Credo che ognuno di noi, sin dalla piu’ tenera età, sia a conoscenza dell’antichissimo proverbio di saggezza popolare “IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI”.

Napoli- (di Antonio Marfella) La storia controversa, piena di illegalità, bugie e falsità, del MAXIINCENERITORE di Acerra, costruito per bruciare di tutto e di piu’, e cioe’ anche i rifiuti speciali e tossici, che 2000 tonnellate al giorno di “tal quale tritovagliato” di fatto consentirebbe, e che riempiono tutte le pericolosissime e false “ecoballe” di Taverna del Re , oggi ci permette di aggiornare il proverbio con il piu’ efficace:

“IL DIAVOLO FA GLI INCENERITORI MA NON LE GRIGLIE E LE CAMERE DI COMBUSTIONE”

Quando per la prima volta mi recai ad Acerra, alla presenza del Vescovo Rinaldi, che , in data 26 marzo 2009, si è comportato con coerenza e dignità nei confronti della Politica al momento della inaugurazione dell’impianto che inquina “come tre automobili di media cilindrata”, ricordo che avevo portato con me la diapositiva , firmata Paul Connett , con la didascalia :

“DIO RICICLA, IL DIAVOLO BRUCIA” .

Con gentilezza e discrezione, nel corso della conferenza, il Vescovo sottovoce mi dice :”Guardi dottore che quella affermazione non è del Prof Connett, ma è mia di vari anni fa, poi ripresa dal Prof Connett!”

Scusandomi per l’ inconsapevole errata attribuzione, lanciai in quella sede invece la metafora del “IL GIUDIZIO UNIVERSALE DI MICHELANGELO COME METAFORA DEL CORRETTO CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI”, dove, senza l’integralismo manicheo di chi crede di possedere la Verità, facevo notare come, con una notevole distribuzione di posti di lavoro (Un Angelo Custode a testa), e senza dimenticare gli indispensabili impianti di compostaggio per il 30% di “rifiuto umido” (IL PURGATORIO), il nostro Creatore, nel recuperare , salvare e riciclare tutte le nostre anime, ci ha imposto un obbligo: cercare di fare “sparire” l’INFERNO (degli inceneritori) ma , in assenza di un perfetto comportamento morale dei cristiani (e dei consumatori) , cercare quanto meno di mantenerlo IL PIU’ PICCOLO POSSIBILE!

Perche’ in tutta Europa (dati EMEA 2008) la portata media degli inceneritori non supera le 400 tonnellate al giorno di materiale perfetto per la combustione mentre invece da noi, e solo tra Napoli ed Acerra, si prevede di costruirne due dalla portata complessiva non inferiore alle tremila tonnellate al giorno, pari a quella di tutti e 9 gli inceneritori che servono la intera Austria (quindi 9 volte piu’ grandi del sempre citato, a sproposito, “inceneritore di Vienna”?), e che è sostanzialmente equivalente alla intera produzione quotidiana di rifiuti solidi urbani della intera Provincia di Napoli ?

Ufficialmente per bruciare anche i 6 milioni di tonnellate di false eco balle, in realtà ed in Verità, per garantire smaltimento anche ad una quota parte dei rifiuti speciali persino extraregionali , tipo la quota eccedente (che non riusciamo a riciclare) degli oltre 250mila tonnellate/anno di Pneumatici che importiamo legalmente in Regione Campania.

 Ma , come si diceva , IL DIAVOLO FA GLI INCENERITORI MA NON LE GRIGLIE e le CAMERE DI COMBUSTIONE!

Avere permesso, e continuare a permettere, che una serie mai ben definita di rifiuti speciali e tossici di ogni tipo “rimpinzasse” le eco balle per garantire il massimo profitto dalla TRUFFA DEI CIP 6, ha creato delle autentiche “pillole di veleno” per qualunque impianto , tipo quello di Acerra, che si ponga come maxiinceneritore di tutto il “tal quale” si voglia.

Di fatto quindi, cercando di bruciare le false “eco balle” piene di ogni tipo di rifiuto , urbano, speciale, tossico/nocivo, sia ad alte che a medie che a basse temperature, si creano situazioni non controllabili di scorretta combustione che portano inevitabilmente ad una sola concentrica conseguenza: il danno alle griglie o alle camere di combustione.

Nessuno puo’ infatti pensare che “bruciare” ogni tipo di sostanza chimica, dagli acidi ai solventi (come mostrato dalla Merkeys) che da decenni finiscono nei nostri rifiuti solidi urbani, nelle nostre discariche cosi come nelle nostre false eco balle , non lasci conseguenze persino alle altissime temperature che (affermano i tecnici ma a me, come ai comitati, non risulta, altrimenti non avremmo i ben evidenti fumi e chiari sforamenti) si realizzano nell’impianto di Acerra.

L’avidità, con la truffa dei CIP6, è la spinta piu’ nefasta del Demone Mammona che ha fatto immaginare, finanziare e realizzare uno degli “aborti” tecnologici piu’ evidenti del nostro secolo appena passato, quello della illusione dell’inferno degli inceneritori come soluzione al problema dei rifiuti.

E, come ogni cosa pensata e realizzata dal Demone del profitto e della avidità,sembra perfetta per la soluzione dei problemi, ma poi si traduce in un danno mortale per la stessa “pentola” infernale.

Come dimostrato da anni dalla Magistratura inquirente, le false eco balle contengono rifiuti tossici e nocivi e non solo materiale da combustione sia pure scorrettamente imballato.

Tentare di incenerire tutto quel materiale, che nel frattempo ha percolato ed avvelenato le rigogliose terre di Taverna del Re, di fatto non solo produce oggettivamente un inquinamento ben superiore alle “tre auto di media cilindrata”, ma soprattutto , come stanno finalmente accorgendosi i tecnici, danneggia irreversibilmente lo stesso impianto infernale.

Il destino dell’impianto di Acerra quindi è segnato sin dalla sua nascita, se si pensa di bruciare tutto il materiale indifferenziato (compreso quello speciale e tossico nocivo) che si è ormai accumulato e commisto ai rifiuti solidi urbani: IL DANNO PERMANENTE DELL’IMPIANTO!

Noi, un poco piu’ esperti di “munnezza” (e non per nostra scelta), possiamo solo ricordare le parole di San Giuseppe Moscati :

“Ama la verità, mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.

E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala;

e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.”

Senza bisogno di impianti infernali e per salvare le nostre terre dalle discariche, oggi affacciatevi semplicemente ai vostri balconi e osservate come, da molti mesi ormai, i nostri ROM , in silenzio e “fuorilegge”, fanno la raccolta differenziata “a nero” , prelevando dai cassonetti sotto casa di ognuno di noi tutto il materiale ferroso e l’alluminio delle lattine (ben tremila euro a tonnellata) , come confermatomi dallo stesso Losa Presidente Asia.

Occorre semplicemente lanciare e incentivare precise e semplici regole di riduzione della produzione di rifiuti e raccolta differenziata PRIVATIZZATA E LIBERA , come a Napoli era regola ordinaria di vita sin dai tempi di Goethe, per arrivare in pochi giorni a percentuali elevatissime di raccolta differenziata a Napoli, in grado non solo di salvare le nostre discariche come Chiaiano e Terzigno, ma persino l’aborto infernale di Acerra.

A quel punto, e solo a quel punto, non sarà piu’ possibile infatti “nascondere” ed infiltrare i rifiuti speciali indifferenziati insieme ai rifiuti solidi urbani e a quel punto, e solo a quel punto, potremmo metterci a discutere e a litigare se è meglio l’inferno dei (piccoli) inceneritori o il Paradiso degli impianti a trattamento meccanico biologico “a freddo” e di riciclo totale come Vedelago.

Per ora viviamo in un Inferno che non vogliamo, per avidità , neanche confessare!

Napoli, li 23 maggio 2010

Dr Antonio Marfella, Tossicologo oncologo Medico per Ambiente ISDE NAPOLI Difensore civico Assise di Palazzo Marigliano

Segue articolo da LA REPUBBLICA DEL 24 MAGGIO 2010

Il giallo dell´inceneritore

Ferma ad Acerra la linea 1, discariche allo stremo

Napoli– (di ANTONIO CORBO) Rifiuti, che estate sarà? «Difficile, molto difficile». Nessuno dice di più. Il pessimismo si diffonde nel nuovo circuito politico, tra Regione e Provincia. Si comincia ad Acerra. La linea 1 delle tre è ferma da aprile, stop fino a giugno. Ma i tecnici sgonfiano il giallo dell´inceneritore: «Non c´è da preoccuparsi». Allarmano invece i debiti. Bertolaso sembrava avesse risolto tutto. Ma ha dimenticato di chiudere i conti. Il governo lascia debiti per oltre 20 milioni. «Styr e discariche sono allo stremo». E’ stato un tema elettorale vincente. Decisivo in Campania. Chiuse le urne, riappare l´emergenza. Il primo punto critico è Acerra (nella foto l´inceneritore). Il sindaco Esposito ha sospeso i rappresentanti dell´Osservatorio per attriti con Roma. Nella relazione dell´11 marzo c´è una traccia. «Si è verificata una anomalia di misura per un guasto dello strumento di misura». Si scopre che il certificato della Commissione di collaudo attende «documenti afferenti analisi richieste». Ma “Partenope Ambiente” assicura che «è corretto il funzionamento dell´impianto». Due tecnici in rigoroso anonimato spiegano il guasto. Primo ingegnere: «Crepa all´interno della camera di combustione. Un errore nella camera refrattaria. Ma è frequente in impianti sollecitati ad alte temperature». Secondo ingegnere: «Niente di grave. Una perdita di acqua. Come se si fosse rotto un piccolo tubo». Era già prevista la manutenzione ordinaria, è diventata straordinaria. Irreperibile il dirigente Luca Buonomo di “A2A” per una versione ufficiale. Acerra brucia 1300 tonnellate e non 2000, i due terzi. Peggio le discariche. Chiaiano è gestita da “Ibi”, presidente Daniela D´Amico. Società che attrezzò Savignano Irpino. «Siamo al 45 per cento», dicono a Chiaiano. C´è posto per i rifiuti di Napoli e Marano nei prossimi 15 mesi. Ma la crisi è economica. Il credito supera i 5 milioni. «Discarica aperta finchè regge la famiglia D´Amico», riferiscono i 50 dipendenti. La discarica da 150 mila tonnellate dovrà ingoiarne 850 mila. Opera in condizioni di sicurezza, con uno strato di terreno e disinfettante dopo ogni colata. «Non c´è cattivo odore, quindi Ibi lavora bene», confermano i tecnici. Ma tardano i soldi di governo e Provincia. Come a Terzigno, crocevia dell´emergenza. Il nuovo sindaco, Antonio Auricchio, ha giurato che vieterà l´apertura della seconda discarica, aspetta che sia colma la “Sari”. Per la “Vitiello” c´è il suo patto d´onore con gli elettori. «Berlusconi mi deve un favore, e deve farmelo ora». Fu Auricchio a cedergli gratis il simbolo “Popolo della libertà”. Difficile reperire un´altra discarica in zone diverse, Terzigno avanza 2,6 milioni di euro, 5 Chiaiano, 8-9 gli Styr di Tufino e Giugliano. Si rifà Caivano con Acerra. Con altre forniture, il debito supera i 20. Fallisce il concetto di perimetro provinciale. Napoli con 3 milioni (3 mila tonnellate al giorno, 1400 nella sola città) ha l´8 per cento della Campania e il 65 della produzione rifiuti. Chiedono già a Caldoro di rivedere il sistema. Oggi consiglio provinciale straordinario. Ma l´estate è già quì.

 (Comunicato inviato dal Dott. A. Marfella)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”