Pomigliano D’Arco(Na)- Fiat di Pomigliano: l’azienda sta organizzando una fiaccolata per domani sera “precettando” i lavoratori alla partecipazione.
Mascoli e Brancato (Fiom): “si conferma il pesante clima di coercizione generato dalla Fiat. Emergono le peggiori tradizioni dell’azienda. Il referendum del 22 è illegittimo, il testo della Fiat contrappone lavoro e diritti, i lavoratori sono sottoposti a ricatto, li invitiamo ad andare a votare per evitare ritorsioni individuali”. I Segretari Generali della Fiom della Campania, Maurizio Mascoli, e di Napoli, Massimo Brancato, hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Ci giunge notizia dallo stabilimento di Pomigliano che l’azienda, attraverso i suoi “capi”, stia organizzando una marcia a favore dell’intesa separata sottoscritta il 15 giugno, a cui tutti i lavoratori sono “invitati” a partecipare. Emergono le peggiori tradizioni della Fiat, che ripropone a distanza di trent’anni una marcia dei 40 mila in sedicesimo. Del resto ci risulta che in queste ore viene impedito l’accesso allo stabilimento per i soli delegati Fiom della linea 147 (che in questi giorni non lavora), mentre non avviene altrettanto per i delegati delle altre Organizzazioni Sindacali. Così come ci risulta che, non avendo organizzato assemblee per illustrare i contenuti dell’accordo le Organizzazioni che lo hanno sottoscritto, per la giornata di lunedì (in cui non è prevista la ripresa di attività produttiva), l’azienda stia invitando “volontariamente” i lavoratori a presentarsi in stabilimento affinché possa provvedere essa stessa a tale adempimento.  La Fiom denuncia queste cose all’opinione pubblica e riconferma l’orientamento assunto a tutti i livelli dell’Organizzazione: il referendum del 22 è illegittimo e pertanto il suo esito non è per noi in alcun modo vincolante; la Fiom in ogni caso non firmerà il testo sottoscritto separatamente che contrappone lavoro e diritti; i lavoratori sono sottoposti ad un ricatto e per questo li invitiamo ad andare a votare al fine di evitare ritorsioni individuali”. Napoli, 18 giugno 2010 (Comunicato da Fiom)

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Il Gruppo Fiat ha condizionato l’investimento 700 milioni di euro per produrre nel  2012 la Panda a Pomigliano all’accettazione di una proposta ultimativa, non negoziabile, che nel delineare un nuovo sistema di utilizzo degli impianti e di organizzazione del lavoro deroga all’applicazione del Ccnl e di diverse norme di legge in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nel lavoro a turni. Ci riferiamo, ad esempio, al fatto che le condizioni della Fiat sanciscano che: lo straordinario obbligatorio passa da 40 a 120 ore annue con possibilità per l’azienda di comandarlo come 18° turno, nella mezz’ora di pausa mensa, nei giorni di riposo, per recuperi produttivi anche dovuti a non consegna delle forniture; le pause sui montaggi si riducono da 40 a 30 minuti giornalieri; si può derogare al riposo di almeno 11 ore previste dalla legge da un turno all’altro per il singolo lavoratore; l’azienda può decidere di non pagare il trattamento di malattia contrattualmente previsto a suo carico; l’azienda può modificare le mansioni del lavoratore senza rispettare il principio dell’equivalenza delle mansioni; l’azienda ricorre per 2 anni alla Cigs per ristrutturazione senza rotazione, con l’obbligo del lavoratore alla formazione senza alcuna integrazione al reddito. Inoltre, la proposta ultimativa della Fiat contiene un sistema sanzionatorio nei confronti delle organizzazioni sindacali, delle Rsu e delle singole lavoratrici e lavoratori che cancella il diritto alla contrattazione collettiva fino a violare le norme della nostra Costituzione in materia di diritto di sciopero e licenziabilità. L’accordo che la Fiom non ha sottoscritto porta indietro di più di 50 anni le condizioni e i diritti del lavoro. Cambiano i turni, le pause, l’organizzazione del lavoro. Con un aggravio pesantissimo per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Ma, oltre a questo, per la prima volta in Italia si scrive che per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non varrà più il Contratto nazionale sugli orari di lavoro, sul trattamento di malattia, sulle qualifiche. Per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non ci saranno più le regole e i diritti scritti sul contratto e validi finora per tutti. Ma in più, oltre a questo, si toglie ai lavoratori e al sindacato il diritto alla difesa contro i soprusi dell’azienda. Questo è un punto di una gravità senza precedenti, mai sottoscritto in nessun accordo. Infatti al punto 15 dell’accordo separato la Fiat scrive che tutte le parti contenute nell’accordo diventano una sorta di nuovo contratto individuale di lavoro e che il lavoratore che viola questo nuovo contratto è passibile di provvedimenti disciplinari fino al licenziamento. In questo modo i lavoratori di Pomigliano dovrebbero perdere la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e della stessa Costituzione. La Fiom non accetta e non accetterà mai di cancellare i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo, comunque vada un referendum che è assolutamente immorale e illegittimo, la Fiom continuerà a dire NO all’accordo e a tutelare in tutte le sedi i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Pomigliano.(Comunicato inviato da Giuseppe Nasciano)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”