SAN NICOLA LA STRADA(Ce)-(di Nunzio De Pinto)  “Invito i cittadini della provincia di Caserta che lavorano nel Gruppo Fiat e gli operai tutti a respingere il ricatto sostenuto dal governo e dai sindacati subalterni agli interessi padronali. Partecipiamo compatti alla manifestazione di venerdì 25 giugno a Napoli”. È l’invito di Pasquale PANICO, segretario provinciale di Rifondazione, rivolto agli operai ed alle maestranze della Fiat, che nel referendum svoltosi martedì scorso a Pomigliano ha detto SI, a larga maggioranza, all’ accordo Fiat. “Il ricatto che Marchionne e la Fiat stanno esercitando per Pomigliano con l’aut aut “prendere o lasciare” – ha aggiunto Panico – “vuole imporre, a partire dal bisogno di lavoro di un intero territorio, il ridisegno delle relazioni sociali nel nostro paese. Non solo, si peggiorano in modo inaccettibile le condizioni di lavoro, ma si deroga a leggi e contratti vigenti, si vuole la rinuncia all’ agibilità sindacale e la messa in mora del diritto di sciopero. Approfittando della paura generata dalla crisi, si vuole imporre una sorta di schiavitù senza catene” – ha sottolineato il segretario provinciale di Rifondazione – “Nel Piano si impongono: l’aumento dei turni di lavoro, la riduzione della durata delle pause per chi lavora sulla catena di montaggio; lo slittamento della pausa pranzo a fine turno, la quale potrebbe essere trasformata, quando l’azienda dovesse ritenerlo opportuno, in lavoro straordinario; l’aumento enorme delle ore di straordinario senza preventivo accordo sindacale; il recupero per perdite di produzione, non solo a fronte di cause di forza maggiore, ma per ogni causa – compresi ritardi o scioperi degli autotrasportatori – e senza alcun accordo con le Rsu; l’ eliminazione dell’ obbligo del pagamento delle quote di malattia a carico dell’ azienda ogni qualvolta il tasso di assenteismo venisse giudicato superiore alla media; l’abolizione di voci contributive come l’indennità di disagio linea. A questo” – chiarisce Panico – “vengono aggiunte la clausole di esigibilità e le clausole integrative del contratto individuale di lavoro, attraverso le quali è di fatto introdotta una gravissima riduzione dell’agibilità sindacale che passerebbe attraverso inaccettabili azioni sanzionatorie nei confronti delle Rsu in caso di proclamazione di uno sciopero, di una iniziativa o di una semplice assemblea. Il tentativo sempre più esplicito è quello di usare la crisi come clava contro i diritti e le tutele concquistate, attraverso anni di lotte, dalle lavoratrici e dai lavoratori”. (Articolo a cura del giornalista NUNZIO DE PINTO)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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