagnati all’aula bunker del carcere Ucciardone. Luogo “simbolo” della lotta a Cosa nostra che il 16 dicembre del 1987 vide condannati, per la prima volta nella storia, i vertici dell’organizzazione che Falcone, insieme ai magistrati del “pool” antimafia, portò alla sbarra in quello che è passato alla storia come il maxiprocesso. Qui interverranno ancora il procuratore antimafia Grasso, il procuratore di Palermo Francesco Messineo, i ministri della Giustizia Angelino Alfano e dell’Interno Roberto Maroni. Contemporaneamente all’incontro dell’aula bunker, in città verranno allestiti cinque ‘villaggi della legalità’ tra piazza Magione, il Palaoreto a Brancaccio, il Palauditore a Borgonovo, il campo di baseball dello Zen e la piazza del Municipio a Partitinico, dove i cittadini potranno conoscere più da vicino l’attività di associazioni antiracket come “Libera” e “Addiopizzo”. Infine, nel pomeriggio, due cortei si snoderanno per le strade di Palermo per incontrarsi sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, all’ora in cui si consumò la strage di Capaci. Il primo corteo partirà da via D’Amelio alle 16, l’altro dall’aula bunker alle 16.30.

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Storia- Uniamo in quest’ articolo(vedi in alto) un importantissimo video contro la mafia, che accompagna il brano d’ impegno per la Pace e la Legalità dal titolo: “C’é un bisogno di cambiare”. Istruzione, Educazione e cultura alla Pace e alla Legalità. Il video, nel quale viene ricordata anche la Strage di Capaci, é dedicato a tutte le vittime delle mafie, delle guerre e di tutte le ingiustizie..(per maggiori info leggere la didascalia nella pagina del video)

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‎Pubblicato da red. “Alto Casertano-Matesino & d”